Novembre 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Ad inizio mese le forze del regime siriano hanno intensificato gli attacchi a Daesh nella provincia di Deir al-Zor, riuscendo a riconquistare la quasi totalità della provincia; in particolare sono riusciti a conquistare la cittadina di Albukamal grazie all’appoggio dell’aviazione russa e al sostegno sul campo delle milizie sciite di Hezbollah e di alcune forze irachene. Nonostante ciò, si stima che 1.500 estremisti miliziani siano ancora presenti nella zona. Proseguono anche gli scontri nella regione di Ghouta, vicino alla capitale Damasco; qui le forze del regime stanno fronteggiando i ribelli in una delle loro ultime roccaforti. La zona è stata definita come l’epicentro della sofferenza, con tanti civili in urgente bisogno di cure mediche e di prodotti alimentari.

Nel frattempo, con la “conclusione del conflitto”, il governo di Damasco si è detto pronto a portare avanti una riforma costituzionale in Siria e a libere elezioni sotto l’egida dell’ONU. Questa proposta è stata condivisa oltre che con la Russia, con l’Iran e la Turchia.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Come conseguenza dello stupro e dell’uccisione di una donna libanese ad opera di un ragazzo siriano (citato nel report del mese di ottobre), molte municipalità hanno chiesto nuove regolamentazioni più rigide e, in alcuni casi, anche l’espulsione dei rifugiati. A Bishara, manifestazioni contro i siriani hanno impedito che i bambini andassero a scuola.
Oltre ai problemi politici con l’Iran, il capo dell’esercito libanese ha allertato i proprio soldati, ordinandogli di essere pronti a fronteggiare il nemico israeliano nel sud del Paese e a prevenirne un eventuale attacco.
Nel mese di novembre, i volontari di Operazione Colomba hanno seguito principalmente diversi casi medici (un bambino con problemi agli organi interni all'addome; una bambina caduta dal secondo piano della sua casa; un ragazzo con profonde ferite alla testa, riportate a seguito di un incidente).
Inoltre, i volontari si sono dedicati anche agli accompagnamenti all'UNHCR per la registrazione di nuove famiglie arrivate dalla Siria, la maggior parte provenienti da Raqqa.
Proseguono anche le attività legate ai Corridoi Umanitari: dai colloqui con la Comunità di Sant'Egidio, agli accompagnamenti in Ambasciata.
Durante il mese di novembre, inoltre, i volontari di Operazione Colomba sono entrati in contatto anche con la realtà palestinese in Libano, in una visita al quartiere di Nahr Al-Bared.
Durante un accompagnamento, inoltre, i volontari e due famiglie siriane sono stati arrestati e scortati a Tripoli, dove hanno passato l'intera giornata all'interno della caserma dei servizi segreti di Tripoli. Durante l'arresto i volontari hanno potuto constatare le dure condizioni che i siriani fronteggiano quotidianamente nella loro vita in Libano (violazioni profonde del diritto internazionale, specialmente per ciò che concerne la legislazione sui diritti umani).

NOI SIRIANI: La Proposta di Pace per la Siria

Il lavoro per la Proposta di Pace prosegue e in questo mese Sheik Abdo, il portavoce, è stato invitato dal World Council of Churches, un organo ecumenico, nella loro sede a Ginevra. Per quattro giorni, a dicembre, sarà loro ospite per discutere ciò che concerne il conflitto in Siria e i diritti umani.
Altre associazioni come il Coordinamento Comuni per la Pace della provincia di Torino e la onlus Hayat sono state in visita al campo profughi 022 di Tell Abbas e alla scuola per bambini siriani di Miniara. E' stata un'occasione per far conoscere ulteriormente il lavoro dietro le quinte sula  Proposta di Pace per la Siria.