Il numero perfetto
E' difficile in Kossovo trovare una persona che non abbia una precisa opinione politica.
O che perlomeno ritiene tale.
Rimango sempre molto stupito quando incontro vecchie signore, intrappolate da una vita in fangosi e lontani villaggi, che disquisiscono di accordi Onu e di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Oppure entrare in ogni Cafana (tipica osteria balcanica) del Kossovo con la certezza di trovare uomini sempre pronti a bere grappa e discutere di politica. Questo non vuol dire naturalmente che ogni personaggio che si incontra abbia una visione intelligente e reale della situazione politica in generale. Nella maggior parte dei casi le parole che escono dalla loro bocca le hai già lette sul giornale o le hai già sentite pronunciare da un tale che fa il politico a centinaia (a volte migliaia...) di chilometri lontano da dove si è in quell'istante.
Durante le due ultime campagne elettorali che hanno preceduto l'indipendenza del Kossovo ci fu un aspetto che mi incuriosiva e mi divertiva molto. Quando la campagna elettorale entrava violentemente in ogni discorso le persone coinvolte per prima cosa difendevano i programmi politici portati avanti dal proprio partito. Naturalmente tutti conoscevano i leader della propria parte politica (senza mai dimenticare gli spettri ricorrenti che hanno conquistato l'immortalità distruggendo il presente di chi oggi vive ancora in quelle terra, usando la propria legittimazione politica per esercitare violenza a propria discrezione), ma le idee che rappresentavano erano ancora più importanti. Essere filo-europeo o essere radicale, essere socialista o liberista quaggiù ha ancora un senso, forse. Comprare o meno un prodotto, imparare o meno una lingua, vestirsi o meno in un certo modo è ancora una affermazione della propria identità, appartenenza e libertà politica. A volte. Il senso comincia a sfuggirti quando vieni a sapere che il primo ministro del Kossovo può andare una sera davanti a casa di un avversario politico e dopo avergli urlato insulti sotto la finestra (avete presente "porta a porta" di Bruno Vespa? Lo stesso rito collettivo viene celebrato dai nostri politici in modo diverso) comincia a sparare. Per la cronaca il suo avversario verrà trovato morto pochi giorni dopo dentro un pozzo insieme ai suoi quattro collaboratori. L'aspetto che mi incuriosiva era però legato alle idee che le persone difendevano attraverso l'appartenenza politica. L'idea del Kossovo indipendente e albanese oppure l'idea di un Kossovo parte della Serbia, l'idea di un grande Stato albanese in costruzione nei Balcani o l'idea di una Serbia parte di questa grande mamma che sta diventando la UE, sono idee che comportano una visione politica futura, idee che disegnano il futuro nel quale si preferirebbe vivere. Il futuro, quella scatola vuota in cui si mettono tutte le illusioni. E le illusioni, in quanto tali, sono facilmente manipolabili. I Balcani degli anni '90 sono stati un teatro nel quale tutti difendevano la loro fetta di potere, scervellandosi continuamente per trovare nuovi modi per arraffare ancora un po' della torta rimasta. Per far ciò dovevano tutti recitare la propria parte, cambiarsi la maschera quando era il momento giusto,ed il gioco era fatto. Non è un caso che per far risorgere il nazionalismo serbo dei tempi antichi, la cricca di Milosevic riesumò la salma del mitico Re Lazar e la portò in processione in tutto il Kossovo. Non è un caso che la guerra di Croazia sia esplosa durante una partita di calcio tra la squadra di Zagabria e quella di Belgrado. Non è un caso che in Bosnia si morisse in fosse comuni nonostante la presenza di soldati ONU olandesi di stanza sul posto, con il preciso compito di difendere le Enclaves. Non è un caso che questi scaltri manipolatori siano diventati i personaggi più ricchi e potenti della nuova, ma allo stesso tempo ugualmente grigia, nomenclatura. Il saccheggio di ciò che era rimasto dell' Ex Jugoslavia ha arricchito notevolmente tanti bui personaggi. Non è un caso che a braccetto con loro si sia arricchita anche la mafia. La mafia nei Balcani dopo la morte di Tito si è restaurata e istituzionalizzata. Potere, politica e mafia. Il 3 dimostra ancora una volta di essere il numero perfetto.


