SITUAZIONE ATTUALE

L’8 gennaio, in Svizzera, un uomo ha ucciso sua moglie e la sorella di lei, a seguito di un litigio.
Da Lezha, nord d’Albania, la famiglia delle due donne afferma di non avere intenzione di vendicarsi, in quanto cresciuti in Europa e sicuri che lo Stato svizzero farà giustizia.
Per Operazione Colomba è interessante poter registrare un caso nel quale si sottolinea la fiducia dei cittadini nella giustizia statale a scapito del ricorso alla vendetta come forma di giustizia privata.
Un caso in particolare ha scosso l’opinione pubblica albanese questo mese: un ragazzo che si professava innamorato di una studentessa albanese, l’ha uccisa e poi si è tolto la vita. Monitoriamo la situazione in quanto la famiglia della ragazza ha impedito ai parenti del ragazzo di partecipare al funerale della giovane e questo comportamento può provocare lo scoppio della vendetta di sangue.
Un’altra circostanza simile si è verificata alla fine del mese di gennaio.  Un uomo di 42 anni ha ucciso la moglie di 44 e, al funerale di quest’ultima, la famiglia della vittima non ha accettato la presenza dei parenti del marito.

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SITUAZIONE ATTUALE

A dicembre sono purtroppo accaduti diversi fatti legati al fenomeno della “vendetta di sangue”.
Nei dintorni di Bulqizë, nord d’Albania, si sono verificati due tentativi di omicidio commessi rispettivamente da due famiglie in vendetta dal 2009, a seguito dell’uccisione di un ventottenne.
Un altro tentativo di omicidio è avvenuto a Elbasan, nel centro dell’Albania: l’obiettivo era un esponente di una famiglia in vendetta di sangue dal 2005. Questo conflitto ha portato finora all’assassinio di otto persone, coinvolgendo anche rami delle famiglie residenti a Torino.
Infine, un uomo è stato ucciso nella periferia di Scutari per motivi probabilmente legati al traffico di droga. Abbiamo appreso che sulla famiglia dell’assassino pendeva già una vendetta di sangue ed ora si teme l’apertura di una seconda faida.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 21 novembre si è tolto la vita un ragazzo detenuto nel carcere di Shen Koll. Nel 2016 il ragazzo era stato accusato di tentato omicidio. Il fatto era stato ricondotto ad una vendetta di sangue causata da motivi sentimentali. Il 27 novembre è stato ripreso dalla cronaca il caso di vendetta avvenuto a Rivabella di Rimini a maggio di quest’anno. Sebbene la pena richiesta per i tre accusati di omicidio fosse l’ergastolo, la Corte d’Assise di Rimini ha stabilito una condanna dai 23 ai 25 anni di reclusione. Il mese di novembre si è poi concluso con una sparatoria in centro a Scutari. Un 17enne ha aperto il fuoco contro un coetaneo, probabilmente a causa di un conflitto precedente. Nonostante non ci siano stati né feriti né vittime, monitoriamo la situazione in caso di future rivalse.

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SITUAZIONE ATTUALE

Spesso si avverte la tendenza a sostenere che gli episodi di “vendetta di sangue” avvengano solo nel nord dell’Albania, ma purtroppo non è così. Il caso di un giovane ragazzo accoltellato questo mese in un locale di Valona lo dimostra. Dopo aver molestato verbalmente una cameriera, il giovane è stato aggredito con un coltello dal proprietario del locale e ora rischia la vita. Tale gesto potrebbe innescare nella famiglia del giovane ferito il desiderio di vendicarsi. Inoltre, ad ottobre si sono verificati casi di vendetta al di fuori del territorio nazionale albanese. Secondo la polizia italiana, il caso del trentanovenne albanese inseguito per strada e colpito da tre pallottole di grosso calibro a Torino, potrebbe essere ricondotto a un regolamento di conti.

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SITUAZIONE ATTUALE

Un omicidio per futili motivi, avvenuto nei pressi del teatro cittadino, nel pieno centro di Scutari, ha scosso tutta la città e ci ha costretto a riflettere sul fatto che i conflitti non avvengono solo in luoghi isolati. Inoltre, siamo venuti a conoscenza che un bambino di soli 10 anni, residente nella periferia di Scutari, si vede negata la propria libertà di movimento poiché membro di una famiglia in vendetta di sangue. Stiamo anche monitorando la situazione di un caso di vendetta a Tirana che ha visto un poliziotto ferire con arma da fuoco un uomo d’affari, a seguito di un litigio.

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