Dicembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Siamo giunti a dicembre, mese di bilanci e di prospettive per il futuro. Un bilancio, quello della Colombia per il 2018, che non è stato nel suo complesso positivo se non per alcuni aspetti legati al ritiro delle FARC come gruppo armato e alla conseguente cessazione degli scontri a fuoco.
Nonostante questo, il Paese, soprattutto nei suoi angoli più o meno remoti, ma anche strategici, non ha potuto vivere in pace. Gli attacchi ai leader sociali non sono cessati.
Dall’inizio dell’anno a fine novembre sono stati assassinati, secondo un documento di Indepaz, 226 difensori/e dei diritti umani.
Nonostante gli incontri tra il Governo e la guerriglia dell’ELN in seno alle trattative in corso, prima a Quito e ora a Cuba, a inizio anno sono riprese le ostilità belliche della guerriglia dopo che sono state disattese le promesse di un cessate fuoco bilaterale.

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Novembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il 24 novembre sono trascorsi due anni dalla firma dello storico Accordo di Pace, al Teatro Colòn di Bogotà, tra il Governo colombiano e la guerriglia delle FARC, per porre fine a più di 50 anni di conflitto armato. L'accordo avrebbe dovuto “costruire una pace stabile e duratura, con la partecipazione di tutti i colombiani e le colombiane […] porre fine una volta per tutte e per sempre a cicli storici di violenza e gettare le basi della pace”.
Uno sguardo rapido sulla situazione in Colombia oggi mostra come le aspettative siano state tristemente disattese e tanto resti ancora da fare.
Durante un atto celebrativo, organizzato al centro Gabriel Garcia Marquez di Bogotà, l'ex capo guerrigliero Londoño Echeverri, alias “Timochenko”, ha dichiarato: “C'è ancora molta strada da fare […]. Il fatto che siamo qui sviluppando una forma politica, lavorando per la pace senza le armi e per trasformare in realtà gli accordi firmati all'Avana, è già una dimostrazione delle garanzie che stiamo dando, le quali certo non sono complete. [...]

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Ottobre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Questo mese è stato segnato dalla prima visita ufficiale in Europa del Presidente colombiano Ivàn Duque. Mete toccate tra il 23 e il 25 ottobre: Città del Vaticano, Italia e Bruxelles.
Patricia Lombard, Ambasciatrice dell'UE in Colombia, in un articolo uscito su El Tiempo ha dichiarato: “L'Europa ha gradito la visita di Duque e ha letto in lui un messaggio chiaro dell'interesse del nuovo governo a mantenere una relazione stretta con l'Unione Europea nei prossimi 4 anni. […] L'interesse nella consolidazione di queste relazioni è reciproco […]. Ci sono stati scambi sostanziali che ci permetteranno di costruire una relazione profonda, ricca e stretta in tema di scienza e tecnologia, commercio, energie rinnovabili, multilateralismo, cambiamenti climatici, sicurezza e difesa, sviluppo, finanziamenti della metropolitana a Bogotà, Venezuela, e ovviamente l'appoggio dell'UE alla consolidazione della pace”.

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Settembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di settembre è iniziato con la notizia che “la Fiscalia Generale della Nazione (Magistratura) ha deciso di emettere una denuncia contro 13 funzionari della multinazionale Chiquita Brands che sarebbero stati coinvolti nel finanziamento di gruppi armati illegali nella zona dell'Urabà antioquieño”.
La denuncia coinvolge Presidenti, Rappresentati legali e membri dell'Amministrazione di Chiquita Brands (di cui 5 stranieri) presunti responsabili di essere a conoscenza di pagamenti per 1,7 milioni di dollari al 'Fronte Arlex Hurtado' delle AUC.
Secondo quanto dichiarato dal Fiscal General, Nestor Humberto Martinez, la Fiscalia sarebbe stata incaricata a procedere dalla Corte Costituzionale.
Chiquita Brands avrebbe finanziato i gruppi paramilitari (AUC), organizzati nelle cooperative di sicurezza denominate CONVIVIR, attraverso le sue filiali colombiane Banadex e Banacol, per questo l'accusa è ad entrambe per delinquenza aggravata, sopra la quale ricade anche il delitto di lesa umanità, grazie al quale il processo diventa imprescrittibile.

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Agosto 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Dopo l’insediamento ufficiale, lo scorso 7 agosto, del nuovo Presidente della Colombia Ivan Duque, un primo passo significativo sarebbe dovuto essere un pronunciamento riguardo la futura agenda politica del nuovo governo sul tema della protezione dei leader sociali.
Attraverso un’udienza pubblica, svoltasi il 23 agosto proprio ad Apartadò, Duque insieme al Procuratore generale Fernando Carillo e al Difensore nazionale del Pueblo, Negret, ha firmato, all’interno della“ Segunda Mesa por la Vida”, un patto costituito da 11 punti nel quale il governo si impegna a creare “una politica pubblica di prevenzione e protezione integrale, con obiettivi differenti, di equità, etnia e territorio” per garantire la vita e la sicurezza dei difensori dei Diritti Umani, investigando prontamente ed effettivamente sulle minacce e sugli attentati conto di loro.

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