SITUAZIONE ATTUALE

In tutta la Cisgiordania i palestinesi hanno continuato a protestare contro l’"Accordo del secolo", rendendo chiaro al mondo che la proposta avanzata dall'amministrazione Trump non è affatto un accordo, ma piuttosto un piano per consentire a Israele di annettere legalmente grandi quantità di terra appartenenti alla Palestina, compresa la valle del Giordano. Le forze armate israeliane hanno risposto alle proteste con l’uso di armi, bombe sonore e gas lacrimogeni: numerosi i feriti e anche alcune vittime tra i palestinesi.
Anche al di fuori della Palestina, in Europa e negli Stati Uniti, numerosi attivisti hanno manifestato contro la proposta USA.
Dopo molti rinvii l'Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha pubblicato un elenco, che è stato a lungo atteso dal movimento BDS, di 112 aziende che fanno affari con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania che, assieme agli avamposti, rimangono illegali ai sensi del Diritto Internazionale.  

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 4 gennaio un attacco in Iraq, ordinato dal Presidente americano Donald Trump, ha causato l’uccisione di uno degli uomini più potenti del Golfo, Qassem Soleimani, comandante delle milizie speciali al-Quds (forze armate iraniane). La morte di Soleimani segna l'inizio di fortissime tensioni in Medio Oriente, ora si teme che l'Iran per rappresaglia possa attaccare Israele.
Dall’inizio dell’anno, l’esercito israeliano ha continuato la politica di arresti contro il popolo palestinese, fermando almeno 200 persone, di cui 21 bambini e 7 ragazze, una incinta. Oltre agli arresti, si è verificata anche l’uccisione di giovani palestinesi che si erano infiltrati nella barriera di confine, nella Striscia di Gaza centrale.
Infine, sono circa 150 le persone sfollate in Area C e Gerusalemme Est e, in alcuni casi, le Autorità israeliane hanno persino costretto le famiglie a demolire le proprie case.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di dicembre è stato caratterizzato da un’importante notizia che accende una flebile speranza per Gaza e i territori occupati palestinesi: la corte penale internazionale, nella figura della procuratrice Fatou Bensouda, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per i crimini di guerra commessi in Palestina.
Ma se dall’alto sembra muoversi qualcosa, dal basso invece la situazione è sempre la stessa.
Nella zona di Tulkarm, in Cisgiordania, le forze israeliane hanno fatto fuoco ferendo gravemente 6 palestinesi e hanno aggredito altre 2 persone che tentavano di valicare la barriera per poter raggiungere il posto di lavoro.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 12 novembre un commando israeliano ha ucciso Bahaa Abu al-Atta, uno dei leader dell’organizzazione palestinese Jihad Islamica, insieme alla moglie, scatenando la reazione immediata degli abitanti della striscia di Gaza che hanno lanciato razzi verso Israele. La risposta israeliana non si è fatta attendere, con bombardamenti sulla striscia che sono durati 2 giorni e che hanno portato alla morte di 35 palestinesi, di cui 16 civili dei quali 8 bambini, e di 106 feriti, di cui 51 bambini.
Il mese di novembre ha inoltre segnato nella West Bank un periodo di dure demolizioni: sono state abbattute 21 case di cui 4 a scopo punitivo. L’11 novembre, nel campo profughi di al-Arrub a nord di Hebron, a seguito di scontri, i soldati israeliani hanno sparato e ucciso un ragazzo palestinese di 22 anni.

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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di ottobre a Gaza sono continuate le manifestazioni della Grande Marcia del Ritorno, che ormai da più di un anno si tengono ogni venerdì lungo il confine con Israele. È salito il numero di feriti tra adulti e minori palestinesi: 335 dall’inizio delle proteste, di cui 168 bambini. Durante il mese si è assistito anche ad un aumento delle tensioni tra Gaza e Israele, con diversi razzi diretti verso località israeliane e dall’altra parte bombardamenti su obiettivi legati ad Hamas.
In Cisgiordania, il 18 ottobre, un palestinese di 25 anni è stato ucciso dalle forze di difesa israeliane al checkpoint di Jubara (Tulkarm). Le fonti israeliane giustificano l’accaduto come una risposta ad un tentato accoltellamento, mentre le organizzazioni di difesa dei Diritti Umani riportano che i soldati hanno aperto il fuoco quando il palestinese non si è fermato dinnanzi agli ordini dei militari.

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