Alessandro dalla Colombia
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Marco dalla Colombia
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 Lunedì 3 novembre: arrivo a Medellin
Martedì 4: arrivo ad Apartadò e San Josesito
Mercoledì 5: giro esplorativo a San José e dintorni
Giovedì 6: Apartadò, incontro con il Vescovo Louis Adriano e riunione con Jesus Emilio
Venerdì 7: accompagnamento Jesus Emilio ad Apartadò e riunione con lui la sera

 SABATO 8: VIAGGIO PER LA ESPERANZA
Esperanza è una piccola comunità della comunità di pace di San José de Apartadò ma è distante da San Josè circa sei ore e mezza di cammino, gran parte del quale nella foresta.
Jesus-Emilio venerdì sera ci chiede di andare a passare qualche giorno lassù perché la gente di là è stata minacciata da un gruppo armato paramilitare. Le minacce sarebbero di compiere un massacro di sei persone (loro avrebbero già deciso quali e stilata anche una lista di persone da uccidere).
Molte persone sono già scappate, se non andiamo noi (nessuna altra organizzazione internazionale è disponibile ad andarci in tempi cosi' brevi) tutte le famiglie della Esperanza scapperanno il giorno seguente in vari luoghi lasciando tutto. La mattina di sabato io e Alessandro partiamo con don Annibal della comunità di San José che ci guida, arriviamo nel tardo pomeriggio.
Veniamo accolti con una speranza incredibile, ci stavano davvero aspettando e ci ringraziano continuamente perché abbiamo risposto subito e adesso siamo li' con loro.

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 Emergenza in Colombia

Il giorno 1 Novembre 2008, nella città di Apartadò in Colombia, Jesus Emilio Tuberqua, responsabile della Comunità di Pace di San Josè, è stato vittima di un'aggressione da parte di persone identificate come appartenenti a un gruppo paramilitare della zona.
Jesus Emilio è riuscito a sfuggire agli assalitori, ma il fatto rimane in sé grave in quanto da diverse settimane si registra un aumento degli atti di intimidazione verso la Comunità di Pace e di movimenti di gruppi paramilitari nella zona.

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 1) Non partecipare alla guerra in modo diretto o indiretto;
2) Non detenere armi di nesssun tipo;
3) Astenersi dal dare appoggio alle parti in conflitto;
4) Non chiedere aiuto a persone armate per risolvere problemi personali o familiari;
5) Non manipolare ne dare informazioni a nessuna delle parti in lotta;
6) Impegnarsi a partecipare ai lavori comunitari ed a non accettare ingiustizia e impunità rispetto a quello che succede

Sono questi gli impegni che si trovano scritti su un cartello all'ingresso della “comunità di pace” di San Josesito de la Dignidad. Quando li leggiamo abbiamo subito l'impressione di trovarci di fronte ad una esperienza particolare.
Ci troviamo nella zona nord ovest della Colombia, nel dipartimento di Antioquia, regione di Urabà, municipio di Apartadò.

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 Colombia, COMUNIDAD DE PAZ, en San José de Apartadó, Region de Uraba, Departamento de Antioquia.

Objetivo de la Visita:

1.- Conocer la Situación actual de los campesinos del lugar que habitan en las Zonas Humanitarias, precisamente en la Comunidad de Paz en San Josesito, San Jose de Apartadó.

2.- Constatar en Terreno la dimensión y niveles de vulneración en víctimas (Pueblo indígena y campesino) como consecuencia del conflicto armado, responsabilidades de los actores armados (guerrilla, Militares y paramilitares) y formas de organización y relaciones al interior de la Comunidad de Paz, en contexto de resistencia noviolenta. Este viaje inicial de tipo exploratorio lo llevamos adelante, primero viviendo y compartiendo 4 o 5 dias en la comunidad de Paz. Recogiendo testimonios de personas víctimas directas de la guerra; niños, jóvenes, mujeres viudas, líderes, etc…Encuentros con líder y representante legal de la Comunidad. Encuentro con el Consejo de la Comunidad de Paz. Confronto constante y de retroalimentación con Ong For-Colombia presente en el lugar.

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 COMUNICATO STAMPA
4 gennaio 2008

Volontari dell’Operazione Colomba in visita alle comunità di pace in Colombia 

Tre volontari dell'Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi, sono da oggi in visita alla Comunità di Pace di San Josè de Apartadò, in Colombia.
Antonio De Filippis e Livio Dengo, italiani, e Alejandro Duransegura, Cileno, sono andati per portare una testimonianza concreta di solidarietà, per riscontrare sul campo la realtà della situazione e conoscere le necessità e le attività che svolgono le comunità indigene di pace che si sono formate nella regione di Urabà, dipartimento di Antioquia in Colombia.
Questo territorio, teatro di scontri tra esercito, paramilitari e guerriglie ormai da diversi decenni, è balzato in questi giorni all’attenzione dell’opinione pubblica italiana per il tentativo del Presidente venezuelano Hugo Chavez di instaurare una mediazione tra le parti anche per la liberazione di alcuni ostaggi nelle mani della guerriglia, in primis l’ex candidata alle presidenziali Ingrid Betancourt.

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