Novembre 2016

SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di novembre sono stati registrati alcuni casi di tentato omicidio legati al fenomeno delle vendette di sangue. Uno di questi ha riguardato una faida risalente al 1997. Fortunatamente l’atto criminale è stato sventato dalla polizia di Stato che ha arrestato 4 persone nella città di Kukës. Anche il tentato omicidio avvenuto questo mese nel villaggio di Vrakë, vicino a Scutari, si è concluso con l’arresto di due membri della stessa famiglia, un padre e suo figlio. Il tentativo di vendicarsi era legato a un’annosa faida.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nel mese di novembre sono state realizzate diverse visite di monitoraggio alle famiglie in vendetta. La condivisione dei momenti familiari più intimi, come il compleanno di uno dei membri più giovani di una delle famiglie che seguiamo, si è rivelata una buona occasione per trascorre del tempo insieme con serenità e gioia. Il pensierino donato al piccolo, che ha compiuto un anno, e la dedica della tesi di laurea di una delle nostre volontarie rivolta proprio a lui, sono stati molto apprezzati.
Dopo qualche mese di assenza, siamo tornati nella regione montuosa di Tropoja per continuare l’attività di mediazione che si è concentrata su due casi conflittuali che seguiamo da tempo. Nel primo caso, il fratello di chi ha commesso l’omicidio si è reso disponibile a chiedere perdono per iscritto al capofamiglia della controparte, che ha subito la perdita della giovane figlia. Siamo quindi stati incaricati di redigere una bozza della lettera da recapitare al padre della vittima. "Ho bisogno che voi gli facciate capire che io al suo posto perdonerei. Voglio la pace. E dovete fargli capire che io al suo posto farei lo stesso’’, queste le sue parole. Nel secondo caso, il recente decesso del capoclan le cui decisioni influenzavano negativamente le scelte di tutta la sua famiglia, allontana l’ipotesi di una vendetta. La scelta passa ora, infatti, al nipote che, fortunatamente, sembra concentrato sulla costruzione di un futuro positivo e lontano dai principi del Kanun.
Questo mese è stato portato avanti il lavoro di coordinamento con le associazioni locali che si occupano di contrastare il fenomeno delle vendette di sangue, rafforzando la strategia di sostegno alle famiglie coinvolte. Inoltre, sono stati effettuati alcuni incontri con giornalisti italiani e internazionali allo scopo di riuscire a raccontare nel modo più veritiero possibile la realtà in cui si consuma il fenomeno.
A novembre Mirjona è rimasta l'unica volontaria stabile nel progetto, affiancata da molti volontari arrivati per darle man forte. Oltre a Fabrizio e Sara, ci ha raggiunto Chiara, volontaria di lungo periodo di un'altra presenza della Colomba che nel suo periodo di stacco ha deciso di dare una mano all'Albania. Anna è arrivata per stare tre mesi mentre Daniele si fermerà per circa un mese.