Novembre 2019

SITUAZIONE ATTUALE

Il 12 novembre un commando israeliano ha ucciso Bahaa Abu al-Atta, uno dei leader dell’organizzazione palestinese Jihad Islamica, insieme alla moglie, scatenando la reazione immediata degli abitanti della striscia di Gaza che hanno lanciato razzi verso Israele. La risposta israeliana non si è fatta attendere, con bombardamenti sulla striscia che sono durati 2 giorni e che hanno portato alla morte di 35 palestinesi, di cui 16 civili dei quali 8 bambini, e di 106 feriti, di cui 51 bambini.
Il mese di novembre ha inoltre segnato nella West Bank un periodo di dure demolizioni: sono state abbattute 21 case di cui 4 a scopo punitivo. L’11 novembre, nel campo profughi di al-Arrub a nord di Hebron, a seguito di scontri, i soldati israeliani hanno sparato e ucciso un ragazzo palestinese di 22 anni.

Nella stessa area, nel villaggio di Surif vicino a Hebron, durante una manifestazione palestinese contro ordini di demolizione e di confisca dei terreni palestinesi, l’esercito israeliano ha sparato un proiettile di gomma nell’occhio di Muath Amarneh, giornalista palestinese di 35 anni che ne ha perso l’uso.
Il 19 Novembre l’amministrazione Trump ha rilasciato una dichiarazione che definisce le colonie e gli insediamenti israeliani nel territorio palestinese “legali”, affermando che non presentano aspetti contrari al Diritto internazionale.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nonostante ci si avvicini alla stagione invernale, nelle colline a sud di Hebron continua a fare caldo e soprattutto a non piovere, un ulteriore problema per i pastori che non hanno di che sfamare le pecore. Il mese è iniziato con un attacco dei coloni dell’avamposto di Havat Ma’On che nella notte tra l’1 e il 2 sono entrati nelle case degli abitanti del villaggio di Tuba per spaventarli e intimidirli. L’arrivo dell’esercito israeliano è stato tardivo e per niente efficace, infatti i coloni se ne sono andati impuniti nonostante le intimidazioni mosse ai palestinesi.
Durante il mese di novembre i bambini di Tuba si sono visti costretti a percorrere in due occasioni la strada dello school patrol senza scorta militare (non si è presentata); in altre occasioni la scorta si è presentata in ritardo causando un’entrata a scuola o un rientro a casa posticipato per gli studenti. Con l’aiuto però degli internazionali e degli attivisti palestinesi, i bambini sono comunque riusciti ad andare a scuola e a tornare a casa senza particolari problemi.
Nei dintorni del villaggio di At-Tuwani in due occasioni i militari hanno allontanato i pastori palestinesi dalla propria terra mentre portavano al pascolo il gregge.
Il 15 novembre un attacco di coloni ha scosso il villaggio di At-Tuwani: un abitante dell’avamposto di Havat Ma’On ha aizzato il suo cane contro un ragazzo palestinese che è stato morso all’altezza del braccio e trasportato all’ospedale in ambulanza. Nello stesso momento, un altro colono, ha minacciato gli abitanti palestinesi con una pistola, sotto lo sguardo complice delle forze militari israeliane.
Per i volontari di Operazione Colomba novembre, periodo di raccolta delle olive, è stato un mese di spostamenti continui per la West Bank. I volontari hanno spesso viaggiato e sostato per settimane per aiutare i contadini, documentando i diversi soprusi dei coloni e dei soldati israeliani.
È il caso del villaggio di Yusuf e As Sawia dove i coloni hanno danneggiato e tagliato molti ulivi e rubato diversi attrezzi appartenenti ai contadini locali.
A Bruqin, in un campo ad ovest della colonia di Ariel, l’esercito ha tagliato 250 alberi di ulivo e i volontari hanno partecipato a un’azione per aiutare i contadini a piantare nuovi alberi di ulivo nella stessa area.