Maggio 2017

SITUAZIONE ATTUALE

A maggio si è consumato un omicidio di un uomo di 60 anni a Mat (nord Albania). Si sospetta un caso di vendetta: il nipote della vittima infatti sta scontando una condanna in Inghilterra per un omicidio che pare abbia dato origine alla faida. Quattro anni prima, nella stessa città, era stato ucciso anche il fratello del sessantenne.
Inoltre, questo mese sono stati arrestati i presunti colpevoli dell’omicidio di due ragazzi albanesi, avvenuto in Lombardia un anno fa.

Secondo fonti italiane, si tratterebbe di una faida legata a questioni di droga, destinata a proseguire secondo le leggi del Kanun. Al contrario, la famiglia delle vittime nega il coinvolgimento in un conflitto.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Questo mese la condivisione si è declinata secondo molteplici attività. Numerosi sono stati gli accompagnamenti, tra i quali anche uno in carcere. E' stata una giornata speciale poiché l’accompagnamento ha permesso ad una bambina di festeggiare il compleanno con il padre, detenuto per un reato legato alla vendetta di sangue. Purtroppo altri accompagnamenti sono stati causati da emergenze sanitarie; la più grave ha riguardato un bambino con un’infezione all’occhio che ha richiesto il ricovero e un’operazione. La madre si è opposta più volte al ricovero perché la sua famiglia, coinvolta in una faida, di recente ha subito minacce dalla famiglia avversaria. La situazione ci ha fatto riflettere sulle difficoltà che incontrano le famiglie in vendetta nell’accedere al sistema sanitario.
Di tutt’altro tenore è stato l’accompagnamento del gruppo donne al santuario di Sant’Antonio a Laç. L’atmosfera era gioiosa ed è stata un’occasione di divertimento anche per noi volontari. Inoltre, durante la giornata si sono instaurati nuovi legami tra le signore, che speriamo di aiutare a consolidare attraverso altre iniziative. In particolare, due signore anziane – sui fronti opposti delle faide che riguardano le loro famiglie – hanno iniziato a creare un legame di amicizia e di scambio.
Durante il mese si è lavorato molto anche nel ruolo di mediatori del conflitto, in particolare a Tropoja. Come tentativo di riavvicinamento tra le parti, abbiamo consegnato una lettera di scuse da parte di un membro di una famiglia sotto vendetta alla famiglia avversaria nel conflitto. La lettera non è stata purtroppo accolta positivamente. Fortunatamente l’episodio non ha incrinato il rapporto di fiducia instaurato in anni di relazione, tanto che il destinatario della lettera – padre della giovane vittima del conflitto – ci ha incoraggiato dicendo: “se Dio ha creato alberi così alti, significa che gli uomini ne possono raggiungere le vette”. Le sue parole ci ricordano che anche se la meta è difficile da raggiungere, ciò non significa che non supereremo gli ostacoli con costanza e determinazione.
Determinazione ed entusiasmo hanno caratterizzato la presenza trimestrale di Giorgia, che ringraziamo, insieme ad Alberto, Elena e Valentina, che ha dedicato qualche settimana al progetto.

RAPPORTO CON LE ISTITUZIONI E LAVORO IN RETE

Prosegue il lavoro in rete con altre Istituzioni, con particolare riferimento alla protezione dei membri più vulnerabili di una famiglia in cui, al problema della vendetta, si aggiunge quello della violenza domestica. Il Comune di Scutari e l’esperto della polizia cittadina, si sono resi disponibili ad agire insieme per trovare soluzioni adatte a tale nucleo.