Situazione attuale

In Israele, nel mese di agosto, i casi in aumento di coronavirus hanno spinto il Governo a imporre nuovamente misure di distanziamento e di divieto di assembramento, oltre che l’obbligatorietà di indossare le mascherine al chiuso. E’ iniziata anche la somministrazione della terza dose di vaccino, per cercare di fermare l’ondata della nuova variante Delta.
Tra il 4 e il 6 agosto sono avvenuti diversi scambi di lanci di missili tra Israele ed Hezbollah, nel sud del Libano. L’11 agosto, dopo la normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Israele, si è compiuta la prima visita del Ministro degli Esteri israeliano in Marocco, dove sono stati siglati alcuni accordi, anche economici, di collaborazione tra i due Paesi.
Dal 20 agosto sono ricominciate le proteste del Venerdì nella Striscia di Gaza, contro il blocco che Israele ha imposto alla Striscia da anni. Diversi sono stati i feriti, e alcuni cittadini gazawi sono stati uccisi dai soldati israeliani.

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Situazione attuale
Nel mese di luglio l’aumento delle proteste per il bombardamento della Striscia di Gaza e la successiva tregua, hanno causato un generale aumento della violenza e, in particolare, degli attacchi da parte dell’esercito israeliano all’interno della West Bank, come forma di ritorsione. In particolare, durante tutto il mese, sono continuate le proteste a Beita, vicino a Nablus, contro la costruzione dell’avamposto di Evyatar, ora divenuta base militare israeliana. Il 4 luglio è stato arrestato Farid al-Atrash, avvocato per i Diritti Umani, di ritorno da una protesta contro il Presidente Abbas a Ramallah: l’esercito israeliano l’ha fermato al check-point denominato Container, dove è stato arrestato. Sono state numerose le proteste in Palestina, che accusano il governo palestinese di collaborare con Israele per fermare i moti di scontento contro l’Autorità palestinese, iniziati dopo l’uccisione di Nizar Banat.
Il 7 luglio, Isaac Herzog ha giurato come 11° Presidente di Israele.
L’11 luglio è stata ritrovata morta Suha Jarrar, avvocatessa per i Diritti Umani, e figlia della parlamentare Khalida Jarrar, detenuta nelle carceri israeliane. Sebbene anche diverse organizzazione internazionali abbiano chiesto il rilascio della donna per partecipare ai funerali della figlia, questo non è stato accordato; ne è nata una protesta spontanea davanti al tribunale militare di Ofer.
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SITUAZIONE ATTUALE

Dopo quattro elezioni, Israele ha un nuovo Governo: il 13 giugno, infatti, ha giurato il nuovo parlamento. Dopo più di 12 anni di Governo di Benjamin Netanyahu, l’esecutivo sarà formato da una nuova coalizione tra il partito di destra Yamina e quello di centro di Yesh Atid, con l’appoggio esterno di diversi partiti (tra cui il partito dei Giovani Sionisti). Per i primi due anni il ruolo di Primo Ministro sarà rivestito da Naftali Bennet di Yamina e per i successivi due anni da Yair Lapid, leader di Yesh Atid. Questa decisione pone fine allo stallo creato dopo l’ultima elezione di fine marzo.
A Gerusalemme sono continuate le proteste nel quartiere palestinese di Sheikh Jarrah. Il 5 giugno, durante una protesta, la polizia israeliana ha arrestato Givara Budeiri, una giornalista di Al Jazeera; è stata trattenuta per tutta la notte nella stazione di polizia di Gerusalemme, e rilasciata solo la mattina successiva.

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SITUAZIONE ATTUALE

Durante il mese di maggio Israele ha provato nuovamente a formare un governo, a più di due mesi dalle ultime elezioni. A fine mese, si è trovato un accordo tra i partiti Yamina e Yair Lapid, secondo il quale i capi dei due partiti si alterneranno nel ruolo di Primo Ministro per i prossimi cinque anni, ognuno con un mandato di 2 anni e mezzo.
La lotta contro le occupazioni nel quartiere di Sheikh Jarrah è proseguita per tutto il mese: diverse persone sono state arrestate; inoltre a metà mese la strada di accesso al quartiere è stata bloccata con barriere di cemento. La polizia, con una presenza fissa nell’area, ha compiuto più volte raid e allontanato persone dal quartiere.
L’11 maggio, nel cosiddetto Giorno di Gerusalemme, in cui Israele ricorda l’istituzione del controllo israeliano sulla Città Vecchia dopo la “guerra dei 6 giorni”, forze militari israeliane hanno lanciato granate dentro la Moschea di Al Aqsa, che hanno causato anche un incendio. La polizia ha disperso i fedeli musulmani con bastoni, proiettili di gomma e lacrimogeni.

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SITUAZIONE ATTUALE

Israele, con ormai più della metà della popolazione immunizzata dal Covid-19, ha riaperto quasi tutte le attività, eliminando l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. In Palestina, invece, i numeri dei casi sono scesi, ma purtroppo la campagna vaccinale è quasi ferma. Il lockdown imposto per tutto il mese di Ramadan è stato lentamente ampliato sempre più.
Sebbene le elezioni risalgano a fine marzo, anche per tutto il mese di aprile sono continuate le convocazioni per cercare di formare un governo. Il 6 aprile, il Presidente di Israele Rivlin ha conferito nuovamente al Primo Ministro uscente Benjamin Netanyahu l’incarico di formare un governo: avrà circa tre settimane per trovare un accordo con le forze politiche. In Palestina, invece, le elezioni previste per fine maggio sono state rinviate a data da destinarsi: il motivo di tale decisione è l’impossibilità per i palestinesi di Gerusalemme Est di votare liberamente, a causa della campagna repressiva tenuta da Israele.

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