Ottobre 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA
Dopo mesi di assedio e combattimenti la città di Raqqa è stata conquistata dalle forze a maggioranza curde sostenute dalla coalizione americana; centinaia di jihadisti, insieme alle rispettive famiglie, sono stati evacuati dalla città e trasferiti probabilmente nella Provincia di Idlib e di Dei Ezzor. Non ci sono dati ufficiali sulle perdite tra civili e combattenti, ma potrebbero essere nell'ordine delle migliaia e le distruzioni sono peggiori di quelle subite da Aleppo e Mosul.

Inoltre, sempre le forze democratiche siriane hanno conquistato il più grande giacimento petrolifero della Siria, nell'est del Paese, mentre l'esercito di Assad era impegnato nell'ultima offensiva a Deir Ezzor. Un numero imprecisato di civili è stato bloccato ed intrappolato dal regime siriano a Ghouta, vicino allo capitale Damasco. Sono stati segnalati diversi casi di malnutrizione, soprattutto numerosi bambini, e assenza totale di rifornimenti medico sanitari.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Questo mese ci siamo dedicati principalmente alla preparazione del Corridoio Umanitario del 27 ottobre. Abbiamo collaborato per gli accompagnamenti ai colloqui preparativi prima della partenza. Inoltre, abbiamo organizzato i vari “sevices” che hanno portato le famiglie all'aeroporto e due volontari le hanno accompagnate anche durante il viaggio, fino all'arrivo a Roma.
Come ogni mese, ci siamo dedicati alla condivisione della quotidianità con le famiglie del campo 022 di Tel Abbas, ricoprendo spesso il ruolo di mediatori e facilitatori nei momenti di tensione. Abbiamo fatto diversi accompagnamenti, sia medici, sia per registrazioni e richieste di aiuti nella sede ONU di Tripoli. Abbiamo inoltre incontrato nuove situazioni emergenziali, in particolar modo alcune famiglie fuggite da Raqqa (dopo la conquista della città ad opera delle forze kurde e americane) e un ragazzo solo proveniente da Homs.
La situazione in Libano è sempre più problematica: in seguito allo stupro e all'uccisione di una donna libanese ad opera di un rifugiato siriano, a nord di Tripoli, si è scatenata una campagna mediatica contro i rifugiati siriani in Libano. Vi è la costante richiesta del rimpatrio di questi ultimi.
Le Nazioni Unite non riescono più a sopperire alle costanti richieste dei rifugiati: molte famiglie sono senza casa, cibo e aiuto economico di alcun genere in seguito alle politiche di riduzione degli aiuti da parte dell'ONU.

NOI SIRIANI: La Proposta di Pace per la Siria


Abbiamo partecipato ad un incontro a Beirut promosso dall'Associazione Aydan, impegnata a cercare un dialogo tra le varie confessioni religiose. In questa occasione, è stato conferito un premio al nostro amico Sheikh Abdu per aver avviato una cooperazione interreligiosa; al termine dell'incontro siamo riusciti a presentare la Proposta di Pace al fondatore dell'Associazione, che ci ha espresso apprezzamento.
A fine mese abbiamo avuto il piacere di incontrare l'on. Giorgio Zanin, in rappresentanza della Commissione Difesa del Parlamento italiano in visita in Libano; insieme ai volontari di Operazione Colomba si sono presentati anche i rappresentati dei profughi siriani che hanno scritto la Proposta di Pace, e abbiamo discusso insieme della situazione generale.
Zanin stesso si è dimostrato molto disponibile ad impegnarsi a diffonderla e sostenerla (video).