Video: testimonianza da Tropoja

Una volta al mese, per almeno una settimana, l'attività dei volontari di #OperazioneColomba si trasferisce da Scutari alla regione montagnosa di Tropoja.

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10 dicembre, riprendono le manifestazioni contro le "vendette di sangue" nel centro di Scutari

Il 10 dicembre, Giornata mondiale dei Diritti Umani, siamo tornati a manifestare in centro a Scutari.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e, per alcuni di noi, questo è scontato come guardare un cielo stellato. Al contrario, per chi è vittima delle vendette di sangue, “normalità” è vedere quotidianamente violati i propri diritti fondamentali.

Report sulle vendette di sangue

Prodotto dall'Ufficio per i Rifugiati e gli Apolidi in Belgio

La Commissione Federale che riceve e decide delle richieste d’asilo politico in Belgio ha incontrato a marzo i volontari di Operazione Colomba a Scutari, in Albania. Negli ultimi anni, molti albanesi hanno, infatti, fatto richiesta di asilo in Belgio a causa del loro coinvolgimento nel problema delle vendette di sangue. Alcuni membri della Commissione hanno, quindi, preso parte ad una missione di accertamento dei fatti in Albania a marzo di quest’anno. Lo scopo della missione è stato quello di raccogliere informazioni relative al fenomeno delle vendette di sangue per approfondirne la comprensione.

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Un anno fa si concludeva la campagna per la riconciliazione contro le vendette di sangue

Il 30 settembre del 2016 vicino a Tirana si concludeva la campagna per la riconciliazione contro le vendette di sangue promossa da Operazione Colomba in Albania.

E’ stata dedicata una targa alle vittime di questo fenomeno come luogo in cui fare memoria. La targa è custodita all’interno del Palazzo della Cultura di Kamez. Questo simbolo aiuta a non dimenticare che ancora oggi questa piaga sociale viola i diritti fondamentali dell’uomo. Anche oggi lavoriamo con gli stessi obiettivi: fine del fenomeno attraverso la promozione di percorsi di riconciliazione e perdono.

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Quale cultura

A venir qui, dopo aver fatto un po’ di silenzio, si finisce col sentir per forza scricchiolare le placche di due cultura che sfregano, quella di appartenenza e quella che ospita con gran piacere. Capita per l’estrema vicinanza e la contaminazione, che finisco col chiedermi se questo filo che le lega sia lo stesso che parla della storia di tutte le umanità; perché non sarebbe assurdo trovarmi a parlare con una bambina che per contesto e stile di vita non si discosterebbe da quello vissuto da mia nonna da piccola, come se il tempo si accartocciasse.
Nonostante questo, le differenze ci sono ed è importante conoscerle e digerirle, non per farne somme o divisioni, ma per scoprire direzioni comuni e utili a tutti.

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