Colombia

Tutt'oggi il Governo colombiano sostiene versioni false riguardo alla formazione del paramilitarismo, raffigurandolo come risposta armata dei grandi proprietari terrieri del Paese che negli anni erano diventati vittime delle estorsioni e dei sequestri dei gruppi guerriglieri.
Queste formazioni, per lo più composte da allevatori di bestiame, si erano in principio organizzate in piccoli gruppi armati per poi diventare un vero e proprio esercito privato per difendersi dalle incursioni della guerriglia.

 

 

Solo in seguito alla morte di Pablo Escobar e alla fine del cartello di Medellin, i gruppi paramilitari assunsero una connotazione criminale, spartendosi con la guerriglia il controllo del narcotraffico nel paese.
In realtà è risaputo che l'origine del paramilitarismo è di parecchi anni antecedente a quella sostenuta dalla versione ufficiale.
Nel 1962 infatti viene emesso un documento dei servizi segreti che recentemente ha svelato un piano denominato “Mision Yarbourough” volto ad annientare preventivamente in tutto il continente latinoamericano ogni forma di aggregazione al partito comunista tramite l'organizzazione di gruppi armati misti formati da civili e militari.
Successivamente, nel 1965, venne emanato il decreto 33/98 che, in particolare con gli articoli 33 e 35, sanciva la legalizzazione di gruppi di civili armati, coordinati dall'esercito che veniva inoltre autorizzato a fornire armi a questi gruppi paramilitari.
In questo modo venne a tutti gli effetti legalizzato il paramilitarismo nel Paese.
Nel 1969 viene elaborato il primo dei Manuales de Contrainsurgencia (manuali controrivoluzionari) in cui i gruppi paramilitari già figurano nell'organigramma delle Forze Armate dello Stato.
Altri manuali dello stesso tipo vengono terminati nel 1979, nel 1987 e nel 1989.
In particolare in quello del 1987 si poteva trovare una classificazione che divideva la popolazione in coloro che accettavano di collaborare con l'esercito (lista bianca), negli indecisi (lista grigia) e in quelli che rifiutavano ogni forma di collaborazione e che venivano quindi incarcerati, costretti a subire sfollamenti forzati o uccisi (lista nera).
Negli anni '80 si forma la struttura del paramilitarismo attraverso la costituzione del movimento politico MORENA (Movimento de Renovaciòn Nacional), il giornale “Punto Rojo” e il Battallon Barbula che, con l'appoggio dell'esercito, coordinava i paramilitari fornendo armi a civili che si macchiarono di numerosi omicidi.
Sono da ricordare i massacri di Puerto Boyaca che avvennero in questi anni.
Inoltre in questo periodo molti mercenari internazionali arrivavano nel Paese per addestrare i paramilitari che erano andati raggruppandosi in tre principali formazioni: l'AC.CU. (Autodefensa Campesina de Cordoba e Urabà) con a capo Fidel e poi Carlos e Vicente Castaño; VALLE che aveva il controllo del narcotraffico e ORIENTE guidato da Victor Carranza.
Nel 1989 la Corte Suprema di Giustizia dichiara incostituzionale l'art. 33 che autorizzava l'esercito a dare armi ai civili.
E' a questo punto che con a capo Carlos Castaño viene creata l'AUC (Autodefensa Unida de Colombia) che organizza eventi e congressi pubblici.
Nel 1993, sotto la presidenza Gaviria, viene emessa la “Ley de Seguridad Privada” che trasforma la legislazione sulle imprese civili di sicurezza privata, le quali cominciano a diventare più dipendenti dall'esercito, iniziando a creare un saldo legame fra Forze Armate ed EPS (empresas privadas de seguridad).
L'obiettivo del paramilitarismo infatti è sempre stato quello di cancellare la separazione fra civili e militari, creando una zona grigia sottratta alla giurisdizione e caratterizzata dall'impunità.
Nel 1994 sotto il Presidente San Pedro, attraverso una risoluzione governativa, nasce l'impresa CONVIVIR, un insieme di gruppi di civili armati dal governo e coordinati dall'esercito.
Lo Stato spende così moltissimi soldi per rifornire di armamenti queste formazioni; Alvaro Uribe, a quel tempo governatore di Antioquia, è uno dei maggiori finanziatori dell'impresa e guarda caso il dipartimento di Antioquia è l'area che raccoglie il maggior numero di finanziamenti statali.
