SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria, un bombardamento del Governo centrale su Idlib ha interrotto una tregua che durava dall’inizio della pandemia, non si ha notizia di morti. La durissima crisi economica, con inflazione al 90 percento, e una pandemia con cifre non ufficiali altissime, ha infierito sulla popolazione civile. La povertà è un nemico che uccide quasi quanto la guerra.

Nel mese di settembre in Libano la situazione è rimasta tesa sotto molti punti di vista. Il 10 settembre si è verificato un secondo incendio al porto di Beirut (domato in alcune ore), che ha però scatenato paura tra gli abitanti della zona, memori del disastro del 4 agosto. Un altro incendio ancora, il 15 settembre, si è verificato nel cuore della downtown di Beirut.

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SIRIA - LIBANO
Nel mese di agosto i volontari sono tornati in Libano dopo più di cinque mesi di assenza dal Paese a causa della situazione sanitaria. I volontari hanno trovato una situazione molto diversa da quando era stata sospesa la presenza a marzo: il Paese è totalmente alla deriva a causa della fortissima inflazione e della crisi politica senza sbocchi ed i suoi abitanti, sia siriani che libanesi, sono profondamente stanchi e disillusi.
Le volontarie ed i volontari hanno trascorso il primo periodo nella capitale, Beirut, affiancando un gruppo di giovani che, dopo l’esplosione, si sono attivati sostenendo la popolazione in più modi.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
In Siria, il partito Baath ha vinto le elezioni legislative svoltesi il 19 luglio in quasi tutto il Paese. L'affluenza alle urne ha toccato il record negativo del 33%, rispetto all’affluenza del 56% nel 2016. La lista elettorale dominata dal partito Baath e da altre formazioni satelliti al potere da decenni in Siria si sono aggiudicate 177 su 250 seggi totali dell'Assemblea del Popolo (Parlamento). Alcuni dei candidati ai seggi parlamentari sono signori della guerra colpiti dalle sanzioni dell’Unione Europea e dalle recenti sanzioni Usa, entrate in vigore con la legge Caesar.

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SIRIA - LIBANO
A metà giugno si sono verificate alcune manifestazioni nella zona di Suwayda, nel sud della Siria, con slogan di protesta contro il Governo siriano molto simili a quelli del 2011, in parte causati anche dalle difficoltà economiche di questo periodo.
Nella regione di Idlib prosegue il cessate il fuoco aereo con alcuni attacchi sporadici, anche se i combattimenti via terra vanno avanti, mentre gli sfollati continuano a vivere nei campi informali lungo i confini con la Turchia: nel campo di Kafr Bani 3 persone hanno perso la vita in seguito ad un’alluvione che ha allagato più di 75 tende. In quest’area si fa sempre più forte e presente l’influenza turca, infatti da giugno la lira turca è diventata possibile moneta di scambio alternativa alla lira siriana.

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SIRIA - LIBANO
Mentre nel nord del Paese la tregua tra forze ribelli e governativi sembra tenere e nel mese di maggio sono stati effettuati 13 ronde miste russo turche per mantenere il cessate il fuoco, nel sud del Paese, in particolare a Darah, sono avvenuti scontri che hanno causato la morte di alcune persone e la situazione minaccia aggravamenti ulteriori. Tiene banco anche la questione interna alla famiglia del Presidente Assad di richiesta di pagamenti di tasse arretrate a Rami Maklouf, cugino del Presidente, l’uomo più ricco del Paese, a cui sono seguiti scontri tra sostenitori dei due. Si pensa che il regime tenti di ripulirsi l’immagine per affrontare la ricostruzione.
L’11 maggio Amnesty International ha riferito di aver documentato 18 attacchi contro scuole ed infrastrutture mediche nel periodo che va dal 5 maggio 2019 al 25 febbraio 2020, verificatisi presso Idlib, Hama e nell’Ovest di Aleppo. Tali azioni sono state condotte dalle forze del governo siriano, coadiuvate da Mosca, ed equivalgono a “crimini di guerra”, oltre a rappresentare una violazione del Diritto umanitario internazionale. Secondo quanto documentato nel rapporto, la maggior parte degli attacchi ha avuto luogo tra gennaio e febbraio 2020, nel corso dell’ultima offensiva condotta dall’esercito di Assad, volta a prendere il controllo dell’area di Idlib.

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