Agosto 2017

SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di agosto il livello di tensione generato dall’uccisione di due poliziotti da parte di due civili arabo israeliani il 14 luglio, e dalle conseguenti misure adottate da Israele sulla Spianata delle Moschee, si è leggermente ridimensionato, nonostante la continuazione di arresti preventivi e demolizioni punitive.

Nonostante ciò, l’inizio della scuola verso la metà del mese ha offerto nuove occasioni allo Stato occupante di disturbare la quotidianità dei palestinesi, perfino dei più piccoli. Il 22 agosto, infatti, la polizia israeliana ha impedito la consegna di centinaia di libri di testo, destinati a varie scuole di Gerusalemme est, usando come scusante, la presenza del logo dell’autorità nazionale palestinese. Stessa scusa utilizzata il 24 agosto per impedire l’accesso alla Shari’ah School nella moschea di Al-Aqsa di 160 studenti palestinesi.
Inoltre, durante il mese sono stati consegnati più di 50 ordini di demolizione di scuole, secondo Israele “costruite illegalmente” (anche con fondi dell’Unione Europea), mettendo ancora una volta a dura prova la possibilità dei bambini palestinesi di ricevere un’educazione adeguata.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Pian piano che i giorni scorrono, il gruppo è diventato sempre più esiguo, e tra grandi abbracci e arrivederci, siamo rimasti solo in 3.
In agosto abbiamo toccato punte in cui eravamo 9 volontari sul campo, che concretamente si è tradotto in molte attività.
La prima metà del mese è trascorsa lenta, tra presidi nel villaggio di Sarura (dove da maggio si sta portando avanti un’azione nonviolenta di riappropiazione di due grotte), checkpoints, accompagnamenti ai pastori e visite di delegazioni.
Il continuo rumore delle ruspe nella colonia di Ma’on disturba la tranquillità delle calde giornate nel villaggio di At-Tuwani, scatenando la nostra curiosità su ciò che quei lavori comporteranno.
Il 17 agosto, però, il nostro pomeriggio tranquillo è stato interrotto da una telefonata: coloni in auto inseguono un ragazzo palestinese e poi si dirigono verso il villaggio di Sarura. Accorsi sul posto assistiamo ad una scena a dir poco incredibile: dei coloni muniti di camera e microfono che provocano i ragazzi di At-Tuwani che da giorni presidiano il sumud camp senza tregua e riposo.
Da quel giorno, continui sopralluoghi dell’esercito israeliano ci hanno tenuto svegli 24 ore su 24, tra vedette, riunioni, e tanti dubbi per le ripercussioni che quel video potesse avere sui giorni a venire. Intanto il 23 agosto è iniziata la scuola e con essa lo school patrol, e tra bambini, risate, e libri di scuola, l’episodio sembrava superato.
Ma un raid dei soldati in Sarura il 30 agosto, durato quattro ore e conclusosi con la detenzione di 4 ragazzi (tra cui due minori), ci ha riportato con i piedi per terra, e ci ha ricordato che l’occupazione non riposa mai, e i suoi tentacoli sono tanti e imprevedibili.
Anche sul fronte Umm al Khair (un villaggio palestinese che “confina” con la colonia israeliana di Karmel) la tensione è rimasta alta durante l’intero mese di agosto.
Lanci di pietre da parte di coloni nascosti tra gli alberi, e piani di espansione della colonia hanno messo a dura prova gli abitanti del villaggio, che nonostante le notti insonni, però, non hanno mai smesso di resistere.
Durante tutto agosto inoltre son continuati i viaggi nelle altre aree della West Bank. Si son ripresi i contatti a nord vicino a Nablus e si è iniziato a visitare e ad accompagnare alcuni pastori nella Valle del Giordano.