Settembre 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA
Il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato apertamente di aver vinto la guerra in Siria; allo stesso tempo la Russia ha affermato di aver riconquistato la maggior parte del Paese, lasciando poco margine ai miliziani del califfato. In particolare le ultime forze sono state concentrate nella città di Raqqa e di Dayr az Zor: per quanto riguarda la capitale dell'auto proclamato stato islamico, le forze a maggioranza curda sostenute dagli U.S.A. sono riuscite a liberare il 90% della città, mentre l'offensiva russo-iraniana-governativa è riuscita a spezzare l'interminabile assedio della città sul fiume Eufrate.

In entrambi i casi è stato denunciato, dalla comunità internazionale, l'uso sistematico e massiccio di civili come scudi umani. In questo contesto, uno dei generali più importanti dell'esercito del regime, ha minacciato i milioni di profughi siriani di non tornare in Patria perché, anche se lo Stato dovesse perdonarli, le forze militari non lo faranno.
Come conseguenza sempre più profughi hanno paura di essere deportati in Siria, dove potrebbero affrontare persecuzioni da parte dei lealisti di Assad, senza alcuna garanzia di sicurezza e protezione.
In concomitanza alle ultime azioni militari, i rappresentanti di Russia, Turchia ed Iran si sono riuniti ad Astana per definire la formazione di quattro “zone di sicurezza” all'interno della Siria, nonostante non siano state definite le varie competenze.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Settembre al campo comincia in festa: i primi giorni del mese condividiamo con i profughi la Festa Grande dei musulmani. Rimane sempre un po’ di amaro in bocca per l’ennesima festa celebrata lontano da casa, ma riescono comunque a godersi la bellezza di questi momenti.
Poi i giorni di festa lasciano posto ai vari accompagnamenti, per la maggior parte sanitari. In particolare, questo mese siamo stati molto assorbiti dalla triste vicenda di Y.
E’ un ragazzo siriano detenuto nelle carceri libanesi perché privo dei documenti. Y. e' anche malato: gli viene diagnosticato il morbo di Kron e per questo viene ricoverato in ospedale. Cerchiamo dei soldi per sostenere la cura di questa malattia e fortunatamente arriva una donazione. Poco tempo dopo pero', una nuova diagnosi rivela che Y. è in realtà malato di tubercolosi. Quando lo andiamo a visitare all'ospedale di Tripoli la situazione è gravissima, il medico curante ci dice che lo devono trasportare urgentemente in un ospedale specializzato a Beirut. Ma il trasferimento tarda a venire e Y. sarà portato a Beirut cinque giorni dopo, quando il tempo per salvarlo è finito. I suoi familiari ci chiamano una domenica pomeriggio e ci dicono che Y. non ce l'ha fatta.
Segnaliamo questo grave avvenimento al centro dei diritti umani (CLDH) a Beirut, dove anche questo mese accompagniamo diverse persone, condividendo con loro anche la strada per arrivarci. L'ultima settimana di settembre infatti è caratterizzata dalla paura davanti ai posti di blocco: ci fermano ben tre volte in tre giorni, durante gli accompagnamenti. Fortunatamente riusciamo a parlare con i militari e a convincerli a non arrestare i siriani che accompagniamo, come tutti sprovvisti di documenti validi. E’ bello vedere che la nostra presenza fa davvero la differenza in questi casi e sapere che le persone si sentono più sicure al nostro fianco.

Non solo dolore, ansia e paura: condividiamo anche tanta gioia con i nostri profughi. A settembre festeggiamo il compleanno di due volontarie e per l'occasione adulti e bambini organizzano una festa a sorpresa. E' una sorpresa vera, scoprire che questi nostri ''vicini di casa'' hanno ancora il coraggio di amare e accogliere tutti noi volontari come loro figli.