"Vogliamo che sappiate che vi siete conquistati un grande spazio nei nostri cuori e che questi 10
anni al nostro fianco, che oggi celebriamo insieme, siano solo l’inizio di un lungo cammino con noi
perché abbiamo bisogno che continuiate ad accompagnare questa grande famiglia che vi ha accolti e vi considera fratelli".
"Contare sulla vostra amicizia, la vostra allegria, la vostra compagnia, il vostro impegno, il vostro sostegno fisico, politico e morale è di somma importanza, poiché grazie a voi oggi possiamo
mantenere in vita la nostra Comunità di Pace".

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Questa splendida forma di condivisione iniziò nel lontano 2006 con i primi viaggi di monitoraggio, conoscenza e brevi permanenze nella Comunità di Pace di San Josè de Apartadò, nella regione di Antioquia, Colombia.
Furono proprio quei viaggi a mettere ancor più in luce ad Operazione Colomba la durezza del conflitto colombiano tra i diversi gruppi armati legali e illegali, la indicibile sofferenza della popolazione civile costretta allo sfollamento, alla persecuzione e alla fame già da molti anni.
Nel gennaio 2009 quindi Operazione Colomba inizia la sua presenza permanente come scorta civile internazionale alla Comunità di Pace e successivamente apre una collaborazione con la Commissione Interecclesiale di Giustizia e Pace di Bogotà.

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www.gofundme.com/save-peace-community-in-colombia

Care amiche, cari amici,
come sapete ci eravamo prefissati di raccogliere 20.000 euro entro il 31 dicembre 2018.
Questo era l’obiettivo perché di questo necessitava il progetto di Operazione Colomba in Colombia per coprire le spese sostenute durante il 2018 ed affrontare una migliore programmazione della presenza nel 2019.

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Al grido “Io sono German Graciano, io sono Comunità di Pace” (1) 140 persone tra donne, uomini, giovani, anziani, bambini e bambine hanno percorso lo scorso 6 dicembre quasi 10 chilometri tra le vie della città di Apartadò.
Il sole cocente, il calore e l’umidità asfissiante dell’asfalto avvolgevano i loro volti, i loro corpi, le loro magliette madide di sudore, ma mai hanno scalfito la loro anima, il loro coraggio, la loro sfida all’ingiustizia.
Come espresso da diverse Associazioni e agenzie per i Diritti Umani (2, 3, 4) la Comunità di Pace ha subito in queste ultime settimane un ulteriore grave attacco da parte di chi, l’esercito, dovrebbe difenderli.
La Comunità infatti utilizza la denuncia pubblica come forma di difesa per far conoscere al mondo ciò che sta realmente accadendo in Colombia.

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Dal 20 al 3 dicembre si sta svolgendo in Colombia la visita ufficiale del Relatore Speciale per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Michel Forst (nominato con tale incarico nel giugno del 2014 dal Consiglio dei Diritti Umani).
Durante le settimane di permanenza nel Paese, Forst verificherà la situazione inerente ai Diritti Umani riunendosi con i difensori e diverse organizzazioni della società civile, ma esaminerà anche la gestione del Governo sul tema della protezione degli stessi (OACNUDH: Experto de la ONU evaluerà la situcion de los defensores de los derechos humanos).
Di fondamentale importanza quindi è stato l’arrivo del relatore alla Comunità di Pace di San Josè nella giornata del 26 novembre.

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