SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di febbraio si è aperto con la triste notizia dell'approvazione da parte della Knesset di un disegno di legge che legalizza 16 avamposti israeliani costruiti su terreni privati palestinesi in Cisgiordania. Obiettivo del provvedimento, come evidenziato dalle stesse dichiarazioni dei politici israeliani, è quello di "regolarizzare gli insediamenti in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e consentire il loro continuo stabilirsi e sviluppo".

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 2017 non è iniziato nel migliore dei modi nelle colline a Sud Hebron. Le ragioni sembrano venire da lontano ma gli sviluppi sono locali. Se a dicembre la decisione dell'ONU di condannare le colonie israeliane aveva acceso una piccola speranza tra i palestinesi, in gennaio l'atmosfera è radicalmente cambiata con l'insediamento alla Casa Bianca del Presidente Trump e la conseguente decisione di Netanyahu di implementare le colonie israeliane in Cisgiordania.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 23 Dicembre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu con risoluzione 2334 ha riaffermato “l’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la forza, riconfermando l’obbligo di Israele, potenza occupante, di attenersi scrupolosamente ai suoi obblighi legali ed alle sue responsabilità (...) condannando ogni misura intesa ad alterare la composizione demografica, le caratteristiche e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme est, riguardante, tra gli altri: la costruzione ed espansione di colonie, il trasferimento di coloni israeliani, la confisca di terre, la demolizione di case e lo spostamento di civili palestinesi, in violazione delle leggi umanitarie internazionali e importanti risoluzioni”.

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SITUAZIONE ATTUALE

Anche nel mese di Novembre sono continuati gli abusi da parte delle forze israeliane nei territori palestinesi occupati a sud di Hebron. Le forze israeliane hanno fatto vari raid nel distretto di Hebron e nei villaggi vicini, detenendo molti palestinesi, senza distinzioni di età, compresi anziani e minorenni.
Sono continuate anche le confische, le consegne di "stop working orders" e le demolizioni, le quali, secondo le Nazioni Unite, stanno aumentando di anno in anno.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di ottobre, caratterizzato da varie festività ebraiche, ha visto il susseguirsi di fatti di sangue, provocazioni e una repressione sempre più forte.
Ad inizio mese un attentato a Gerusalemme (ad una fermata dell’autobus), da parte di un palestinese, ha ucciso due persone israeliane.
Per tutto il mese, in diverse città dei Territori Occupati, l'esercito israeliano ha vietato l'accesso a strade ed intere aree: le forze militari si sono dislocate pesantemente intorno a colonie ed avamposti rendendo ancor più difficile la quotidianità dei palestinesi.

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