Situazione attuale

SIRIA - LIBANO 
Siria: il 10 dicembre, durante una conferenza online organizzata dal Vaticano sulla crisi in Siria e Iraq, Mons. Zenari ha riferito che l’83% della popolazione in Siria vive sotto la soglia di povertà.
La regione di Idlib ancora oggi è scenario quotidiano di attacchi aerei russi e dell’artiglieria siriana. Nel corso del mese sono andati avanti anche gli scontri armati tra la coalizione ribelle siriana appoggiata dalla Turchia e le YPG curde nel nord-est delPaese. Lo spettro dell’ISIS in Siria si è fatto sentire in maniera poderosa il 31 dicembre, con un attacco a un autobus che ha provocato la morte di 37 soldati del regime siriano nell’area di Deir Ezzor. Nella stessa area, alcuni giorni prima, altri 39 soldati sono stati uccisi in un attacco a dei camion contenenti petrolio e combustibile.
Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani i morti della guerra in Siria hanno raggiunto la cifra di 387mila. 

Libano: in Libano il 2 dicembre si è tenuta un’altra conferenza sugli aiuti internazionali, organizzata dal Presidente Macron per raccogliere fondi che sostengano l'economia del Libano. Oltre ai Paesi europei e all'UE, hanno partecipato anche gli Stati Uniti, il Canada e i Paesi arabi del Golfo.
Nei giorni seguenti, sui fatti dell’esplosione del 4 agosto al porto e sull’inchiesta in corso, l’ex Primo Ministro Hassan Diab e tre Ministri del suo precedente governo sono stati accusati di “incuria e negligenza e di aver causato la morte di centinaia di persone”.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
A Damasco il 12 novembre si è tenuta una Conferenza supportata dalla Russia, organizzata per discutere del ritorno dei profughi siriani in Patria.
Hanno partecipato rappresentanti di Libano, Iraq, Iran, Venezuela e Cina, mentre rappresentanti ONU sono stati presenti nel ruolo “passivo” di osservatori. L’Unione Europea ha dichiarato di non voler prendere parte alla conferenza affermando che non si può ancora parlare di condizioni sicure di ritorno in Siria.
Nella provincia di Idlib il 17 novembre, a causa del Covid-19 ha perso la vita il Dr. Abdulmunem Gorani, il quarto medico morto a causa del virus nella regione nord-ovest dall’inizio della pandemia, dove ad oggi si registrano oltre 6mila casi confermati positivi e 42 morti.
A metà novembre, circa 500 persone hanno lasciato il campo profughi Al Hol, nel nord est della Siria, verso le campagne orientali di Deir Ezzor, loro principale area di provenienza, in conseguenza al via libera deciso dalle autorità curde lo scorso mese.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
La situazione in Siria appare instabile dal punto di vista della sicurezza, della povertà e della crescita dei contagi da Covid-19.
Il 6 ottobre un’autobomba è esplosa ad Al Bab, città sotto controllo turco nel nord-ovest della Siria. L’attacco, nei pressi di una stazione dei bus, ha provocato la morte di 19 persone e sono più di 75 i feriti. L’esplosione non è stata rivendicata dall’ISIS né dalle Unità di Protezione Popolare curda (YPG) ed è stata una delle più notevoli in un contesto continuo di piccole esplosioni nella città e zone limitrofe.
A metà del mese (il 14 ottobre) l'aviazione russa ha bombardato la regione di Idlib (Jisr al-Shughour), esattamente qualche ora dopo che la Russia era stata ammessa nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. Il 26 ottobre, sempre per mano di questa aviazione, si è verificato un attacco aereo che ha causato il numero più elevato di morti dall’inizio del cessate il fuoco di marzo.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria, un bombardamento del Governo centrale su Idlib ha interrotto una tregua che durava dall’inizio della pandemia, non si ha notizia di morti. La durissima crisi economica, con inflazione al 90 percento, e una pandemia con cifre non ufficiali altissime, ha infierito sulla popolazione civile. La povertà è un nemico che uccide quasi quanto la guerra.

Nel mese di settembre in Libano la situazione è rimasta tesa sotto molti punti di vista. Il 10 settembre si è verificato un secondo incendio al porto di Beirut (domato in alcune ore), che ha però scatenato paura tra gli abitanti della zona, memori del disastro del 4 agosto. Un altro incendio ancora, il 15 settembre, si è verificato nel cuore della downtown di Beirut.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Nel mese di agosto i volontari sono tornati in Libano dopo più di cinque mesi di assenza dal Paese a causa della situazione sanitaria. I volontari hanno trovato una situazione molto diversa da quando era stata sospesa la presenza a marzo: il Paese è totalmente alla deriva a causa della fortissima inflazione e della crisi politica senza sbocchi ed i suoi abitanti, sia siriani che libanesi, sono profondamente stanchi e disillusi.
Le volontarie ed i volontari hanno trascorso il primo periodo nella capitale, Beirut, affiancando un gruppo di giovani che, dopo l’esplosione, si sono attivati sostenendo la popolazione in più modi.

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