Albania

Il 9 maggio a Scutari in Albania si è svolta una grande azione di giovani contro le vendette di sangue organizzata dagli Ambasciatori di Pace alla quale hanno partecipato i volontari e i caschi bianchi di Operazione Colomba, Ambasciatori di Pace e Lvia, ecco la cronaca di quella bella esperienza la cui preparazione è durata mesi.

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Una delle prime cose che ho imparato dell'Albania è stata che la parola è una cosa importante, se non fondamentale, per gli albanesi. La parola, e in particolare il “dare la parola” e il “mantenere la parola”, assumono una rilevanza e un significato che investe non soltanto la sfera della persona e dei rapporti interpersonali ma anche della società tutta. Per una parola si può arrivare ad uccidere, con una parola si mette fine all'odio e ci si riconcilia, e ancora: con una parola si può mettere fine ad anni ed anni di rancore, vendette, odio, ripicche!

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Fin dall’inizio della nostra presenza nella regione montuosa di Tropoja, ci siamo stabiliti a Fierza-Dushaj, in una parte di questo piccolo comune soprannominata e conosciuta dagli abitanti della regione come “zona B”.
Una delle principali caratteristiche della “zona B”, oltre che un enorme discarica di rifiuti a cielo aperto, è una serie di palazzoni fatiscenti in stato di abbandono degni dell’epoca in cui furono costruiti: il periodo della dittatura comunista di Enver Hoxha.

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Sabato 17 marzo a Scutari, presso il teatro dei Frati Francescani, è andato in scena lo spettacolo “La cantatrice Calva”, riadattato e interpretato da alcuni ragazzi provenienti da famiglie in Gjakmarrja ossia da famiglie coinvolte nella vendetta di sangue.
Lo spettacolo è la conclusione e allo stesso tempo il frutto del corso che è stato realizzato durante questi mesi da Simone Mori, (membro della Comunità Papa Giovanni 23), con l’aiuto dei volontari di Operazione Colomba.

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Gjni di 10 anni vive con la sua famiglia nella periferia di Scutari, una zona della città dove le strade non sono asfaltate, non vi sono le tubature dell’acqua che arrivano in casa e mancano servizi  essenziali come i trasporti pubblici, un ospedale, la scuola superiore. Inoltre, questa zona della città è caratterizzata da abusivismo edilizio, isolamento sociale e la presenza di piccola e media criminalità organizzata, insomma il luogo ideale per chi vuole farsi giustizia da solo, considerata la totale assenza delle istituzioni.

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