CONVIVIR organizza a tutti gli effetti gruppi paramilitari che grazie a dei carnet identificativi dell'azienda che funzionano da lasciapassare se mostrati alle forze dell'ordine, sono liberi di commettere migliaia di crimini impunemente.
A seguito dei numerosi massacri commessi, la Corte Costituzionale si deve pronunciare in un'udienza pubblica riguardo l'incostituzionalità della CONVIVIR, ma i giudici favorevoli a questa sentenza per pochi voti non ottengono la maggioranza, quindi di nuovo questi gruppi di civili armati conquistano il “piso legal”, venendo costretti solo ad una minima riduzione degli armamenti.
Il 7 agosto 2002 sale al potere Alvaro Uribe Velez, il quale subisce una forte pressione internazionale derivante dai terribili e numerosi crimini commessi dai paramilitari.
Molti Governi minacciano il Presidente di togliere al Paese ogni tipo di appoggio.
Per comprendere meglio la strategia di Uribe è utile distinguere quattro diverse fasi del paramilitarismo: la prima è quella del terrore.
Quando i paramilitari arrivavano in una zona o in un villaggio si imponevano sfruttando la paura della gente creata con i massacri e con gli sfollamenti forzati.
Le tre alternative che venivano offerte dai paramilitari alle persone del posto era collaborare con loro, abbandonare la propria terra o morire.
La seconda fase si identifica nella repressione selettiva della resistenza ancora attiva, non si porta avanti mettendo in atto grandi massacri, ma con omicidi mirati e spesso utilizzando armi da fuoco e non armi bianche.
La terza fase è quella di cooptazione delle comunità e infiltrazione di paramilitari in tutti i tipi di organizzazioni, a partire dalle giunte comunali dove, attraverso la corruzione e le minacce, si riesce ad ottenere la maggioranza.
I paramilitari iniziano così ad investire denaro nelle opere pubbliche e nel commercio, mostrandosi come benefattori e sostenitori del progresso, al fine di riabilitare la propria immagine.
La quarta fase si esplica nella costruzione del potere economico raggiunto grazie al narcotraffico, alle appropriazioni di fondi sanitari e di benzina (i paramilitari arrivano in alcuni periodi a controllare il 50% della benzina totale del Paese), al “pagadiario”, una forma di strozzinaggio tramite la costituzione di imprese di credito per piccoli consumatori che prestavano piccole somme di denaro con tassi di usura che arrivavano al 20%.
Attraverso il potere economico veniva comprato il potere politico; un esempio può essere trovato nel “pacto de realictos” attraverso il quale Uribe si appropriò dell'apparato elettorale, corrompendo in particolare il comandante del DAS che gli fornì i mezzi per farlo.
Altri due strumenti che creò Uribe per aumentare il potere economico furono la creazione delle imprese produttive, come ad esempio quelle della palma africana, e l'emanazione di una ulteriore legge sulle imprese di sicurezza privata che le convertiva in vere e proprie appendici delle Forze Armate.
La strategia di Uribe per rassicurare la società internazionale si concretizzò nel lanciare un piano di smobilitazione del paramilitarismo.
Per fare questo il Presidente dovette però precedentemente creare uno “spazio di legalità” dove collocare i tantissimi paramilitari presunti smobilitati.
L'8 agosto, un giorno dopo il suo insediamento al potere, Alvaro Uribe Velez crea le reti di informanti e cooperanti attraverso due strumenti: la legge 7/82 del 2002 che prevedeva un indulto molto generoso per i paramilitari di base che mai avevano utilizzato i propri nomi o documenti, essendo sempre stati coperti da pseudonimi; e la legge 9/75 del 2005 per i paramilitari conosciuti in tutto il Paese come Mancuso o Carlos Castaño, per i quali si prevedeva una pena massima che andava dai 5 agli 8 anni, a prescindere dalla quantità e gravità dei crimini commessi.
Inoltre, anche se veniva provato che avevano precedentemente mentito alla Fiscalìa negli interrogatori, essi non perdevano comunque il privilegio ad usufruire della legge e infine, una volta scontata la pena massima e tornati in libertà, non perdevano i diritti politici, potendo quindi essere eletti.
L'obiettivo del Governo era quello di includere nelle reti di informanti e cooperanti circa 5 milioni di persone.
Tra il 2005 e il 2008 si assistette quindi a molte cerimonie di smobilitazione a cui avrebbero partecipato circa 35.000 persone; in realtà la maggior parte di queste smobilitazioni erano totalmente false.
