Gennaio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il report del mese di dicembre 2017 presentava uno spaccato terribile della situazione in Colombia con il tentato omicidio, avvenuto il 29 dicembre, contro German Graciano, rappresentante della Comunità di Pace, e Roviro Lopez, a cui si aggiungevano i nomi di tanti altri leader del Paese che invece non ce l’hanno fatta e sono stati vilmente assassinati dai gruppi neo-paramilitari in quello stesso mese, nella più totale impunità.
Rispetto all’attacco del 29 dicembre, la solidarietà internazionale è stata forte e commovente.
Migliaia le lettere, le parole inviate e le azioni concrete messe in atto, in tante parti del mondo, per mostrare l’appoggio totale alla Comunità di Pace e invitare lo Stato colombiano a rispondere concretamente rispetto ai fatti accaduti.
La stessa Unione Europea ha richiamato le autorità colombiane affinché sollecitino il Procuratore Generale della Fiscalìa, Nestor Humberto Martinez, a fare chiarezza e a investigare in forma esaustiva su ciò che è accaduto il 29 dicembre, dopo il rilascio per decorrenza dei termini, dei due assalitori poche ore dopo la loro consegna alle autorità giudiziarie.

Nel documento inviato dall’Unione Europea si esprime inoltre la preoccupazione per la mancanza di azioni di protezione alla Comunità di Pace e di operatività della giustizia rispetto al caso, nonché per la dimostrazione di fino a che punto siano disposti ad arrivare questi gruppi criminali pur con la presenza di organizzazioni civili europee e colombiane sul posto.
Ciò che è accaduto nella Comunità di Pace rispecchia di fatto la situazione di questo inizio 2018. Nella sola prima settimana di gennaio, secondo la Consultoria para los Derechos Humanos y el Desplazamiento (CODHES) sono stati uccisi 9 leader comunitari, ma in realtà sono già 12 i leader sociali assassinati.
Tra di loro la morte di Temistocle Machado, leader di Buenaventura (Valle del Cauca) avvenuta lo scorso 27 gennaio. Temistocle era uno stimato difensore dei diritti umani che aveva guidato la popolazione afrodiscendente, lo scorso anno, durante lo sciopero generale indetto a Buenaventura per reclamare dignità e giustizia per la sua gente.

“Insistere, persistere e resistere nella difesa dei diritti umani” è il più grande insegnamento che ci lascia Temistocle, queste le parole nel Comunicato Stampa dell’ufficio delle Nazioni Unite.
Nell’ultima settimana di gennaio, con altri comunicati preoccupanti, sono stati denunciati centinaia di casi di sfollamento forzato a causa degli scontri tra la guerriglia dell’ELN e i gruppi neo-paramilitari delle AGC; si aggiunge a tanta barbarie, il bombardamento della Forza Aerea colombiana contro una riserva indigena Chagpien Tordo, nel municipio del El Litoral de San Juan (Chocò), ufficialmente durante un operativo contro un gruppo armato illegale che però ha lasciato feriti gravi tra la popolazione civile e ne ha provocato in parte lo sfollamento secondo quanto dichiarato a Rcn radio, dal Defensor del pueblo regional del Chocò Luis Murillo.
Infine, il 31 gennaio in presenza del Defensor del Pueblo Nacional, Carlos A. Negret, la Comunità di Pace ha distrutto le armi usate dai due giovani neo-paramilitari che avevano attentato alla vita dei membri della Comunità lo scorso dicembre. Un atto dimostrativo di una forza straordinaria. Adulti, giovani, vecchi e bambini sotto gli occhi dei gruppi internazionali, dei giornalisti e di vari rappresentanti della Defensoria del Pueblo regional e Nacional, hanno ridotto in mille pezzi, a colpi di martello, la pistola, il macete, il coltello e i cellulari usati dai due assalitori. Un atto che ha subito provocato il plauso di innumerevoli persone e associazioni nazionali e internazionali, che in tal gesto hanno riconosciuto la forza rivoluzionaria della vera nonviolenza e l’espressione concreta di una ferrea volontà di pace costruita e voluta da tutta la Comunità di Pace, anche a costo della propria vita, ma sempre e assolutamente rispettando la vita altrui. I resti ridotti in polvere di questi strumenti di morte, come li definisce giustamente la Comunità di Pace, sono stati poi messi nelle mani del Defensor Nacional che li ha consegnati alla Fiscalia (Ufficio del Procuratore) di Apartadò.
Come si legge nell'ultimo Comunicato della Comunità di Pace la scelta di non consegnare questo materiale probatorio direttamente alla Fiscalia, ma di distruggerlo in presenza della Defensoria, è stata motivata dalla sfiducia nei confronti degli apparati giudiziari che “prima o poi rimettono in circolo questi strumenti di morte, a causa della loro corruzione e dei loro vincoli con i gruppi criminali”. Per questo, si legge nel comunicato, “fin dalle origini la Comunità di Pace si rifiuta di collaborare con questa catena camuffata di morte che fonda le sue radici in uno Stato nemico dei poveri e delle sue espressioni sociali”.

La foto con cui è stato immortalato il gesto incredibile del martello in mano a uno dei rappresentanti della Comunità di Pace, che colpisce la pistola per distruggerla, ha riempito la prima pagina del quotidiano El Espectador che ha subito fatto il giro del mondo come dimostrazione che in Colombia c'è chi la pace la vuole davvero.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Durante tutto il mese di gennaio i volontari sono stati impegnati nella sorveglianza alla Comunità di Pace dopo l’attentato del 29 dicembre scorso. La maggior parte delle attività di accompagnamento di tutti i gruppi di scorta civile internazionale si sono concentrate alla Holandita per garantire maggior sicurezza alle due persone del Consiglio più fortemente minacciate, ma anche alla Comunità tutta. Poche le uscite ai villaggi a causa della situazione di forte pericolo in generale per tutti i membri della Comunità di Pace.
Nonostante la forte tensione e preoccupazione, la forza e l’allegria di questa gente coraggiosa non ha fatto mancare momenti di distensione con i giochi dei bambini e le sfide serali di domino che si svolgono ora sotto l’albero di almendro, o con le serate di musica al ritmo delle corde delle chitarre dei musici della Comunità di Pace.
Sicuramente il momento più atteso è stato il torneo di domino svoltosi il primo gennaio con un ottimo piazzamento al terzo posto di Lilli e Ale per las Palomas!
Nella prima settimana del mese Alessandra è rientrata in Italia ed è arrivato Daniele che, dopo una permanenza come volontario in Albania, ha voluto provare il “calore” della terra colombiana.
Silvia è rientrata in Italia a fine mese per il suo mese di stacco e tutti già aspettiamo il suo ritorno.