L'omicidio di una ragazza di 17 anni

Da Bota Sota on line

L'omicidio di una ragazza di 17 anni, la giakmarrja (vendetta di sangue ndt) che inizia per un canale irriguo.

Una lite per un canale irriguo nelle montagne del Dukagjini è costata la vita a tre persone tra le quali anche una ragazza di soli 17 anni. Marie Qukaj è rimasta uccisa sul posto per colpi d'arma da fuoco mentre stava irrigando gli appezzamenti di mais vicino alla sua abitazione insieme al nonno di 70anni Kole Qukaj, che ha perso la vita nel trasporto in ospedale. La polizia ricerca tre autori sospettati di questa vicenda. Essi sono i due fratelli Prroi di 27 e 32 anni e il loro zio di 43 anni. Secondo la polizia loro si sono vendicati uccidendo la ragazza e suo nonno perché due anni fa il fratello e il nipote delle vittime, Gjoke Qukaj aveva ucciso con arma da fuoco per una lite sul passaggio i quali è padre e il fratello degli autori della vicenda di ieri. Dopo il crimine di luglio 2010 le due famiglie erano in vendetta di sangue. Anche se l'autore del crimine è stato condannato dalla giustizia, la vendetta non ha ritardato ad arrivare. Quasi due anni più tardi dall'accaduto l'altra famiglia realizza il macabro crimine, uccidendo il nonno dell'autore del crimine sua sorella di soli 17 anni. Glia autori di questa vicenda abitano nel quartiere di Shkenderbej a Scutari e si sono trasferiti lì di recente.
Secondo la polizia hanno realizzato l'agguato nella proprietà della famiglia Qukaj e con un arma da fuoco hanno colpito la ragazza e l'anziano mentre irrigavano e piantavano il mais. La polizia ha ricostruito la vicenda nella zona montana e gli esperti della polizia hanno messo un mandato di arresto per gli autori del crimine definendo il movente dell'accaduto come inimicizia. Due famiglie Prroi e Qukaj vivevano una volta nel villaggio di Kir nel comune di Pult vicino l'uno all'altra fino a quando non è iniziata la faida (vendetta di sangue ndt). Dopo questo grave crimine, l'associazione Forum Mendimit te Lire (Forum del pensiero libero), che è impegnata nello studio del fenomeno delle vendette di sangue e dei documenti delle famiglie inchiodate (chiuse in autoreclusione per vendetta di sangue ndt), attraverso una dura dichiarazione condanna questa tradizione criminale e le strutture dello stato che mai hanno dato la giusta attenzione al fenomeno. "Il vero omicidio, si afferma nella dichiarazione, è il sangue di chi si nasconde dietro i cespugli come un vigliacco e uccide i bambini, ma anche lo Stato che continua a chiudere gli occhi e le orecchie di fronte a questa mascherata e al quale non si può e non si deve concedere di essere avviato verso la strada dell'integrazione nell'unione europea. “Maria, oggi, non è semplicemente una ragazza che non vive, è anche il simbolo della nostra comune bruttezza, è il simbolo che lo Stato non esiste, è il simbolo della società che si rannicchia nel silenzio e nella sua comodità. Oggi il pianto dei genitori di Maria è un gemito che non si deve lasciare spegnere ma deve trasformarsi in un inno che chiede giustizia. Essa è un motivo che deve farci tutti responsabili, per uscire in strada e protestare, non in nome politico, ma in nome della vita, così conclude nella dichiarazione del Forum te Mendimit të Lirë.