SITUAZIONE ATTUALE

Un caso di vendetta ha scosso l’opinione pubblica del Nord Albania nel mese di giugno: si tratta di uno scontro a fuoco avvenuto nella regione di Tropoja, che ha portato alla morte di un ragazzo di 26 anni e al ferimento di un suo amico di 29. Il conflitto è sorto al bar, davanti alle partite di calcio degli Europei 2016; dopo qualche bicchiere di troppo, sono volati insulti e poco dopo si è passati alle armi.

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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di maggio si sono consumati due casi di vendetta legati ad una delle principali cause di conflitto in Albania: l’onore leso. Una 17enne si è suicidata dopo il fidanzamento combinato con un 50enne. L’atto ha spinto il fratello della giovane ad affrontare il promesso sposo. Lo scontro si è concluso con il ferimento del fratello della ragazza.

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SITUAZIONE ATTUALE

All’inizio del mese la cronaca si è interessata ad un caso di vendetta avvenuto a Kurbin. La costruzione di un ponticello su un ruscello che si trovava in una terra contesa da tempo è stata la causa dell'omicidio tra due cugini. L’autore dell’omicidio è stato arrestato pochi giorni dopo e le forze dell'ordine hanno monitorato la situazione per timore che potesse degenerare in un altro omicidio.
E' uscito un articolo sulla stampa inglese dedicato ad alcuni aspetti del fenomeno delle vendette di sangue: la sua dimensione numerica; gli interessi e i bisogni delle famiglie e delle associazioni coinvolte; gli scandali relativi alle procedure di richiesta d’asilo all’estero per i soggetti implicati.

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SITUAZIONE ATTUALE

A marzo alcuni conflitti sorti in diversi luoghi del Paese sono culminati in tentati omicidi. La comunità di Bardhaj (periferia di Scutari) ha pianto la morte di un giovane, che si teme sia stato vittima di omicidio. Speriamo che la vicenda non si trasformi in faida sotto le mentite spoglie del Kanun.

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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di febbraio si sono registrati 5 omicidi e alcuni ferimenti per futili motivi. Inoltre, atti legati alla vendetta di sangue sono stati registrati a Elbasan e a Fier. Nel primo caso, la faida, iniziata nel 2006, ha causato la morte di 10 persone; mentre nel secondo il conflitto continua dal 2010, attentato dopo attentato. Come superare il fenomeno? L’antropologo Nebi Bardhoshi propone provocatoriamente una riflessione sull’azione dello Stato: “la vendetta deve essere trattata come un reato contro l’autorità dello Stato (…) perché viola il monopolio statale di amministrare la giustizia (…), lo Stato deve convincere i cittadini della sua pratica”.

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