16, 17 e 18 febbraio a Koshtovë, Bistricë, Ceraj e Mitrovica
Nei villaggi albanesi che si trovano nella parte nord del Kossovo sono andati Giampiero, Domenico e Giovanni.
“Siamo arrivati a KBC il 16 sera per condividere con le persone dei villaggi questo momento di grande incertezza dovuto alla sicura proclamazione di indipendenza prevista per il giorno seguente. Veniamo accolti da una famiglia che si è proposta di ospitarci e subito ci pare evidente che la situazione è estremamente diversa da quella che ci aspettavamo. Vicino a questi villaggi è situata una antenna per le comunicazioni dell’esercito ed in questi giorni la presenza dei militari americani che presidiano la zona è fortemente aumentata. La prima impressione è che la gente dei villaggi albanesi si senta sicura grazie alla presenza dei militari e che la nostra presenza non sia così indispensabile come lo era a dicembre.
La mattina del 17 la passiamo condividendo l’ atmosfera festosa che si respira nella casa sorseggiando innumerevoli te e assaggiando specialità tipiche preparate appositamente per la festa dalla padrona di casa. Decidiamo poi di scendere a Mitrovica per andare a trovare alcuni amici albanesi che vivono nella parte serba della città. Proprio mentre siamo a casa di Fransica (una signora albanese che già in passato ha ospitato i volontari di Operazione Colomba in casa sua) il premier albanese Thaci dichiara la nascita del nuovo stato. Poco dopo scendiamo al ponte per valutare la situazione e ad assistere alla prima manifestazione serba contro l’indipendenza del Kossovo. L’atmosfera non è delle più serene, ma il tutto si svolge senza incidenti. Passiamo la serata a Mitrovica cercando di ottener più informazioni possibili, convinti del fatto che sia quella la zona più a rischio. Rientrati a KBC veniamo informati che c’è una famiglia, con due bambini piccoli, che vive in un posto un po’ isolato e per questo non si sente al sicuro. Con qualche difficoltà, dovute alla tanta neve caduta durante la notte precedente, raggiungiamo la casa della famiglia che ci accoglie con gioia offrendoci litri di te. Il mattino seguente decidiamo,visto che la situazione è estremamente tranquilla, di chiudere la presenza a KBC e di tornare nuovamente a Mitrovica per assistere alla prima grande manifestazione indetta dai serbi, che si terrà presso al ponte alle ore 12.44. La manifestazione si svolge senza problemi e dopo aver incontrato altri amici che vivono a Mitrovica, ci dirigiamo verso Peja/Peć”.
17 febbraio, giorno dell’indipendenza a Goradevac e Peja/Peć
Abbiamo passato il giorno dell’indipendenza a Goradevac. Nel primo pomeriggio il ministro serbo per la religione è venuto a visitare il villaggio e nelle stesse ore altri ministri serbi hanno visitato le principali enclaves serbe del Kossovo per ribadire il rifiuto del governo serbo di cedere la sovranità del Kossovo. Abbiamo passato il pomeriggio insieme ai nostri amici più cari, guardando in tv Thaci che proclamava la nascita dello stato kossovaro assieme a loro che increduli non riuscivano a realizzare cosa stesse accadendo.
La sera siamo poi andati a Peja/Peć per festeggiare insieme ai nostri amici albanesi. La città era invasa di persone, i fuochi d’artificio coprivano senza sosta il cielo, bandiere albanesi e kossovare ricoprivano la città. E’ stato molto bello vivere assieme a loro la gioia per un evento atteso con ansia da quasi 9 anni .
Allo stesso tempo passare nel giro di qualche ora dalla rassegnazione e dall’ostinato rifiuto dei serbi all’entusiasmo incontenibile degli albanesi ci ha fatto vivere giornate schizofreniche. Nei giorni successivi all’indipendenza vivere a Goradevac ha voluto dire affrontare quotidianamente la rabbia e il dolore dei serbi mentre ogni volta che ci recavamo in città venivamo sovrastati dall’entusiasmo degli albanesi, facendoci sentire schiacciati da questi sentimenti contrastanti.


