SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO

Il mese di Aprile è stato drammaticamente intenso sui vari fronti della guerra siriana. Nella Ghouta orientale, situata nella periferia di Damasco, è proseguita la stretta dei militari governativi sui quartieri ancora in mano alle milizie islamiste ribelli. In particolare Duma, sede della sigla Jaish al Islam-Esercito dell’Islam, è stata l’ultima area a raggiungere un accordo sull’evacuazione verso la regione di Idlib, roccaforte delle opposizioni sia laiche che radicalizzate. A trattative in corso è stata fatta esplodere una bomba al cloro, che ha causato almeno 70 morti e 500 intossicati. Come risposta a questo attacco chimico, il Presidente americano, con il sostegno di Regno Unito e Francia, ha lanciato una controffensiva, colpendo almeno tre obbiettivi strategici per la Siria.
Nel frattempo continuano raid aerei nell’area di Idlib, che sembrano essere il preludio per un’offensiva definitiva nella zona. Questo fronte nordoccidentale è particolarmente complicato, in quanto la città è divisa fra due schieramenti di ribelli in lotta tra loro.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Sono continuati i bombardamenti russo-assadiani sulla Goutha orientale.
Diversi quartieri sotto assedio da parte delle forze lealiste ad Assad sono stati evacuati e migliaia di cittadini sono stati sfollati nei dintorni della città; fonti locali di attivisti per i diritti umani denunciano sparizioni forzate a seguito della presa dell’area da parte delle forze del regime.
Le brigate ribelli Faylaq al Rahman e Ahar al Sham, dopo accordi con esercito siriano per la consegna delle zone sotto il loro controllo e uno scambio di prigionieri, hanno ottenuto un salvacondotto verso la provincia di Idlib: autobus governativi li hanno scortati insieme alle loro famiglie fino in zona neutrale, complessivamente hanno preso parte al corridoio oltre 6000 persone, tra combattenti e civili loro familiari.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Nel mese di febbraio la situazione in Siria è peggiorata ulteriormente con una escalation di violenza su alcuni fronti caldi, dove la sofferenza della popolazione civile aumenta giorno dopo giorno.
L’operazione militare “Ramo d’ulivo”, per conto del governo turco, continua a nord-ovest in funzione anti-curda, con bombardamenti nella zona di Afrin e l’irruzione di mezzi pesanti nella città di Idlib. L’avanzata turca ha portato a forti escalation laddove la presenza di milizie filo-governative siriane ha opposto resistenza, in particolare ad Afrin, già luogo di scontri anche nel mese precedente.
A Ghouta, nella periferia Est di Damasco il regime, dopo un assedio durato cinque anni volto a colpire le sacche di oppositori nei pressi della capitale anche attraverso l’uso di armi chimiche nell’estate del 2013, ha aperto una violenta campagna di bombardamenti.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria gli spargimenti di sangue sono proseguiti anche nel mese di Gennaio, con la zona della Ghouta (periferia di Damasco) ancora sotto assedio del regime e bombardamenti nella provincia di Idlib, in cui si trovano ancora milizie islamiste. La situazione non ha visto particolari cambiamenti rispetto al mese precedente, mentre è certamente aumentata la sofferenza della popolazione civile stretta nella morsa degli assedi e della violenza. Inoltre, la Turchia ha messo in campo pesanti bombardamenti nella zona di Afrin (nord della Siria), volti a colpire i curdi che controllano il territorio, aumentando la conta delle vittime.     
Dunque, nonostante si vociferi che la guerra stia per finire, i civili continuano a scappare e nel mese di Gennaio circa 13 persone sono morte assiderate mentre provavano ad attraversare la frontiera tra la Siria ed il Libano all’altezza della valle della Beqa'.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
La guerra in Siria prosegue con violenza anche nel mese di Dicembre.
Le violenze si sono intensificate nelle aree a nord ovest di Homs, nella regione di idlib, sotto il controllo di una coalizione di milizie islamiste capitanate dall’ex fronte Al Nusra, dichiaratamente jihadista.
La popolazione civile risulta sotto pressione da più fronti: quello interno con il fondamentalismo e le restrizioni alla libertà personale e di opinione, e quello esterno con l’avanzata del fronte lealista al regime siriano, con aerei russi che bombardano come copertura.
Decine di migliaia di persone sono dovute fuggire dalle città e dai villaggi verso il confine con la Turchia; alcuni nuclei sono arrivati fino in Libano a cercare protezione.

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