SITUAZIONE ATTUALE

Il report di settembre dalla Colombia va letto alle luce dell'accordo di Pace firmato il 26 del mese tra Governo e FARC.
E' evidente però che la successiva (e inaspettata?) vittoria del NO al referendum del 2 ottobre, attraverso il quale veniva chiesto al popolo colombiano di esprimersi a favore o contro questo accordo, ha cambiato improvvisamente tutte le carte in tavola.

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SITUAZIONE ATTUALE

L'annuncio della chiusura ufficiale degli accordi di pace in corso alla Avana, fatto lo scorso 24 agosto, è passato sicuramente alla storia di questo Paese come l'evento più importante di questi ultimi 50 anni di conflitto. Immediatamente in tutto il mondo è giunta la notizia che probabilmente il 23 settembre prossimo, il Presidente Santos e il capo delle FARC, Timochenko, firmeranno l'Accordo Finale a cui farà seguito il 2 ottobre un Plebiscito nazionale a cui tutti i cittadini colombiani saranno chiamati a votare a favore o contro il contenuto degli accordi.

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SITUAZIONE ATTUALE

A fine mese la Corte Costituzionale ha emanato una sentenzia secondo la quale sarà tramite il meccanismo del plebiscito che i colombiani saranno tenuti a dare il proprio voto a favore o contro gli Accordi di Pace raggiunti alla Avana tra il Governo colombiano e la guerriglia delle FARC.

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SITUAZIONE ATTUALE

La notizia sul raggiungimento di un accordo tra la guerriglia delle FARC e il Governo colombiano riguardante il punto 3 dell'agenda “Cessate il fuoco e ostilità bilaterale e definitivo, deposizione delle armi e meccanismi di sicurezza per il transito delle FARC dalla vita guerrigliera a movimento politico” firmato il 23 giugno alla Avana è uscita sui quotidiani di tutto il mondo.
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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di maggio la situazione di instabilità e violenza dovuta alla recrudescenza delle azioni paramilitari, avvenute tra marzo ed aprile scorsi, in moltissime regioni della Colombia si è in parte stabilizzata.
La forza pubblica ha continuato di fatto a colpire alcuni dei capi del Clan Usuga, soprattutto in relazione al traffico di droga e ad azioni di microcriminalità, senza però riuscire ad attaccare seriamente le strutture paramilitari innestate oramai nel tessuto sociale di villaggi, città e amministrazioni locali e statali, dove continuano ad avere un dominio assoluto.

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