Comprendere il conflitto: Il complesso fenomeno delle "Vendette di Sangue"

Comprendere il conflitto: il complesso fenomeno delle "Vendette del Sangue" tra Hakmarrje e Gjakmarrje

L’articolato fenomeno delle vendette di sangue, presente in Albania da secoli e trasmesso di generazione in generazione, esprime per certi versi delle istanze di giustizia. Certamente è espressione di giustizia privata che non deve essere assolutamente legittimata né giustificata. Per altri versi, gli omicidi compiuti per queste motivazioni celano ben altro, come per esempio interessi legati alla criminalità organizzata e non. Sintetizzando, si può affermare che gli omicidi inclusi sotto la categoria “compiuti per vendetta” possono essere commessi per hakmarrje, onore, proprietà. L’omicidio per hakmarrje, letteralmente “presa della vendetta” indica, da parte dell’assassino, la volontà di vendicarsi da uno sgarbo o grave offesa ricevuta. L’offesa dell’onore diventa motivo per uccidere quando viene minata nel profondo l’immagine sociale e la credibilità della persona. Casi di questo tipo riguardano il tradimento coniugale, l’essere umiliati con parole o gesti in pubblico, l’offesa all'integrità morale della donna sopratutto se vi è un legame di parentela tra la parte lesa e il vendicatore.
Nel Nord Albania i conflitti sulla proprietà o sull’uso di alcuni beni comuni sono molto frequenti. Le cause risalgono al fatto che i confini delle proprietà terriere sono considerati per consuetudine inamovibili e immutabili. Nel periodo della dittatura comunista tali confini sono stati modificati procedendo ad una ridistribuzione delle terre. Caduto il regime, molte persone hanno rivendicato i confini precedenti scatenando lotte feroci e diatribe tra i vecchi e i nuovi proprietari.
Invece, la pratica della gjakmarrje, letteralmente “presa del sangue”, si può definire come il comportamento vendicativo scaturito da un omicidio compiuto per i motivi appena elencati sopra. In altre parole, la famiglia che ha subito una perdita si ritiene in diritto di recuperare, prendere il “sangue” (inteso come persona) che le è stato sottratto. Tuttavia,  dopo un omicidio compiuto per vendetta, non obbligatoriamente si scatena la gjakmarrje; vale a dire l’uccisione di un membro della famiglia dell’omicida, bensì si può decidere di perdonare il sangue e in questo modo chiudere la vicenda con un pajtimi (riconciliazione).
Se questo non accade, la catena di omicidi potrebbe non avere mai fine, infatti la risposta ad un omicidio con un altro omicidio seguirà un ulteriore assassinio e così all’infinito.