Agosto 2019

SITUAZIONE ATTUALE

Ad agosto è trascorso un anno dall'elezione del nuovo Presidente Ivan Duque e in Colombia è tempo di bilanci. Sono diversi gli analisti che riportano quanto, in materia di implementazione degli Accordi di Pace e Difesa dei Diritti Umani, gli impegni e i risultati del governo siano alquanto deludenti. Solo per citare alcuni temi: dalla firma dell’Accordo di Pace nel 2016, secondo il partito della FARC, sono stati uccisi 180 ex guerriglieri e loro familiari. Diverse organizzazioni, tra cui la Croce Rossa e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, hanno denunciato come il proliferare di questi gruppi armati illegali nel territorio rappresenti una seria minaccia per la costruzione della pace; gravi mancanze sono state denunciate anche rispetto ai programmi di sostituzione delle coltivazioni illecite. INDEPAZ denuncia come il 50% degli ettari sottoposti a eradicazione forzata, senza gli appoggi e gli incentivi previsti dagli Accordi, sia stato riseminato a coca, mentre il governo Duque propone soluzioni obsolete come le fumigazioni aeree, nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale sui pericoli per la salute.

La Fondazione Forjando Futuros nel suo rapporto appena uscito (dal titolo “Concentración y uso de la tierra causa principal de asesinatos de líderes sociales”. PDF scaricabile online sul sito www.forjandofuturos.org) conclude che lo Stato colombiano non ha compiuto con quanto promesso sul diritto alla terra. Al contrario, le minacce si sarebbero fatte ancora più forti, e sarebbero relazionate proprio al tema della terra, non al narcotraffico o alla mineria illegale come dichiarato dal presidente Duque.
Reazioni di grande preoccupazione ha suscitato a fine mese il video nel quale l’ex capo dei negoziati di pace delle FARC, Ivan Marquez, ha annunciato al mondo “una nuova tappa della lotta armata”, abbandonando definitivamente il Processo di Pace firmato alla Avana nel 2016. La Commissione per la Verità della Colombia “condanna la decisione presa da un gruppo di ex combattenti di riprendere il cammino del confronto armato. Non si costruisce la pace chiamando a un nuovo ciclo di guerra, con conseguenze imprevedibili[…]. La Commissione riconosce le difficoltà dell’attuale Processo di Pace e vede con speciale preoccupazione l’assassinio dei leader sociali […]. In questa difficile congiuntura dobbiamo unirci e lavorare per la costruzione di una vera pace [...] ”, afferma Francisco de Roux presidente della Commissione.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Il 18 agosto è stato assassinato con colpi di arma da fuoco, da uomini appartenenti a gruppi neo paramilitari, il giovane Uber Arias Garzòn, 24 anni, che aveva rifiutato di sottomettersi alle regola imposte da tale gruppo (Vedi comunicato della CdP). Sono continuate anche in questo mese le minacce nei confronti della Comunità di Pace per le continue denunce alle violazioni dei Diritti Umani e al Diritto Internazionale Umanitario. Sono stati quindi chiesti diversi accompagnamenti di presenza e monitoraggio nei villaggi per non lasciare da sole le persone della Comunità e garantire loro comunque la possibilità di dedicarsi alle attività agricole fondamentali. Nonostante l’allerta, nelle veredas le giornate sono trascorse condividendo anche il piacere delle piccole attività quotidiane, come la raccolta dei fagioli o del chocolo (mais non ancora maturo).
Ai preoccupanti eventi “più esterni” del contesto colombiano, a volte nella condivisione se ne aggiungo altri, di più intimi e personali, per i volontari di Operazione Colomba. La notte del 28 agosto, infatti, ci ha lasciati il “vecchio Anibal”, presenza costante e allo stesso tempo discreta, della nostra quotidianità alla Holandita. Uomo forte, reso a volte scontroso dalle vicende della vita e del conflitto, ma che ai volontari di Operazione Colomba non ha mai negato la sua disponibilità e il suo affetto. Mancherà tanto in casa Colomba, anche se siamo certi che la sua memoria resterà viva, come ci insegna la Comunità di Pace, per essere stato parte integrante e attiva, fin dalle sue origini, di questo processo di lotta e resistenza; e che continuerà a camminare con noi, nel ricordo di tutti i volontari che sono passati di qui, e in ogni partita a domino che continueremo a giocare pensando a lui.
Ad agosto Monica è rientrata in Italia per il suo mese di stacco, mentre in Colombia è rientrata Ale. Comincia il suo cammino con Operazione Colomba, in questo mese ancora di piogge, Elanor a cui diamo il benvenuto.