Nuovo Accordo di Pace tra Governo e FARC

Colombia

I negoziatori del Governo nazionale e della guerriglia delle FARC hanno raggiunto un nuovo Accordo di Pace nel quale vengono incorporate varie proposte dei promotori del No al plebiscito dello scorso 2 ottobre.


Un mese e dieci giorni dopo la sconfitta alle urne dell'accordo firmato a Cartagena, i capi delle due delegazioni di pace annunciano da Cuba il raggiungimento di un nuovo e definitivo accordo.
Per Humberto De la Calle, capo dell'equipe dei negoziatori del Governo, questo nuovo documento è il prodotto di uno sforzo leale, frutto di un approfondito studio delle modifiche proposte dall'opposizione rispetto al vecchio accordo siglato a settembre. “Questo nuovo accordo è stato inoltre una opportunità per chiarire dubbi e risolvere delle inquietudini, ma sopratutto per unirci come colombiani. Ancora una volta abbiamo comprovato che nonostante le differenze e le visioni distinte, è possibile attraverso il dialogo arrivare ad un punto di incontro”.
Per Luciano Marin, conosciuto come “Ivan Marquez”, capo dell'equipe dei negoziatori delle FARC, il nuovo accordo conserva la struttura e lo spirito del primo documento firmato il 26 settembre scorso, però include precisazioni, adattamenti, raccoglie osservazioni e formula chiarimenti. “Per esempio, in materia di Giurisdizione Speciale per la Pace, si sono incluse non meno del 65% delle proposte provenienti dai diversi settori che hanno votato No nel plebiscito, quasi il 90% delle iniziative riferite al tema del genere e circa 100 variazioni che toccano i temi concernenti la riforma rurale integrale, la partecipazione politica, la nuova politica antidroga, le vittime, la fine del conflitto e l'implementazione e verificazione degli accordi”, afferma Ivan Marquez.

Dopo le dichiarazioni dalla Avana, sono giunte le parole del Presidente Juan Manuel Santos: “Era indispensabile giungere rapidamente ad un rinnovato accordo. Il cessate al fuoco è fragile. L'incertezza genera timori […] bisognava lavorare senza riposo, con dedizione e metodo per poter raggiungere questo accordo che raccoglie le aspirazioni dei colombiani senza mettere a rischio quanto conquistato durante sei anni di negoziati […]. Abbiamo ricevuto più di 500 proposte da parte di tutti i settori, sociali, religiosi, delle vittime, dei partiti politici e si sono raggruppate in 57 temi per la discussione con le FARC. Tutti, assolutamente tutti, sono stati dibattuti in profondità e la delegazione del Governo ha difeso quanto espresso dai differenti settori, con lealtà e fiducia”.
Durante il suo discorso Santos ha segnalato che si sono raggiunti dei cambiamenti, precisazioni e adattamenti su 56 dei 57 temi abbordati. L'unico punto che non ha subito modifiche, riguarda la partecipazione alla vita politica dei membri delle FARC. “Devo dirlo con franchezza. Su questo punto non si è potuto avanzare”, ha affermato il Presidente, “la ragione d'essere di tutti i processi di pace nel mondo è precisamente quella che i guerriglieri lascino le armi e possano fare politica all'interno della legalità […]. Questo processo con le FARC ha un'origine politica e la sua intenzione futura è che questo gruppo possa lavorare in politica senza armi […]. Abbiamo lavorato attentamente e spero che questo lavoro soddisfi i promotori del No e la Nazione” ha concluso Santos.

Il senatore Alvaro Uribe, promotore del No al Plebiscito, aveva chiesto al presidente Santos e al ministro della difesa Villegas che il testo annunciato alla Avana non fosse di carattere definitivo e che venisse messo a conoscenza dei promotori del No e delle vittime, che dopo un breve tempo di studio, avrebbero potuto portare le proprie osservazioni o sollecitare nuove modifiche. Il 23 novembre è il tempo limite per la presentazione del nuovo Accordo al Congresso e si aprirà nuovamente il dibattito con l'Uribismo, che non sarà di sicuro soddisfatto del processo.

Nel frattempo, bisogna tenere in considerazione che il momento storico che sta vivendo attualmente la Colombia, in cui si incardinano i nuovi accordi di Pace, destinati probabilmente a diventare definitivi, vede una presenza sempre maggiore dei gruppi armati paramilitari nelle zone rurali, l'aumento delle minacce ai contadini di alcune zone del Paese, l'aumento del narcotraffico, la proposta del Governatore della regione di Antioquia di militarizzare i comuni per combattere le “bande criminali”, un dialogo tra Stato colombiano e l'altra storica guerriglia del Paese (l'ELN) che stenta ad avanzare, ed una politica pubblica che si discosta da quanto accordato dal Governo e FARC.

Una Pace stabile e duratura, una pace con giustizia... il cammino è ancora lungo e loro, i contadini colombiani, vittime per eccellenza del conflitto armato, costruttori di pace da oramai vent'anni, nel silenzio, come reazione alla notizia che già sta facendo il giro del mondo, sanno che l'unica loro certezza sarà quella di alzarsi domattina con ancora il coraggio e la voglia di continuare una resistenza nonviolenta alla guerra, al sistema economico, alla povertà di valori, e reclamando a voce alta Verità e Giustizia.