Cara tendina,
Sento il bisogno di scriverti questa lettera per ringraziarti...
Fin dal primo giorno del mio arrivo qui sei stata una compagna amica e speciale.
Qualche materasso, un piccolo tavolino bianco, uno scaffale pieno di libri interessanti e una piccolissima cucina ti caratterizzano.
La cosa che però ti rende unica è che sai dare accoglienza a volontari come me.
Arriviamo un po' spaesati e con differenti aspettative e tu, poco alla volta, riesci ad accompagnarci in questa esperienza.
Da te si impara a dare valore giorno dopo giorno alla sobrietà, al vivere con umiltà e semplicità, a condividere il tuo piccolo spazio in ogni momento della giornata.

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Balla la sposa sotto un cielo illuminato dalle stelle.
Balla la sposa al ritmo della musica del cuore.
Balla sposa per dimenticare sofferenze e angosce in un Paese non tuo.
Balla sposa per dimostrare al mondo di essere viva.
Ballano le fiamme sotto un cielo illuminato dalle stelle.
Ballano le fiamme al ritmo dell'odio.
Ballano le fiamme distruggendo le poche certezze della vita.
Ballano le fiamme portando sofferenze e dolore.
Ballate fiamme ma vi prego lasciate vive le persone.
Ballano le fiamme in un campo distrutto.
Ballano le fiamme al ritmo del silenzio.
Ballano le fiamme nella più totale indifferenza.

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La recente conferenza di Astana ha spartito influenze in Siria tra Russia, Iran e Turchia.

Est
Ad est l'ISIS è stato distrutto militarmente e come entità geografica, anche se non sono state sradicate le cause sociali della sua nascita, consistenti soprattutto nella marginalizzazione di questi territori orientali tra Siria e Iraq; ancora c’è molto da lavorare per sconfiggere l’ideologia che ha portato alla nascita dello stato islamico.
La presenza dell'ISIS è schiacciata in un fazzoletto di terra vicino all'Iraq.
I fondamentalisti resistono stretti tra le forze siriane democratiche (maggioranza curda) sostenute dagli USA e il regime siriano di Assad con le milizie alleate. Il rischio di scontri tra i due fronti anti-ISIS opposti tra loro è molto alto e da lì si gioca il futuro della Siria.

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Veli leggeri e colorati, veli scuri, teste scoperte.
Sguardi timidi, sguardi sicuri.
Essere una volontaria qui vuol dire stare con tutti i profughi, quindi avere anche la possibilità di stare con le donne, cosa che non sempre è possibile o scontata per i volontari di sesso maschile. Quando si chiudono le porte siamo solo noi: donne che si raccontano, si liberano di strati di stoffa e di pensieri.
Molte sono giovanissime ed in Siria andavano a scuola, volevano continuare a studiare e realizzarsi.
Poi la guerra e la vita che si rinchiude in una tenda, portando tra le varie conseguenze spesso anche il matrimonio in adolescenza, perché non vedevano altre prospettive possibili per il loro futuro, e la divisione ancora più netta della società, in questo luogo che non lascia spazio.
Donne che si fanno carico di intere famiglie, donne che affrontano a pieno viso le tempeste.

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La rissa

Oggi ho vissuto il primo momento "pericoloso" dell'essere volontaria di Operazione Colomba.
Ero a Tripoli con David, stavamo per salire su un service dal Tal, l'incrocio di Tripoli da cui partono i van utilizzati per il trasporto, per ritornare al campo di Tel Abbas dopo aver accompagnato Sami ad un controllo.
Sami è un giovane siriano di circa 30 anni. Durante la guerra in Siria ha vissuto 2 anni in prigione senza nessuna motivazione se non quella di essere una cavia per dimostrare il potere del regime.
Lì ha subito violenze durissime, torture con l'elettricità e le conseguenze che da allora si porta appresso se le porterà per tutta la vita.
Ora soffre di epilessia e soprattutto quando si parla di guerra o quando semplicemente ricorda qualche episodio di tortura è facile che il suo corpo risponda con degli attacchi.
È difficile controllarsi e le medicine a volte non sono sufficienti.

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