SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA
A marzo è ricorso il decimo anniversario dall’inizio delle manifestazioni in Siria e di ciò che successivamente è diventato un epocale massacro di vite umane. Nonostante questo, il 15 marzo migliaia di persone sono scese nelle strade della città di Idlib cantando gli stessi slogan di 10 anni fa. La guerra è ancora in corso, e a metà mese si sono verificati per mano russa e del governo siriano una serie di bombardamenti nell’area di Aleppo ovest e di Idlib, causando la morte di civili all’interno di un ospedale, colpendo i trasporti di aiuti umanitari e una centrale di energia.
Apparentemente è in aumento il numero di casi di Covid-19 in Siria, e lo stesso Presidente siriano è stato contagiato e si è rimesso verso la fine del mese.
A fine mese sulla scena internazionale sono avvenuti due momenti importanti. Il primo è stato la Conferenza Europea dei donatori per la Siria e i rifugiati siriani, che ha avuto luogo il 29 e 30 marzo e che come risultato ha raccolto 6 miliardi di dollari, circa la metà della cifra a cui puntava. Nel quadro della conferenza, Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ha dichiarato: “Nove su 10 siriani vivono oggi in povertà, con il 60% della popolazione a rischio di soffrire la fame quest’anno - il numero più alto nella storia del conflitto siriano”.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA
Continuano i combattimenti in Siria, malgrado il cessate il fuoco promosso da Russia, Turchia ed Iran; gli stessi Stati che si troveranno per un nuovo round di negoziati a Sochi a breve. Si tratta di una nuova tappa del cosiddetto processo di Astana, iniziato nel 2016 con l’obiettivo di pacificare il Paese, in guerra dal 2011.
Secondo le Nazioni Unite, inoltre, rimangono attivi circa 10 mila combattenti nella zona tra Iraq e Siria, dove sono detenuti altri 11 mila miliziani, la metà dei quali provenienti da Paesi stranieri.
Uno degli ultimi attacchi attribuito ai jihadisti risale all’8 febbraio scorso, quando un gruppo di miliziani ha ucciso 26 soldati delle forze governative. Si sono registrati giorni con più di 30 attacchi con esplosivi del gruppo jihadista Jabhat al-Nusra contro Idlib ed Aleppo.
Dal punto di vista umanitario, secondo valutazioni recenti, 6,2 milioni di bambini in Siria rischiano di rimanere senza cibo, con un aumento del 35% in soli quattro mesi. La denuncia viene da Save the Children, che in una nota si dice “profondamente preoccupata per il forte aumento della fame nel Paese”.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO 

Siria: Le Forze democratiche siriane, coalizione a guida curda che di fatto controlla il nord-est della Siria, ha disposto il rilascio di circa 400 famiglie di ex miliziani, di nazionalità siriana, dell’autoproclamato Stato Islamico (Daesh) dal campo di prigionia di Al Hol, e il loro ritorno nella città di Raqqa, città che per lungo tempo è stata la principale roccaforte di Daesh in Siria.
Il rilascio, riferisce Fides, è stato giustificato come misura volta a diminuire il sovraffollamento del campo, dove le condizioni di vita sono sempre più intollerabili e continuano a registrarsi gravi episodi di violenza. Le famiglie rilasciate dal Campo di Al Hol sono composte in gran parte dalle vedove e dai figli di jihadisti rimasti uccisi durante il lungo conflitto che da anni sta devastando la Siria.
Il maltempo e il freddo hanno reso ancora più difficili le condizioni di chi vive nei campi profughi del nord della Siria: Tende distrutte nel bel mezzo dell'inverno.
È questo il bilancio contenuto in una nota dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), in cui si afferma che almeno 196 campi di sfollati interni a Idlib e Aleppo hanno subito danni, con molte strade che portano ai campi interrotte per le forti piogge.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO 
Siria: il 10 dicembre, durante una conferenza online organizzata dal Vaticano sulla crisi in Siria e Iraq, Mons. Zenari ha riferito che l’83% della popolazione in Siria vive sotto la soglia di povertà.
La regione di Idlib ancora oggi è scenario quotidiano di attacchi aerei russi e dell’artiglieria siriana. Nel corso del mese sono andati avanti anche gli scontri armati tra la coalizione ribelle siriana appoggiata dalla Turchia e le YPG curde nel nord-est delPaese. Lo spettro dell’ISIS in Siria si è fatto sentire in maniera poderosa il 31 dicembre, con un attacco a un autobus che ha provocato la morte di 37 soldati del regime siriano nell’area di Deir Ezzor. Nella stessa area, alcuni giorni prima, altri 39 soldati sono stati uccisi in un attacco a dei camion contenenti petrolio e combustibile.
Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani i morti della guerra in Siria hanno raggiunto la cifra di 387mila. 

Libano: in Libano il 2 dicembre si è tenuta un’altra conferenza sugli aiuti internazionali, organizzata dal Presidente Macron per raccogliere fondi che sostengano l'economia del Libano. Oltre ai Paesi europei e all'UE, hanno partecipato anche gli Stati Uniti, il Canada e i Paesi arabi del Golfo.
Nei giorni seguenti, sui fatti dell’esplosione del 4 agosto al porto e sull’inchiesta in corso, l’ex Primo Ministro Hassan Diab e tre Ministri del suo precedente governo sono stati accusati di “incuria e negligenza e di aver causato la morte di centinaia di persone”.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
A Damasco il 12 novembre si è tenuta una Conferenza supportata dalla Russia, organizzata per discutere del ritorno dei profughi siriani in Patria.
Hanno partecipato rappresentanti di Libano, Iraq, Iran, Venezuela e Cina, mentre rappresentanti ONU sono stati presenti nel ruolo “passivo” di osservatori. L’Unione Europea ha dichiarato di non voler prendere parte alla conferenza affermando che non si può ancora parlare di condizioni sicure di ritorno in Siria.
Nella provincia di Idlib il 17 novembre, a causa del Covid-19 ha perso la vita il Dr. Abdulmunem Gorani, il quarto medico morto a causa del virus nella regione nord-ovest dall’inizio della pandemia, dove ad oggi si registrano oltre 6mila casi confermati positivi e 42 morti.
A metà novembre, circa 500 persone hanno lasciato il campo profughi Al Hol, nel nord est della Siria, verso le campagne orientali di Deir Ezzor, loro principale area di provenienza, in conseguenza al via libera deciso dalle autorità curde lo scorso mese.

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