Albania

Due Speranze che vivono vicine separate solo da una recinzione.
Due vittime della violenza, due storie di dolore. La vedova e la madre dell'assassino.
Andiamo a visitare queste due donne e mi sembra di trovarmi sui due lati del fronte della guerra che si chiama prima Violenza e poi Kanun.
Ci aprono la porta e ci introducono nella quotidianità del loro dolore.
Una famiglia zoppa perché privata dell'uomo di casa. Un'altra che vive nella paura della vendetta.

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Albania

Flora si guarda intorno con curiosità, come se si trovasse su Marte. Siamo in Kossovo, a Prizren. In fondo non è approdata in un Paese esotico, è a pochi Km di distanza da dove è nata.
Ma mi rendo conto che per lei, abituata al suo mondo fatto di rotaie, galline e polvere...
Noto nelle sue battute e nei suoi sguardi stupiti, mentre scruta le persone e la città, desiderio di percepire qualcosa di nuovo, sconosciuto.

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Albania

L’esperienza della vita quotidiana ci porta a numerosi incontri, alcuni programmati altri casuali, alcuni attesi e desiderati altri non voluti e inaspettati. Nel nostro lavoro in Albania d’incontri ne facciamo tanti. Le nostre giornate si svolgono per la maggior parte del tempo incontrando e relazionandoci con le persone, con i membri di quelle famiglie con cui cerchiamo di entrare in contatto, di dialogare, di condividere la vita per poterle aiutare a riconciliarsi.

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Albania

La mattina è ancora fresca, quando ci incamminiamo per raggiungere Bardhaj, sprazzi di nuvole nascondono, e a volte liberano, i volti severi delle montagne albanesi. Le strade sono un cumulo di fango e polveri volanti. Le persone si avvicendano prese dalle loro vite quotidiane, chi con il sorriso consapevole conversa amabilmente con la vicina al mercato, chi con la fronte corrucciata attraversa la strada senza curarsi delle motociclette o delle automobili che gli ruotano intorno.

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Albania

Mi sembra di essere sull'"isola che non c'è" in questo momento, nella Cattedrale di Scutari mentre aspetto la riconciliazione tra due famiglie. L'emozione è tanta e non riesco a stare ferma ad aspettare. Esco dalla chiesa per accogliere e non perdermi l'arrivo degli Hasani, il fis che oggi concederà il perdono. Ho le mani gelide e il cuore a mille. Mi rendo conto che sto assistendo a un evento più grande di me, incomprensibile al cuore umano. Sono nel posto giusto: in cattedrale.

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