Gennaio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria gli spargimenti di sangue sono proseguiti anche nel mese di Gennaio, con la zona della Ghouta (periferia di Damasco) ancora sotto assedio del regime e bombardamenti nella provincia di Idlib, in cui si trovano ancora milizie islamiste. La situazione non ha visto particolari cambiamenti rispetto al mese precedente, mentre è certamente aumentata la sofferenza della popolazione civile stretta nella morsa degli assedi e della violenza. Inoltre, la Turchia ha messo in campo pesanti bombardamenti nella zona di Afrin (nord della Siria), volti a colpire i curdi che controllano il territorio, aumentando la conta delle vittime.     
Dunque, nonostante si vociferi che la guerra stia per finire, i civili continuano a scappare e nel mese di Gennaio circa 13 persone sono morte assiderate mentre provavano ad attraversare la frontiera tra la Siria ed il Libano all’altezza della valle della Beqa'.


CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Il primo mese dell’anno è stato intenso e carico di attività. Come sempre gli accompagnamenti per motivi medici sono stati molto frequenti, insieme a quelli relativi al progetto dei Corridoi Umanitari. Le volontarie ed i volontari hanno seguito numerosi casi medici, soprattutto riguardanti bambini malati di talassemia, oltre a varie situazioni di emergenze sanitarie a cui hanno fatto fronte.
Numerose anche le visite alle famiglie che vivono fuori dal campo profughi con cui siamo in contatto in diverse zone dell’Akkar, al fine di mantenere e curare relazioni di vicinanza e di sostegno.
Il mese si è chiuso con la partenza dei Corridoi Umanitari verso la Francia e l’Italia, con la collaborazione dei nostri volontari che hanno seguito le famiglie in partenza, anche accompagnandole in aeroporto a Beirut, nel loro primo passo verso una vita nuova in Europa.
L’evento, carico di gioia e commozione, purtroppo è stato seguito da un incendio alla scuola del campo, un luogo fondamentale per i bambini. Questo ha generato molta paura e tensione, ancora tangibili all’interno del campo, soprattutto legati agli standard di sicurezza che si rivelano spesso tutt’altro che ineffabili.

Noi siriani: la Proposta di Pace per la Siria

Dopo l’incontro a Ginevra di Sheikh Abdou presso la conferenza del World Council of Churches, prosegue l’impegno per la diffusione della Proposta di Pace, anche attraverso alcune reti della società civile italiana.
Si sono susseguiti diversi incontri, tra cui quello con una delegazione del CoCoPa, Coordinamento dei Comuni per la Pace di Torino. In programma c’è un viaggio di Sheik Abdou in Italia, volto a far conoscere la Proposta di Pace.
Oltre alla società civile italiana, a Ginevra sono stati presi contatti anche con rappresentanti di quella siriana ed alcuni di loro sono venuti in visita al campo in cui viviamo.
L’urgenza che la proposta dei profughi siriani venga concretamente attuata è sempre più forte, specialmente nella fase attuale in cui si diffonde la convinzione che la guerra in Siria stia volgendo al termine e si inizia già a parlare di ricostruzione.
Sappiamo, infatti, che anche se la guerra finalmente finisse, nel Paese dovranno esserci condizioni di sicurezza reali affinché i profughi possano finalmente fare ritorno nella loro terra.