Dicembre 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
La guerra in Siria prosegue con violenza anche nel mese di Dicembre.
Le violenze si sono intensificate nelle aree a nord ovest di Homs, nella regione di idlib, sotto il controllo di una coalizione di milizie islamiste capitanate dall’ex fronte Al Nusra, dichiaratamente jihadista.
La popolazione civile risulta sotto pressione da più fronti: quello interno con il fondamentalismo e le restrizioni alla libertà personale e di opinione, e quello esterno con l’avanzata del fronte lealista al regime siriano, con aerei russi che bombardano come copertura.
Decine di migliaia di persone sono dovute fuggire dalle città e dai villaggi verso il confine con la Turchia; alcuni nuclei sono arrivati fino in Libano a cercare protezione.

Un residuo di milizie facenti riferimento allo Stato Islamico ha attaccato la regione di Idlib da est, in uno sforzo congiunto per sottrarre territorio ai rivali di Al Nusra, in una competizione tra signori della guerra sulla pelle dei cittadini locali.
La piccola provincia di Houla, nella regione di Homs, continua ad essere stretta di assedio dal regime di Assad e testimonianze interne riportano della difficoltà di reperire cibo e medicine di prima necessità.
Nell’est della Siria l’esercito popolare curdo dello Ypg continua la sua avanzata nella provincia di Deir e Zor, in una aperta competizione con i gruppi governativi per la conquista della striscia di terra ancora in mano a Isis.
Le frontiere della Siria con i Paesi circostanti continuano a rimanere chiuse, e questo comporta una perdita di vite umane ogni qual volta i rifugiati provano a passare i confini protetti.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nel mese di dicembre, nonostante il freddo che è diventato più pesante e l'atmosfera natalizia che si percepiva anche nel nord del Libano, il lavoro dei volontari e delle volontarie di Operazione Colomba è andato avanti senza grosse difficoltà.
Principalmente sono stati seguiti diversi casi medici, tra cui quello di due bambini talassemici che hanno bisogno mensilmente di donazioni di sangue; inoltre sono stati effettuati vari accompagnamenti in cliniche ed ospedali, a causa del pericolo che i posti di blocco militari rappresentano per i siriani.
Il progetto dei Corridoi Umanitari prosegue, ed anche per questo è stato necessario accompagnare le famiglie nelle ambasciate dei Paesi che vi aderiscono.
Altri spostamenti frequenti sono stati quelli verso il centro libanese dei diritti umani, che segue le numerose vittime di torture in Siria, nelle carceri del regime.
Anche qui poi è arrivato il Natale, che ha avuto le sembianze dei sorrisi dei bambini con i quali i volontari hanno trascorso questa giornata, e dei momenti di dialogo, festa e serenità trascorsi nel centro Malak di Sheikh Abdou, il portavoce della Proposta di Pace.
Qui, in occasione delle festività, sono stati organizzati diversi momenti, sia per i più piccoli che per gli adulti, come un incontro di dialogo e condivisione tra donne libanesi e donne siriane, in una giornata interamente dedicata a loro.

NOI SIRIANI: La Proposta di Pace per la Siria

Dal 9 all'11 dicembre, Sheikh Abdou ed un responsabile del nostro progetto, sono stati a Ginevra presso la conferenza del World Council Of Churches. In questa sede è stata presentata la Proposta di Pace, davanti ai rappresentanti del gruppo della società civile siriana che, su invito dell'ONU, lavora sulla bozza della nuova Costituzione siriana. Qui la Proposta ha destato parecchio interesse. Il meeting è stato una grande occasione per portare la voce e le esigenze dei profughi siriani in Libano anche in un contesto così importante.
Continuiamo a cercare nuovi modi perché le vite di milioni di profughi siriani non vengano ignorate, perché i loro bisogni espressi tramite la Proposta di Pace vengano finalmente soddisfatti.