Agosto 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di Agosto ha visto alcune manifestazioni di protesta a Tel Aviv: il giorno 4 da parte della comunità israeliana dei drusi ed il giorno 11 da parte della minoranza araba d’Israele.
Entrambe hanno protestato contro la nuova legge approvata da Israele, che dichiara il Paese Stato nazionale del popolo ebraico.
La situazione a Gaza invece non accenna a migliorare: alcuni palestinesi sono stati uccisi i primi del mese dalle forze armate israeliane, le quali, in seguito all’eliminazione di altri due manifestanti, il giorno 19, hanno chiuso il valico di Erez, ovvero l’unico passaggio di accesso alla Striscia.
La chiusura della frontiera si è verificata nonostante i tentativi da parte dell’Egitto e dei funzionari delle Nazioni Unite di raggiungere una tregua a lungo termine tra Israele e Hamas.

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Luglio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di luglio vede nuovi scontri e bombardamenti sulla Striscia di Gaza.
In seguito all’uccisione di un soldato israeliano sul confine, lo Stato di Israele ha risposto con un attacco aereo di larga scala, definito come il più violento dopo la guerra del 2014 a Gaza. Questo evento arriva al culmine di una serie di tensioni sul confine tra Israele e Gaza, in cui più di centoquaranta civili palestinesi sono stati uccisi.
Anche sul fronte legislativo la situazione appare controversa. Due leggi, in particolare, la cosiddetta ‘Breaking the Silence Law’ e la ‘Nation-state Law’ hanno fatto clamore. La prima prende di mira le organizzazioni no-profit che sostengono azioni legali dall’estero su violazioni dell’esercito israeliano, impedendo loro di tenere conferenze presso scuole e università. La seconda, che decreta lo Stato di Israele come lo ‘stato-nazione’ del popolo ebraico e l’ebraico come lingua ufficiale, ha conseguenze significative sulla popolazione araba con cittadinanza israeliana, di religione in prevalenza cristiana e musulmana e di lingua araba. Questa legge, dunque, se da un lato declassa ufficialmente questi cittadini, che costituiscono più del 20 % della popolazione israeliana, dall’altro incoraggia la creazione e l’espansione di colonie all’interno dei Territori Palestinesi Occupati.

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Giugno 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Anche a giugno sono continuate le proteste nella Striscia di Gaza (Marcia del Ritorno: per chiedere la fine del blocco egiziano-israeliano e l’attuazione della Risoluzione 194 dell’ ONU sul “diritto al ritorno” dei profughi) a cui l’esercito israeliano ha risposto con un massiccio uso della forza. Alla fine del mese si contano 130 Palestinesi uccisi e circa 13.000 feriti. Tra le vittime c’è Razan Ashraf al-Najjar, un’infermiera di 21 anni. Molti dei feriti rimangono bloccati a Gaza in strutture ospedaliere inadeguate per mancanza dei permessi necessari da parte di Israele per uscire ed avere accesso alle cure mediche necessarie.
Nonostante il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, abbia condannato l’uccisione di manifestanti, (minori, giornalisti e personale medico) da parte dei militari israeliani, il Consiglio di Sicurezza ONU, a causa del veto da parte degli Stati Uniti, non è riuscito a far passare una risoluzione che prevedeva un’investigazione sui fatti accaduti di recente nella Striscia.

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Maggio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il trascorrere di questo mese, molto significativo dal punto di vista politico, è stato scandito da un tragico evento: il 14 maggio, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme su decisione del Presidente USA Trump e delle sfilate di coloni per le vie della città, si è assistito ad una vera e propria strage da parte dei cecchini dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione gazawi, che stava protestando sulle linee di confine in ricordo dei 70 anni dalla Nakba. Sono stati uccisi 59 palestinesi, di cui 6 minorenni, e circa 2800 feriti di cui anche alcuni giornalisti, medici e paramedici internazionali. Il clima di forte tensione è stato percepito in maniera più lieve nelle South Hebron Hills dove, ad eccezione di una grande demolizione che ha coinvolto vari villaggi della Firing Zone ad inizio mese, si è registrato un calo delle azioni violente da parte di esercito e coloni israeliani, probabilmente a causa dell’avvento del Ramadan, periodo in cui gli stessi pastori palestinesi tendono a rimanere per lo più all’interno delle proprie case, riducendo le possibilità di contatto con questi ultimi.

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Aprile 2018

SITUAZIONE ATTUALE

A Gaza, in occasione dei venerdì della Marcia del Ritorno, aprile si è chiuso con 47 vittime tra i palestinesi che ogni settimana si schierano sul confine settentrionale della Striscia. Tra le vittime si contano due giornalisti e numerosi minorenni.
La Marcia è iniziata il 30 marzo, in occasione della Giornata della Terra, e dovrebbe durare almeno per sei settimane, fino alla commemorazione della Nakba “la catastrofe”. I palestinesi di Gaza stanno manifestando, disarmati, ogni venerdì, per rivendicare il diritto dei discendenti dei rifugiati del ‘48 a ritornare nelle loro terre e nelle loro case, ora appartenenti ad Israele.
Anche ad At-Tuwani quest’ultimo mese si è respirata aria di violenza: dopo le numerose aggressioni di marzo, che hanno lasciato il villaggio con due persone ricoverate in ospedale, con una gamba rotta ciascuna, la tensione si era alzata parecchio. Fortunatamente, gli ultimi dieci giorni di aprile sono passati più tranquilli e una maggiore quiete ha permesso ai palestinesi di pascolare i loro greggi e lavorare al raccolto.

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