Non è stata una giornata qualunque quella di sabato a Castel Volturno. Anche la Domitiana, la strada che accompagna la cittadina in tutti i suoi 27 km di lunghezza, per qualche ora si è fermata... nessun tipo di traffico. Erano giusto sette mesi che non succedeva. L'ultima volta era successo il 19 settembre, la notte precedente erano stati uccisi sei cittadini africani, il giorno dopo la strada veniva bloccata da una vera e propria rivolta: erano gli immigrati che si ribellavano contro gli uomini della camorra, autori della strage.
Il 18 aprile più di diecimila persone si sono riversate ancora sulla Domitiana per la manifestazione nazionale al grido di: “Basta con la camorra, basta con tutte le forme di razzismo; no al decreto sicurezza e sì ad un patto sociale di solidarietà: diritti, dignità e permesso di soggiorno per tutti”. E l'hanno gridato forte soprattutto gli immigrati, la maggior parte dei presenti, in un bel clima di festa, allegria e pace; in una maniera nonviolenta, civile e ordinata. Uno striscione risaltava tra i tanti: “Anche se siamo illegali, siamo essere umani”. Subito un pensiero alla mente: finalmente uno spazio in cui i protagonisti sono loro, i migranti; quattro ore di camminata in cui non vengono zittiti, sfruttati, calpestati o addirittura ammazzati. Oggi non si devono nascondere perché non hanno i documenti; oggi possono farsi sentire, parlare, gridare, manifestare. E lo fanno: “Siamo essere umani” prima di tutto. Tutti insieme. Questo giorno in un unico coro, con un unico cuore: niente divisioni tra comunità ghanese, nigeriana, senegalese, tanzaniana, ecc.
“Attraverso il deserto e il mare siamo qui per lavorare”. Altro striscione e altro pensiero, questa volta non mio. Abbiamo appena parlato con un ragazzo italiano della zona: “il problema non sono loro” dice convinto “E' la camorra!”. “Loro vengono qui per lavorare, sono sotto pagati, anche se sono persone brave e istruite. Vuoi sapere cosa abbiamo fatto noi italiani quando siamo andati all'estero? Schifo, abbiamo fatto schifo!”
Punto di ritrovo per tutti l'American Palace, palazzo simbolo dell'immigrazione, dove il 20 novembre scorso più di duecento agenti tra polizia, carabinieri, guardia di finanza ed esercito hanno fatto irruzione cercando droga, spacciatori e prostitute, ma trovando e fermando solo lavoratori in nero che pagavano l'affitto, ovviamente senza alcun contratto. Da lì, il corteo ha raggiunto la città vecchia (zona di solito dichiarata dalla camorra off limits per gli africani), fermandosi in una piazzetta in riva al fiume, al ritmo di musica e danze.
Personalmente e come Operazione Colomba è stato importante esserci, camminare insieme a loro e ascoltarli.
Il desiderio è quello di dare un seguito concreto, di essere al loro fianco non solo in una manifestazione, ma nella vita di tutti i giorni.
Marco
Ecco una galleria di immagini della manifestazione, più che il raccontodella giornata è un mio sguardo su castel Volturno: http://www.danieleportanome.com/castelvolturno/
Daniele P.


