Aprile 2016

SITUAZIONE ATTUALE

All’inizio del mese la cronaca si è interessata ad un caso di vendetta avvenuto a Kurbin. La costruzione di un ponticello su un ruscello che si trovava in una terra contesa da tempo è stata la causa dell'omicidio tra due cugini. L’autore dell’omicidio è stato arrestato pochi giorni dopo e le forze dell'ordine hanno monitorato la situazione per timore che potesse degenerare in un altro omicidio.
E' uscito un articolo sulla stampa inglese dedicato ad alcuni aspetti del fenomeno delle vendette di sangue: la sua dimensione numerica; gli interessi e i bisogni delle famiglie e delle associazioni coinvolte; gli scandali relativi alle procedure di richiesta d’asilo all’estero per i soggetti implicati.


CONDIVISIONE, LAVORO e NOVITA' SUI VOLONTARI

All’inizio del mese abbiamo incontrato una nuova famiglia a cui hanno ucciso un figlio per una lite con un vicino causata da questioni di proprietà. In questo primo periodo di conoscenza, il nostro impegno è quello di ascoltare il dolore di questa famiglia, cercando di donare conforto, forza e speranza. Pochi giorni dopo la visita abbiamo ricevuto una telefonata dalla madre e preoccupati le abbiamo chiesto: “come state? È successo qualcosa?”. Lei ci ha risposto: “no, no, telefonavo solo per sapere come stavate voi. E mi raccomando passate presto a trovarmi ancora!”.
Verso fine aprile un membro di una famiglia che seguiamo è stato condannato a 21 anni di carcere per aver tentato di uccidere una persona appartenente al clan rivale. Questo atto è stato commesso come forma di vendetta in seguito ad altri due omicidi nei quali persero la vita una ragazza di 17 anni e suo nonno. Pochi giorni dopo la notizia, ci ha telefonato la famiglia e la madre della ragazza ci ha detto: “mio marito ha bisogno di parlare con voi”. Il giorno dopo ci siamo seduti nel loro salotto, lui ha iniziato a parlare: “mio fratello è stato condannato a 21 anni. Ma nessuno ha fatto giustizia per la morte di nostra figlia e di mio padre. Chiediamo il vostro aiuto. Vogliamo parlare con l’Avvocato del Popolo”. Ci è stato chiesto di sostenerli nella richiesta pubblica di una giustizia statale allo scopo di far sentire la voce dei loro defunti. Questa richiesta rappresenta un passo molto importate e significativo che genera speranza e può aprire a un futuro migliore. Anche noi abbiamo voluto dare forza alle loro parole con un comunicato stampa.
Un emozionante evento del mese è stata la gita insieme al Gruppo Donne. Siamo stati al Santuario di S. Antonio, un luogo di devozione molto significativo per tutto il popolo albanese. Hanno partecipato più di 30 persone, ognuna con la propria storia di sofferenza. È stata una buona occasione per passare una giornata insieme in allegria, condividendo un clima di festa e di gioia.
Infine tutti i volontari presenti ora in Albania sono stati in Italia per partecipare ad una formazione insieme a molti altri volontari che hanno a cuore questo progetto. Sono stati due giorni di progettazione in cui abbiamo rinnovato il nostro impegno a continuare a sognare e a camminare verso la riconciliazione con le famiglie che seguiamo.

Lavoro con la società civile

Uniamoci insieme per la riconciliazione! Questo lo slogan della manifestazione del mese di aprile a Scutari dove i cittadini sono stati chiamati a unire insieme simbolicamente tutte le città, le istituzioni e la società civile per poter arrivare a un Riconciliazione Nazionale, superando insieme il fenomeno delle vendette di sangue!

Rapporto con le istituzioni e il lavoro in rete

Il lavoro in rete tra Operazione Colomba e le altre associazioni locali, che si occupano del fenomeno, è stato dedicato a consolidare gli sforzi comuni nel sostegno alle famiglie coinvolte.
In vista dell'organizzazione dell'Evento 2016 ''Të lidhim besën për pajtim'', che mira a sensibilizzare a livello nazionale la società civile e le istituzioni nella lotta al fenomeno, si rafforza sempre più la collaborazione con l'ufficio dell'Avvocato del Popolo, il quale sostiene la causa, offrendo il suo pieno appoggio.