Ottobre 2011

SITUAZIONE ATTUALE

La situazione politica rimane stabile come nei mesi precedenti. Per ora i temi all'ordine del giorno riguardano la politica estera, il rapporto con l'Unione Europea, la situazione di destabilizzazione dell'euro e il debito pubblico degli stati europei. Tale realtà infatti condiziona la situazione economica dell'Albania in quanto dipendente fortemente dall'andamento dell'economia europea. Rispetto al tema delle vendette è scoppiato negli ultimi giorni un vero e proprio caso nazionale che ha avuto voce nei principali quotidiani del Paese.
In pratica, alcuni Stati come Belgio, Inghilterra, Francia, Usa e Canada concedono l'asilo politico per motivi di vendetta. Ciò comporta che molte persone, pur di emigrare e di sottrarsi alla spietata procedura dei visti che concederebbe loro poca speranza di permanere in quei paesi per motivi di lavoro, fingono di essere sotto vendetta: pare che si stiano procurando anche dei documenti falsi che dichiarano la loro condizione di auto reclusione.
In modo particolare negli ultimi mesi molti hanno concentrato la loro attenzione sul Belgio per via della sua legislazione in materia di asilo particolarmente favorevole e agevole.
Vi è stata quindi una vera e propria corsa ad ottenere documenti che dichiarassero lo status di persone sotto vendetta sia da parte di persone che veramente lo sono, sia da parte di chi non lo è affatto o non lo è più perché si è riconciliato.
Il fatto è venuto alla ribalta perché, proprio per questi motivi, si è recato in Albania il direttore generale del ministero per le questioni dell'emigrazione e dei richiedenti asilo belga, che ha affermato che se la situazione rimarrà tale il Belgio si troverà costretto a sospendere l'asilo politico per motivi di vendetta di sangue e ritornare al regime dei visti. Infatti solo per il Belgio, e solo nel mese di ottobre, sono arrivate 200 richieste di persone richiedenti asilo per motivi di vendetta e molte richieste si sono rivelate, a seguito di controllo, palesemente false.
Si prevede che nei mesi di novembre e dicembre queste richieste saliranno a 350, 400!

CONDIVISIONE e LAVORO

In quest'ultimo mese abbiamo intensificato il lavoro con le famiglie che seguiamo a Tropoja, sulle montagne. Siamo stati agli inizi di ottobre per quasi una settimana e a fine ottobre per 4 giorni.
Abbiamo messo le finestre e la stufa a legna nella casa dove abbiamo la base.
Lì sulle montagne alcune famiglie ci chiedono con insistenza di aiutarle nel processo di riconciliazione e di intervenire in maniera più intensa.
Di queste famiglie conosciamo anche la controparte e nella maggioranza dei casi siamo in ottimi rapporti con entrambe le parti coinvolte.
Questo periodo e quello trascorso ci è servito per conoscere meglio le famiglie in questione e individuare le modalità più opportune e adeguate (rispetto al contesto culturale e sociale, alle tradizioni, al carattere e alla personalità delle persone in questione) per intervenire.
Ciò richiede molto impegno ed energie e si rivela molto difficile in alcuni casi ed occorre molta pazienza e capacità “di mandar giù bocconi amari”, ma alla fine i risultati sono straordinari. Essere facilitatori della comunicazione, orientare all'incontro dell'altro che soffre in egual misura alla propria, innescare processi di cambiamento in positivo, sono alcuni (volendo sintetizzare) dei nostri principali obiettivi.
Stiamo preparando il terreno per iniziare con queste persone un percorso di superamento del dolore e di rielaborazione delle emozioni connesse al lutto e alla perdita; un percorso integrale che tocchi gli aspetti psicologici, sociali, culturali e apra alla dimensione trascendente presente in ciascuno e possa portare al processo del perdono. Stiamo inoltre crescendo nell'avere familiarità con il territorio e con i suoi abitanti.
A Scutari il lavoro di condivisione procede abbastanza bene, continuiamo con le visite alle famiglie e solidifichiamo la relazione di fiducia che abbiamo con loro.
Continuano le attività con i ragazzi di alcune famiglie che seguiamo.
Queste attività hanno l'obiettivo di aumentare la loro possibilità di movimento, di offrire loro degli spazi di crescita ed espressione personale, di formare un gruppo più solido che in forma continuativa e stabile rifletta sul fenomeno delle vendetta di sangue a partire dalla loro esperienza personale e possa fornire gli strumenti per rielaborare la sofferenza, la rabbia, la sete di vendetta e possa condurre a diminuire il livello di violenza.
Sentiamo inoltre che siamo ad un punto di svolta, con alcune famiglie pensiamo sia il momento di fare un passo in più proponendo loro un aiuto per la riconciliazione e ad altre presentando in modo chiaro il nostro lavoro. Il caso di un ragazzo sotto vendetta, paraplegico sulla sedia a rotelle in pericolo di vita a causa di piaghe infette non curate, ha richiesto molta energia sia a livello emotivo che pratico (gli abbiamo fatto visita molte volte, lo abbiamo accompagnato in ospedale, ci siamo interessati della sua situazione a 360 gradi). Abbiamo anche ricominciato le attività di sensibilizzazione della società civile, dopo la pausa estiva, iniziando di nuovo a svolgere una manifestazione silenziosa per richiamare l'attenzione sul fenomeno delle vendette di sangue e in particolare sul fatto che questo è un fenomeno presente sempre e che non deve essere mai dimenticato o posto sotto silenzio. La speranza è che questo tipo di manifestazione si possa svolgere con regolarità ogni trenta del mese, con la partecipazione più ampia possibile, sia delle associazioni che delle persone.

VOLONTARI

Nella prima parte del mese siamo stati in 5 volontari: Laura, Gabriella, Marcello, Alice, Chiara. Ma la pacchia è durata poco. Da metà mese in poi siamo rimasti soli in 2, Marcello e Gabriella. Emiliano (della comunità Papa Giovanni) è sempre molto presente e si interessa alle nostre attività e ci ha dato una mano per sistemare la casa di Tropoja. Paulin, ragazzo albanese, vicino alla comunità, ha trascorso alcuni momenti importanti con noi ed è stato a Tropoja con noi per 4 giorni aiutandoci con le traduzioni. Abbiamo anche pitturato la casa di Scutari, salvandola dalla muffa!