Dicembre 2015

SITUAZIONE ATTUALE

A dicembre è stata rilevante la dichiarazione dell'Avvocato del popolo in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell'Uomo, si cita la risoluzione del Parlamento per la creazione del Consiglio di coordinamento contro la gjakmarrje. Dalla cronaca emergono quattro casi presumibilmente riconducibili alle dinamiche della hakmarrje. I siti web di una testata italiana e di una albanese, invece, danno notizia di due vicende legate a casi di gjakmarrje di lunga data mentre l'emittente scutarina Star Plus affronta il tema intervistando i volontari di Operazione Colomba.

CONDIVISIONE, LAVORO e NOVITA' SUI VOLONTARI

Condivisione
Dicembre è stato un mese intenso, ricco di feste e di visite. Le festività di San Nicola e Natale sono feste importanti per le famiglie che seguiamo. Aver condiviso con loro giorni di festa ha significato per noi vivere e capire i loro tempi. Ricordiamo infatti le parole di G., durante un pomeriggio pre-natalizio: “è bello che voi veniate a trovarci anche per il semplice gusto di stare insieme, e non solo per chiederci altro”. Tramite la condivisione impariamo a rispettare i tempi di chi non si sente ancora pronto per un percorso di riconciliazione e, allo stesso tempo, abbiamo la possibilità di conoscerci meglio per creare fiducia reciproca.
D’altra parte, una visita a ridosso del Natale si è rivelata, purtroppo, carica di tensione a causa dei problemi di alcolismo del capofamiglia. Vivere una situazione di vendetta può infatti influenzare profondamente diversi aspetti della quotidianità, fino ad intaccare i rapporti intra-famigliari.
Nel caso di L., che incontriamo per la prima volta, al dolore per la perdita del marito, del figlio e di un nipote per hakmarrje, si aggiunge l’isolamento sociale. Ascoltarla dire, sfogandosi che “nessuno ci viene mai a trovare” e che “lo Stato non si è più fatto vedere” ci ricorda l’importanza di una presenza amica che stia vicino a chi ha sofferto la perdita dei propri cari e si faccia carico di una parte del loro dolore.  A Tropoja, infine, dove piccole comunità o singole famiglie vivono isolate, partecipare alle rare occasioni di ritrovo, come le messe di Natale, è stato per noi un modo per portare un messaggio di Pace in contesti dove la pressione sociale spesso incoraggia la vendetta.

Lavoro con la società civile
Il 10 dicembre abbiamo festeggiato insieme alle associazioni della rete “Aleanca për Jeten / Alleanza per la Vita”, a “Nisma Vullnetare Studentore Shkodër” (associazione di studenti universitari) e agli amici del gruppo ragazzi un’ulteriore ricorrenza: la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Uomo. Insieme abbiamo animato il centro di Scutari invitando i passanti a completare un grande cruciverba sul tema dei diritti umani. In questo modo, abbiamo voluto offrire alla cittadinanza uno spunto di riflessione sul rispetto del diritto alla vita come fondamento di una cultura di pace. Il bilancio finale è stato più che positivo: la partecipazione di tante associazioni e volontari ci ricorda come collaborare sia fondamentale per contrastare e superare il fenomeno delle vendette di sangue. Parallelamente, continua il percorso del Gruppo Ragazzi dedicato al racconto di se stessi e delle proprie emozioni attraverso lo strumento della macchina fotografica. I ragazzi hanno fotografato gli oggetti della loro quotidianità per raccontare se stessi ed esplorare le proprie emozioni. Così per M. il cellulare diventa “una finestra” per osservare il mondo, mentre i braccialetti di E. ricordano l’importanza dei legami affettivi. Proprio al più forte di questi legami, l’amore, è stato dedicato il secondo incontro di dicembre. Ragazzi e ragazze hanno dato vita ad un intenso dibattito alla fine del quale hanno convenuto che l’amore è un sentimento di cui si fa dono all’altro in maniera gratuita.

Rapporto con le istituzioni e il lavoro in rete
Mantenere alto l’interesse sul fenomeno delle vendette di sangue ha l'obbiettivo di coinvolgere le istituzioni nella lotta alle vendette e di sviluppare una maggiore attenzione nei confronti delle persone implicate. In questo senso, un segnale positivo è arrivato dall’istituzione dell’Avvocato del Popolo, che in risposta ad una nostra lettera riguardante un caso molto grave di vendetta, ci ha comunicato l’impegno pubblico e ufficiale delle autorità di polizia di Kruja a garantire la sicurezza delle persone direttamente colpite da questo conflitto. Infine, questo mese, come atto conclusivo della Campagna di sensibilizzazione del 2015, abbiamo spedito alle istituzioni locali, nazionali e internazionali il Report che presenta il lavoro svolto e i risultati dei questionari inviati a tutti i sindaci eletti nelle elezioni tenutesi in giugno.