
“Perché i civili hanno deciso di non essere più vittime,
ma protagonisti della costruzione della Pace”.
È questa la frase che abbiamo scelto dal Manifesto di Operazione Colomba
per la Campagna di Tesseramento 2026.
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IN PRIMO PIANO
Capita
Diario di Ester
1. Capita, non raramente, di provare profonda rabbia per l’ingiustizia in atto.
Colare il cemento nei pozzi d’acqua, rubare il bestiame palestinese, sradicare gli ulivi.
Impedire ai palestinesi di lavorare la propria terra,
predisporre check point volanti armati all’ingresso dei villaggi,
pascolare le pecore sulle terre palestinesi distruggendone gli ulivi.
Puntare enormi fari tutta la notte sulle case palestinesi, mettere bandiere israeliane sulle colline,
attraversare i villaggi per terrorizzare.
Entrare nelle case, demolirle.
Detenere, arrestare, benda sugli occhi e manette.
Picchiare, ammazzare.
I need life
Disegnare mi ha aiutata ad elaborare meglio quello che ho vissuto durante il mio periodo in Grecia.
Mi ha fatto dare una forma alle emozioni intense che ho vissuto.
Mi ha riportata a riflettere sulla condivisione: quella vissuta sul campo e quella che ho modo di portare al mio ritorno.
Francesca

Dalla parte giusta
Sono seduto su una roccia in fondo al villaggio, in mezzo al nulla.
Più che un villaggio, sono qualche casa e qualche stalla per le pecore. Più che case, sono pareti di cemento con lamiere sopra; più che stalle, sono dei recinti di pietre ricoperti da teli.
Sono seduto su una roccia in fondo a Tahla, colline a sud di Hebron.
Con tutto l’amore che hanno
«Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.»
Gianni Rodari
Pensai a queste parole quattro anni fa, il 24 febbraio 2022.
Ancora oggi, la guerra c’è. Basta aprire il telefono: notizie di nuovi fronti, escalation, missili, droni. Una quantità continua di violenza che sembra riempire il mondo.
Poi lo chiudi, e ricordi che in alcuni luoghi la guerra non è una notizia: è la vita quotidiana.
E così ti ritrovi nel centro di Mykolaïv, camminando tra negozi aperti e persone che parlano tra loro. Poi suona la sirena e le commesse del negozio ti fanno uscire subito. Procedura normale, ragioni di sicurezza. Nessuna scena drammatica, solo una città che continua a muoversi mentre una voce metallica ricorda che la guerra è lì, sempre vicina.








