SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In questo mese caldo, le bombe sulle città e le campagne a sud di Idlib sono proseguite senza sosta (10.223 bombe cadute da aerei da guerra e 6.819 razzi via terra secondo i White Helmets), contribuendo all’aumento dei morti tra civili e al numero di sfollati interni, che non sapendo più dove fuggire, si stanno condensando in massa nei villaggi in prossimità del confine turco. Alcuni degli sfollati il 30 agosto hanno persino provato a sfondare le barriere della frontiera per entrare in Turchia dalla zona di Bab al-Hawa, in parte riuscendoci. Quando l’esercito regolare avrà preso anche Ma’arat al-Numan, sotto forti bombardamenti nell’ultima settimana del mese, non resterà che Idlib come ultima roccaforte dei gruppi armati che hanno combattuto in questi mesi. Nel frattempo, a inizio agosto, l’ambasciata statunitense in Turchia ha dichiarato l’istituzione di un centro operativo congiunto per la creazione di “safe areas” nella parte Nord della Siria sotto controllo turco-statunitense: secondo alcune interviste lo scopo sarebbe il rientro di profughi siriani provenienti dalla Turchia.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria continua l’offensiva dell’esercito lealista nella regione di Idlib, dove si succedono incessantemente bombardamenti compiuti dall’aviazione russa in collaborazione con quella di Assad, causando numerose vittime civili e aumentando il numero di sfollati interni (circa 400.000 secondo le fonti ONU). L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha denunciato che il 27 Luglio scorso 15 persone sono rimaste uccise in un bombardamento nella città di Ariha: gli attacchi aerei infatti continuano a coinvolgere edifici residenziali e ospedali. È ormai chiaro che se l’offensiva del regime non verrà sospesa, consentendo ai civili intrappolati di evacuare l’area, il numero di morti continuerà a crescere. A livello internazionale, Papa Francesco si è esposto scrivendo una lettera ad Assad per chiedere di fermare “questa catastrofe umanitaria”.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Nonostante il silenzio assordante di tutti i media occidentali, le bombe su Idlib non accennano a fermarsi. Si parla di circa 400 bombe e barili bomba, ordigni artigianali pensati per ferire o uccidere il maggior numero di vittime possibili, sganciati in soli tre giorni dalle aviazioni russe e siriane.
Le persone continuano a provare a passare il confine per cercare un minimo di sicurezza, anche se il Libano continua a respingere i siriani. Molti continuano a tentare di passare anche il confine con la Turchia, ma anche questo rimane chiuso con respingimenti sempre più severi: addirittura l’esercito turco spara sui civili che provano a passare. Ai civili nella zona di Idlib, invece, non è permesso neanche di entrare nelle zone a nord della Siria controllate dalla Turchia. A loro non rimane, così, che sperare di sopravvivere tra le morse delle milizie terroristiche da un lato e dalla pioggia di bombe dall’altro.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Continuano gli scontri a nord di Hama e a Idilib. Un comunicato delle Nazioni Unite, diffuso nei primi giorni di maggio, afferma che in una sola settimana il numero degli sfollati interni si aggira attorno ai 150.000, provenienti dalle zone bombardate dal regime e dall’aviazione russa.
Secondo il Nunzio Apostolico sarebbero più di 300.000 persone.
Il tentativo dell’ONU di comunicare le coordinate degli ospedali, per evitare che finissero nei mirini dei raid aerei, è stato vano. Secondo The Guardian, infatti, sono stati bombardati nell’ultimo periodo più di 20 ospedali e 17 scuole nel nord-ovest della Siria.
La pressione di rifugiati e sfollati interni sul confine turco si è incrementata in maniera esponenziale e si paventa la possibilità che, al termine della festa dell’aid al-Fitr la situazione precipiti.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Continuano pesantissimi i bombardamenti nella regione di Idlib e Hama. Nonostante il cessate il fuoco, aerei russi e del governo siriano sganciano bombe sopra obbiettivi civili, ospedali, strutture sanitarie e scuole. Centinaia di migliaia di persone si affollano in campi al confine turco che rimane chiuso e presidiato da gruppi terroristici come Hayat Tahrir al-Sham e Jabhat al-Nusra. La popolazione civile è stretta nella morsa fra forze lealiste e terroristiche.
Mentre il gruppo della Difesa Civile Siriana (White Helmets) a Washington veniva premiato con l’Elie Wiesel Award, il 29 aprile è stato bombardato nelle campagne di Hama dalla coalizione del governo siriano, con la Russia, uno dei loro principali magazzini di medicine, ambulanze e mezzi per il recupero di feriti nelle macerie, per un danno di circa 500.000 dollari.

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