SITUAZIONE ATTUALE

A dicembre è stata rilevante la dichiarazione dell'Avvocato del popolo in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell'Uomo, si cita la risoluzione del Parlamento per la creazione del Consiglio di coordinamento contro la gjakmarrje. Dalla cronaca emergono quattro casi presumibilmente riconducibili alle dinamiche della hakmarrje. I siti web di una testata italiana e di una albanese, invece, danno notizia di due vicende legate a casi di gjakmarrje di lunga data mentre l'emittente scutarina Star Plus affronta il tema intervistando i volontari di Operazione Colomba.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di novembre si è aperto con un tentato omicidio a Saranda. L'atto sarebbe legato ad un delitto, avvenuto nel 1997, riconducibile al fenomeno della gjakmarrja.
Il 10 novembre è stato pubblicato il Progress Report della Commissione Europea sull'Albania. Pur elogiando alcuni progressi dell'Albania sul piano politico-amministrativo, Bruxelles ha esplicitato la necessità di fare nuovi passi sul piano della giustizia e della lotta alla corruzione. Nel report si fa riferimento alla legge del 2005 per la creazione del Consiglio di coordinamento per la lotta contro il fenomeno delle vendette di sangue al fine di costruire programmi sociali e di educazione, in particolare per le aree rurali.

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SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di ottobre non sono stati registrati casi pubblici di gjakmarrjes, ma sono comunque stati evidenziati dalla lettura dei quotidiani alcuni casi di hakmarrjes, che potrebbero essere motivo per successive vendette di sangue. In particolare si riportano due omicidi: un ragazzo di 24 anni è stato ucciso nella provincia di Scutari per aver infastidito due anni prima la sorella dei suoi assassini; un uomo di 58 anni è stato ucciso a Laç a causa di una discussione sulla proprietà.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di settembre si è aperto con un caso che vede coinvolto il deputato Armando Prenga in un eclatante episodio di violenza tra clan rivali: pare che l'esponente politico abbia ferito un uomo con un’arma da fuoco per l'attribuzione di un appalto. Segnaliamo inoltre un altro caso degno di nota: in un villaggio vicino a Tirana è stato ucciso un uomo per un conflitto di proprietà che aveva già mietuto due vittime nel 2012. In quello stesso anno, una delle parti in conflitto, aveva lanciato un appello all’ex primo ministro Sali Berisha in cui si chiedeva di intervenire “affinché fossero prese decisioni concrete in merito, in modo da non dover ricorrere al Kanun”.

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SITUAZIONE ATTUALE

Dalla consultazione dei quotidiani e del web, anche nel mese di Agosto si è venuti a conoscenza di casi di vendetta di sangue (hakmarrje e gjakmarrje). I volontari di Operazione Colomba hanno registrato sette casi di reati per vendetta che, come modalità, potrebbero aprire nuove faide tra le famiglie coinvolte. La maggior parte dei conflitti sono scaturiti per motivi sentimentali, debiti o questioni di proprietà della terra e in molti di questi casi la violenza è stata premeditata. Due casi di violenza per questioni economiche sono avvenute anche in Italia, rispettivamente ad Alessandria e a Savona.

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