Ottobre 2019

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
La guerra continua ad infuriare nella vicina Siria.
Nel mese di settembre la Turchia ha lanciato l’offensiva “Operazione sorgente di pace”, che ovviamente a dispetto del nome, sta portando solo altri massacri nel nord est della Siria, a danno della popolazione civile, soprattutto curda, ma anche araba.
Intanto, anche l’offensiva Russa avanza nella vicina Idleb e non accenna a terminare la strage dei civili, che sono sempre stretti tra la morsa delle bombe filo-governative da un lato e dai gruppi islamisti dall’altro.
Sempre a Idleb la popolazione civile è scesa in strada proprio per denunciare questa situazione: contro il regime e contro i gruppi terroristi che controllano la zona.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Il mese di ottobre è iniziato con l’arrivo di tre nuove volontarie che, insieme a chi era già presente sul campo, hanno seguito vari casi medici delicati. Tra questi vi sono novità per quanto riguarda Manar, bambina affetta da idrocefalia che sta aspettando urgentemente la terza operazione al cranio; Rabia, che invece non verrà operato ma continua le sue cure e infine un bambino di pochi anni che ha bisogno di un trapianto di fegato e che speriamo riuscirà a raggiungere l’Italia con il prossimo Corridoio Umanitario.
La vulnerabilità dei siriani li rende soggetti a violenze e abusi di ogni tipo.
Ad esempio, nell’ultimo mese, una famiglia sta subendo forti pressioni e minacce da parte dei proprietari di casa libanesi che vorrebbero far sposare la figlia tredicenne con un loro conoscente.
I volontari hanno seguito la sua situazione e le sono stati molto vicini, ma la ragazza non è ancora al sicuro.
Ad ottobre diversi giovani attivisti siriani hanno raccontato ai volontari delle violenze subite in Siria e delle difficoltà che stanno continuando ad affrontare in Libano, dove rappresentano un target per gli apparati di sicurezza.
Da metà ottobre i volontari hanno vissuto le manifestazioni e rivolte anti-governative che si sono svolte in tutto il Paese, condividendo da una parte l’entusiasmo del popolo libanese e di alcuni amici siriani che chiedono e sperano in un cambiamento vero, e dall’altra la preoccupazione di molte famiglie per l’incertezza del futuro.
Tra queste difficoltà, c’è stato spazio anche per momenti di condivisione e sorrisi, essenziali per affrontare la vita al campo insieme a chi ne ha bisogno.

LA PROPOSTA DI PACE PER LA SIRIA

Il gruppo della Proposta di Pace si allarga e si struttura sempre meglio: in Italia abbiamo dato il benvenuto ad Abdallah, giovane attivista che è riuscito ad arrivare con i Corridoi Umanitari e adesso è libero di lavorare con le volontarie ed i volontari della colomba ed insieme a Sheik Abdo, per il sogno di una Siria libera da tutte le violenze e sicura per i suoi figli e le sue figlie.
In Libano continuano ad avvenire le deportazioni e questo vuol dire che le vittime di tali disumane politiche vanno incontro alla morte certa.
Quello per cui lavoriamo tutti i giorni, invece, sono condizioni di ritorno sicure e degne e ciò è un Diritto inalienabile di tutti i profughi siriani.

Maggiori info: Sito sulla Proposta di Pace