Maggio 2019

SITUAZIONE ATTUALE

A fine maggio è stato arrestato un uomo condannato per aver vendicato nel 2012 la morte dei genitori, uccisi nel 2003 da un vicino di casa a causa di un contenzioso sulla proprietà di un ruscello. L’uomo arrestato aveva agito con la sorella, che inizialmente si era dichiarata unica responsabile del crimine. La ragazza, al momento dell’arresto, aveva dichiarato di aver atteso 9 anni affinché la giustizia statale facesse il suo corso, ma poi, colma di dolore e rancore, aveva scelto di ricorrere alla giustizia privata, uccidendo il fratello dell’autore dell’omicidio dei suoi genitori. Quest’ultimo, invece, risulta essere ancora latitante.
Infine, è stato rilasciato l’unico accusato dell’omicidio di Mario Majollari per mancanza di prove. Operazione Colomba esprime preoccupazione perché, come ricorre nel caso di cronaca sopra riportato, in mancanza di una giustizia statale efficace, le vittime possono ricorrere a forme di giustizia privata che spesso si trasformano in episodi di vendetta di sangue.

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Aprile 2019

SITUAZIONE ATTUALE

Anche nel mese di aprile abbiamo registrato alcuni casi di ferimenti riconducibili alla vendetta di sangue.
A metà mese un capo villaggio è stato ferito a causa di un precedente conflitto legato alla proprietà. La dinamica dell’evento conferma la degenerazione della pratica del Kanun. Infatti l’uomo è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre era sul balcone di casa, nonostante l'abitazione domestica sia un luogo tradizionalmente sacro, dove non è possibile compiere vendetta.
Inoltre, è stato ferito un uomo che in passato aveva avuto diverbi per questioni di proprietà. La moglie ha dichiarato di avere molta paura e di sentirsi in pericolo di vita poiché in precedenza la famiglia aveva subito minacce e attacchi.

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Marzo 2019

SITUAZIONE ATTUALE

A metà mese i giornali riportano il protrarsi del processo che vede indagati tre giovani per l’omicidio di un ragazzo, avvenuto nel 2017. I genitori della vittima hanno dichiarato che "se non funziona la giustizia allora funzionerà il Kanun" e che non chiedono denaro perché non accettano di dare un prezzo alla vita del figlio, "non laveremo il sangue di nostro figlio con i soldi". Purtroppo la fiducia nei confronti della giustizia statale è ancora molto bassa fra la popolazione albanese, e questo aumenta il rischio del ricorso a forme di giustizia privata.
Negli stessi giorni un ventiseienne è stato ucciso davanti alla porta di casa sua. Le indagini sono ancora in corso, ma l’omicidio, compiuto su commissione, è quasi certamente una vendetta di sangue causata da un altro omicidio per il quale la vittima era stata indagata nel 2017. Il ragazzo ucciso, persona nota e apparentemente coinvolta in ambienti malavitosi, era stato giudicato innocente.

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Febbraio 2019

SITUAZIONE ATTUALE

A fine mese un ragazzo è morto a causa di una bomba che gli è scoppiata in mano e che era stata nascosta in un pacco nel suo giardino. Si teme che l’omicidio possa essere collegato con un evento dello scorso marzo 2016, quando il fratello della vittima aveva sparato a due cugini, ferendone uno e uccidendo l'altro.
Negli stessi giorni sono avvenuti un omicidio e un attentato. Un uomo è stato ucciso in macchina da un vicino di casa, sembra per una lite avvenuta poco prima al bar del villaggio. In auto c’era anche il figlio di 10 anni della vittima, che è rimasto illeso. A Korça (Albania meridionale) ignoti hanno sparato contro l’auto di un uomo, senza causare vittime fortunatamente; il figlio crede possa essere una vendetta in conseguenza di una rapina da lui compiuta nel 2008.

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Gennaio 2019

SITUAZIONE ATTUALE

Il 17 gennaio, a Korça (Albania meridionale), un uomo è stato ucciso a seguito di una lite scatenata da futili motivi. L’assassino, dopo la discussione, è andato a casa sua dove ha preso il fucile con cui ha sparato alla vittima.
Il 24 gennaio, un trentunenne ha ucciso l’amante di sua sorella. I giornali riportano che l’omicidio è stato perpetrato con l’intenzione di salvaguardare l’onore della famiglia.
Il fatto più grave di gennaio è accaduto a fine mese a Tirana, quando un uomo è stato assassinato per una probabile vendetta di sangue. Era stato accusato per un omicidio alcuni anni fa, ma poi scagionato per mancanza di prove. Nel 1997 e nel 2010, anche due dei suoi tre fratelli erano stati uccisi e da allora viveva auto-recluso e usciva di casa raramente. Lo stesso comportamento tiene ora il quarto fratello, l’unico rimasto in vita.

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