SITUAZIONE ATTUALE

Marzo è stato mese di elezioni in Israele: la maggioranza dei cittadini ha deciso di votare per il Likud, partito del primo ministro Nethanyahu. Si aspettavano con trepidazione questi risultati, e la notizia che, per la quarta volta consecutiva, si è scelto di votare colui che ha fatto della sicurezza il cuore della sua politica, ci ha lasciati con l'amaro in bocca.

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SITUAZIONE ATTUALE

Febbraio è un mese di transizione nelle colline a sud di Hebron: la neve e il freddo si alternano a giornate calde, in cui il sole brilla e risplende rendendo il paesaggio di un verde intenso. Pian piano le giornate si allungano, la terra respira erba e i pastori escono di prima mattina: è la primavera che si avvicina.

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SITUAZIONE ATTUALE

Il 2015 è arrivato anche in Palestina e ha portato neve e freddo, ma nessuna nuova speranza per la fine dell’occupazione israeliana. La neve sembra quasi aver incastrato fiducia e speranza in una trappola di ghiaccio, paralizzandole. Nulla di nuovo, i Palestinesi vivono sotto occupazione israeliana ormai dal 1967, quando l'esercito israeliano conquistò la Cisgiordania, Gaza e le alture del Golan.

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SITUAZIONE ATTUALE

Quando, nel 2000, gli abitanti delle Colline a sud di Hebron, che erano stati evacuati dalle proprie case e deportati più a nord, riottennero il diritto di tornare nei propri villaggi, lanciarono un messaggio alle forze dell'occupazione: la violenza, le minacce, le ingiustizie non li avrebbero dissuasi dalla loro resistenza.

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SITUAZIONE ATTUALE

Era il 29 Novembre del 1947 quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò l'ormai celebre Risoluzione 181 (II) sulla partizione della Palestina. Sessantasette anni dopo, questo giorno viene ancora celebrato in tutto il mondo come l'International Day of Solidarity with the Palestinian People.

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