Febbraio 2011

CONDIVISIONE E LAVORO

Durante questo mese abbiamo lavorato molto con i giovani delle famiglie sotto vendetta. Abbiamo proposto varie gite fuori città (tempo permettendo) e attività sportive. Stiamo cercando di far conoscere i ragazzi fra di loro. Ci stiamo rendendo conto che stiamo acquistando sempre più
fiducia da parte dei nuclei familiari. L’accoglienza è sempre calorosa e talvolta ci chiamano solo per sentire come stiamo e per sollecitare una nostra visita.
Questo mese, per la prima volta da quando siamo arrivati, il padre di un ragazzino chiuso gli ha concesso di uscire, accompagnato da noi, per partecipare ad una partita di calcetto, questo è segno che la fiducia di questa famiglia nei nostri confronti è aumentata molto in questi mesi, frutto di una costante vicinanza.
Casi di chiusura estrema, purtroppo, c’è ne sono ancora molti ma siamo sicuri di aver imboccato la via giusta.
Alcuni ragazzi sono molto curiosi riguardo al nostro lavoro con le famiglie e verso l’Operazione Colomba in generale. Ci scontriamo, però, anche con delle famiglie che non si fidano assolutamente ad uscire. È complicato comprendere la paura che queste persone hanno ma ancora più difficile è rassicurarle concretamente (in fondo siamo solo dei volontari con una macchina senza protezioni). Alla domanda: “Ma se intanto che siamo in città incontriamo qualcuno che tira fuori la pistola e mi spara, voi cosa fate?”. La domanda è legittima e ci fa capire che la paura è tanta e la fiducia negli altri davvero poca. Sicuramente la comprensione dell’approccio nonviolento arriverà con il tempo e con la conoscenza maggiore che si va sempre più costruendo.
In questo mese abbiamo conosciuto una nuova famiglia che abita in un villaggio vicino a Scutari, che non è direttamente coinvolta in un omicidio anche se bambini e adulti hanno il divieto di uscire di casa perché minacciati. Stanno usando i pochi soldi in loro possesso per costruire un muro davanti a casa.
Ora che l’Europa ha tolto i visti agli albanesi sempre più persone vogliono andare via dall’Albania per trasferirsi in un Paese europeo. Cerchiamo di avvisarli che in tutta Europa c’è crisi economica e che non c’è lavoro ma la speranza di trovare una vita migliore lontano dall’Albania prevale su tutti i discorsi che facciamo.
Da qualche settimana è stato aperto un ufficio dell’Unione Europea nel centro di Scutari proprio per informare i cittadini albanesi riguardo alla loro libera circolazione e soggiorno in Europa. Cercheremo di portarci le persone che hanno intenzione di partire per fornire loro quante più informazioni utili. Nel mese di febbraio ci sono stati due omicidi per vendetta di sangue tra Scutari e Lezhe.

DOTTORESSA

Sono tante le famiglie che in questo mese hanno chiesto visite domiciliari o controlli ospedalieri. Ci siamo scontrati con il servizio sanitario che è corrotto (se non dai la “mancia” nessuno ti guarda in faccia), disorganizzato e che non aiuta chi non può permettersi cure mediche.

VOLONTARI

Laura è partita il 20 febbraio. Valentina è tornata una settimana prima. L’altra Valentina e Stefano sono fissi dai primi di febbraio. Ormai fanno parte della famiglia della Colomba albanese (anche se non sono volontari di lungo periodo).
Anche Dario, Francesca e Kristina, ragazzi che vivono nelle case famiglie della Comunità a Scutari e che ci regalano parte del loro tempo, sono spesso con noi e ci aiutano con costanza. Ormai non hanno più la funzione di traduttori ma sono volontari consapevoli e capaci della Colomba!