COMUNICATO STAMPA 31/8/22
È la terza carovana di pace #stopthewarnow

Una delegazione di 50 volontari italiani è arrivata oggi pomeriggio a Mykolaiv. Si tratta della terza carovana della pace organizzata dal cartello di associazioni #stopthewarnow.

«Abbiamo dovuto affrontare un viaggio estremamente difficile per arrivare nella città sotto assedio, con la popolazione allo stremo della fame e della sete. Per questo gli abitanti della città ci avevano chiesto aiuti umanitari necessari per sopravvivere. Oggi sono stati bombardati i silos di grano nel porto di Mykolaiv, nel distretto di Korabelny, alle porte sud della città. Da due giorni sono in corso pesanti combattimenti sulla linea del fronte 10 km a sud. Ieri è stato attaccato il ponte che collega Odessa a Mykolaiv, la strada che abbiamo dovuto percorrere». Spiega Gianpiero Cofano, uno degli organizzatori dell'iniziativa, nonché segretario generale della Comunità Papa Giovanni XXIII.

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COMUNICATO STAMPA 25/6/22
30 anni di Operazione Colomba - Apg23

L'anniversario del Corpo Nonviolento di Pace Operazione Colomba e la possibilità di una strada concreta per costruire la pace.

Il 25 giugno 1992 due obiettori di coscienza della Comunità Papa Giovanni XXIII partivano su una vecchia 127 bianca per la ex Jugoslavia in pieno conflitto, con un desiderio: vivere la nonviolenza in zone di guerra.

Trenta anni di storia, che hanno coinvolto oltre duemila civili, giovani e meno giovani da tutta Italia (e non solo). Hanno salvato vite umane, creato spazi di pace, portato speranza, “lenito le ferite dell’odio e ricostruito i ponti del dialogo”.

Operatori di Pace formati attraverso decine di corsi; persone consapevoli dei rischi ma anche che, come diceva don Oreste Benzi, «Il coraggio non sta nel non aver paura, ma nel vincere la paura per un amore più grande». Sono stati oltre venti i conflitti “abitati” in tutto il mondo: dall’Africa all’America Latina, dal Medio all’Estremo Oriente, dai Balcani al Caucaso ed ora, nuovamente, nel cuore dell’Europa, in Ucraina.

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COMUNICATO STAMPA 6/3/22

«Siamo disponibili ad organizzare e accompagnare una delegazione di politici europei in Ucraina».

E' la proposta della Comunità Papa Giovanni XXIII. Una delegazione della Comunità di don Benzi è rientrata ieri dall'Ucraina dove ha svolto una missione esplorativa di monitoraggio per valutare le prossime azioni.

«L'Europa non può alimentare una escalation militare che rischierebbe di sfociare in un conflitto nucleare. Pertanto la sola possibilità è un forte e coraggioso intervento civile. Proponiamo che ogni Paese europeo mandi in una missione coordinata in Ucraina i suoi migliori rappresentanti dei cittadini: parlamentari, europarlamentari».

«E' necessario essere rapidi e noi possiamo offrire la nostra trentennale esperienza in zone di conflitto. Stiamo riscontrando un altissimo desiderio di intervento. La gente non vuole rimanere inerme e impotente. Per questa ragione chiediamo ai rappresentanti dei cittadini di impegnarsi in prima persona in un intervento politico, non armato e civile».

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COMUNICATO STAMPA 2/3/22

Una delegazione della Comunità Papa Giovanni XXIII è arrivata oggi a Leopoli, in Ucraina. La missione di monitoraggio dei membri dell'associazione di Don Benzi ha come obiettivi la valutazione delle azioni umanitarie più opportune da intraprendere nelle prossime settimane, la creazione di corridoi umanitari per l'evacuazione dei profughi.

Numerosi i mezzi militari in movimento al confine con la Polonia, e un una lunga fila di persone incolonnate in uscita, hanno accompagnato l'arrivo dei volontari.

Leopoli si è rivelata un immenso campo profughi a cielo aperto, una città completamente paralizzata dalla presenza di decine di migliaia di persone arrivate da tutto il Paese. Nella stazione ferroviaria una folla immensa si accalca senza sosta attorno ai vagoni. In tutta la zona sono ormai del tutto esauriti i posti letto negli alberghi e nelle strutture ricettive; è pressoché impossibile trovare luoghi per rifocillarsi e un gran numero di madri, sole con i propri bambini, si trovano a dormire per strada al freddo in condizioni disumane.

Così Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII: «I nostri volontari di Operazione Colomba e i Caschi Bianchi sperimentano da trent’anni la condivisione diretta, promuovendo un’azione nonviolenta, a fianco delle vittime dei conflitti e della violenza strutturale. Chiediamo al Governo Italiano di revocare la decisione di fornire armi all’Ucraina, e di far pressione in Europa perché nessuno Stato invii armi letali al Paese. Come già successo in altri scenari internazionali, armare uno dei combattenti ha delle ripercussioni non prevedibili che portano ad escalation senza ritorno».

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Una storia di solidarietà a sostegno dei più deboli

Dal 2 aprile sulle principali piattaforme di streaming online.


Cosa spinge un ragazzo di 19 anni nato e cresciuto a Taranto a lasciare tutto e dedicarsi anima e corpo ad aiutare gli ultimi nelle zone più a rischio del pianeta?

Distribuito da MINERVA PICTURES, il film documentario La Febbre di Gennaro per la regia di Daniele Cini, racconta la storia di Gennaro Giudetti, giovane tarantino di 29 anni che da dieci anni, prima come volontario poi come operatore umanitario, è impegnato ad aiutare i più svantaggiati in contesti di guerra in tutto il mondo.

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