SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Aprile in Libano è stato il mese della chiusura forzata e della fame incombente.
Dopo le prime settimane di paura nei confronti di questo virus e di chiusura serrata di uffici pubblici e negozi, i libanesi hanno capito che il contagio era abbastanza contenuto mentre la situazione di profonda crisi economica stava continuando a peggiorare e già verso la fine del mese si sono verificate le riaperture di botteghe per strada e persino dei suq, mercati in interi quartieri.
A fine aprile il cambio del dollaro sul mercato nero era di 1$ : 4200 LL, dunque i prezzi sono quasi triplicati, anche dei prodotti di sopravvivenza come riso, zucchero e tè.
Da metà mese la rottura della quarantena è avvenuta contemporaneamente anche nelle piazze e i libanesi sono tornati a manifestare in quella che è stata soprannominata la “Rivoluzione della Fame”: sono stati numerosi gli attacchi alle banche, il 27 aprile c’è stato un morto per mano dell’esercito e moltissime strade sono state chiuse per mano dei protestanti.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Marzo è il mese in cui il Libano ha quasi raggiunto il fallimento economico, infatti il Paese non è stato in grado di pagare 1.2 miliardi di $ di obbligazioni; è praticamente certo che il disagio economico del Paese legato all’emergenza della pandemia, inciderà in maniera significativa sulla capacità di garantire i servizi di base ai suoi cittadini e al milione, circa, di rifugiati “ospitati”.
Il primo caso di Covid-19 è stato registrato a marzo, causando la chiusura su larga scala di scuole, università e spazi pubblici, e seguito da raccomandazioni di auto-isolamento per chiunque presentasse i sintomi del virus.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
A febbraio si sono intensificati gli scontri tra esercito siriano e Russia da una parte e ribelli e Turchia dall’altra nella zona di Idlib, con il risultato che circa un milione di persone, tra cui almeno 600 mila bambini, sono dovute scappare dalle proprie case, cercando di trovare salvezza in Turchia.
In alcune fasi si sono susseguiti più di trecento bombardamenti aerei giornalieri, con attacchi indiscriminati a scuole, ospedali e abitazioni civili. Ci sono stati molti morti, pare migliaia tra i soldati dell’esercito governativo siriano e alcune decine tra quello turco. Le posizioni si sono irrigidite con il rischio di uno scontro diretto tra Turchia, membro della nato, e Russia. La risposta turca, oltre all’invio di migliaia di uomini e mezzi corazzati in Siria, è stata aprire le frontiere con l’Europa, la Grecia, causando scontri tra militari greci, che presidiano il confine, e rifugiati siriani che tentano di entrare. Al momento la fuga da Idlib è la peggior catastrofe umanitaria dall’inizio della guerra, ormai 9 anni fa, e con conseguenze per i civili in fuga davvero difficili da immaginare (Leggi l’Appello urgente dai civili ad Idlib).

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Nella regione di Idlib il frastuono delle bombe non è ancora finito. La città di Maarat Al Numan, che a dicembre contava 380.000 abitanti tra locali e sfollati interni, oggi è completamente vuota.
In un solo mese l’aviazione siriana e russa hanno distrutto 10 scuole, 8 mercati, 4 centri della difesa civile e 4 centri medici (fonte White Helmets). La risposta dei gruppi armati all’interno della zona è stata di bassa intensità, mentre l’esercito siriano ha conquistato nuovo territorio per riprendere il controllo della grande autostrada tra Hama e Aleppo. Questa è stata ora bloccata tra Maarat Numan e Saraqib e sembra proprio quest’ultima città ad essere il prossimo obiettivo: i civili della zona hanno già iniziato a sfollare.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Gli occhi della diaspora siriana sono rivolti con grande dolore verso Idlib.
Negli scorsi mesi le forze governative, con gli alleati russi, hanno iniziato ad assediare la città, attraverso il blocco di alcune delle autostrade statali che portano alla regione di Idlib, come quella che arriva da Latakia e quelle che arrivano da Hama (la M5) e da Aleppo, al fine di riprendere il collegamento tra la capitale e queste zone del nord.
Dopo un lungo periodo di attacchi aerei su Khan Shaykhun, i bombardamenti si sono concentrati nella zona di Maarat al-Numan.
Solo negli ultimi 10 giorni di dicembre, a causa dei bombardamenti, sono state uccise 160 persone (di questi 40 bambini e 32 donne) e sono circa 216.000 i siriani sfollati, che hanno lasciato l’area di Maarat al-Numan deserta. Per i civili non ci sono più aree in cui fuggire se non la zona al confine con la Turchia.

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