Si arrivava addirittura a raccogliere criminali comuni e a pagarli perché fingessero di essere paramilitari smobilitati.
Ad aggravare la situazione di totale impunità fu la pratica di estradizione di molti di questi criminali verso gli USA che spesso, in cambio di ingenti somme di denaro, praticavano sconti di pena, oppure cambiavano la loro identità  e li estradavano verso qualche altro Paese.
Tutto questo concorre a creare un paramilitarismo legalizzato che sempre più negli ultimi anni è diventato la scorta delle imprese multinazionali interessate allo sfruttamento minerario o di coltivazioni intensive (vedi la  Drummond, la B.P. petroli, le coltivazioni di Palma Africana...).
Con la presidenza Santos questo processo si è intensificato enormemente, essendo il settore minerario uno dei quattro punti fondamentali del “Plan de Desarrollo” disegnato dal Presidente per lo sviluppo del Paese che sempre più viene consegnato deliberatamente nelle mani delle imprese straniere.
Attualmente si parla di 12.000 licenze di sfruttamento minerario vigenti nel Paese.
Gli accordi che vengono stipati tra multinazionali ed enti locali non prendono minimamente in considerazione i danni che provocano alle comunità, ignorando palesemente la costituzione colombiana che in questi casi impone alle imprese estrattrici di consultare previamente le comunità locali che risiedono nelle vicinanze delle miniere.
I danni ambientali che ne derivano sono enormi: uno sfruttamento delle risorse minerarie così massiccio comporta uno spreco di acqua indicibile, l'utilizzo poi di sostanze precipitanti, come il cianuro nelle miniere d'oro, creano un impatto ambientale disastroso, intere vallate e paesaggi stupendi appaiono oggi come spirali desertiche dove non solo non esiste vita ma che tra cemento e veleni rischiano di assorbire tutti i territori adiacenti.
La presidenza Santos ha inoltre avviato una campagna volta ad eliminare agli occhi dell'opinione pubblica ogni relazione che vigeva tra stato e paramilitarismo.
Per arrivare a ciò è stato coniato un nuovo termine per definire questi gruppi armati: BACRIM (acronimo di bandas criminales), questo cambiamento è volto a rimodellare l'immagine che la parola paramilitare evoca nell'immaginario collettivo, suddetto termine infatti, data la sua etimologia, associa inevitabilmente questi gruppi illegali alle forze armate.
Nella versione ufficiale le Bacrim non mantengono nessuna relazione con le forze armate, non prevedono nessun rapporto con enti statali o partiti politici e non hanno carattere controrivoluzionario, dato che i loro fini sono meramente economici e non di lotta alla guerriglia.
La sempre più comune distinzione fra i differenti gruppi di queste bande criminali, vedi i Rastrojos, le Aguilas Negras, i Machos, gli Urabenos... non è altro che il riflesso della volontà del governo di mascherare l'unità e il coordinamento centrale di queste diverse formazioni.
Il governo si propone pubblicamente di creare un nuovo processo di pace e le condizioni che intende dettare alla guerriglia sono le stesse del passato: che accettino di raggrupparsi in una zona limitata, consegnino le armi e si lascino processare.
Sapendo che la guerriglia non scenderà mai a patti con lo Stato o perlomeno non a queste condizioni, il governo si propone come principale obbiettivo militare, l'assassinio dei tre più importanti leader guerriglieri rimasti in vita: Antonio Garcia, Alfonso Cano e Gavino.
A seguito dell'uccisione del Mono Jojoy, è avvenuto un grande cambio strategico all'interno delle Farc che è consistito nella dispersione su tutto il territorio nazionale di centinaia di piccoli nuclei  composti da non più di 8 persone, i quali non si radunano più in accampamenti e combattono senza uniforme.
Questo cambiamento nella guerriglia ha reso impossibile la caccia all'uomo impartita dall'esercito e ha causato, dati gli scarsi risultati ottenuti, una corposa diminuzione dei fondi USA per il Plan Colombia.
Questo taglio, unito alle continue denunce ONU per le violazioni dei diritti umani e alla dispersione di fondi destinati alla difesa a seguito del disastro dell'uragano, sta rendendo impossibile l'applicazione del piano di Santos.

Padre Javier Giraldo