Dicembre 2011

SITUAZIONE ATTUALE

La situazione politica è abbastanza stabile, non ci sono novità rilevanti rispetto al mese scorso.
Sul fronte della cronaca legata alle vendette di sangue invece c’è da registrare un omicidio per vendetta in centro a Scutari.
Un uomo di 53 anni, mentre si trovava in un bar a bere il caffè con alcuni amici, è stato assassinato con tre colpi di pistola con silenziatore; anche un altro cliente del locale è rimasto ferito ad un ginocchio. La vicenda, che ha fatto scaturire la vendetta omicida, risale a 10 anni fa quando il figlio della vittima, assieme ad altri 2 ragazzi, è stato coinvolto in una rissa dove è rimasto ucciso un ragazzo di 17 anni. Nel 2006 è stato ucciso il padre di un altro ragazzo coinvolto nella vicenda. A Scutari, quindi, si continua a morire lentamente, ma puntualmente, a causa delle vendette di sangue sotto il silenzio delle istituzione e l'indifferenza mista a rassegnazione della popolazione.

CONDIVISIONE E LAVORO

La prima parte del mese è stata caratterizzata da un po' di tensione data dal fatto che è stato pubblicato su La Repubblica e su alcuni siti internet, un dossier che denunciava lo sfruttamento del lavoro a domicilio per produzione di rosari in Albania. Alcune famiglie sotto vendetta per mantenersi fabbricano rosari a poco prezzo per conto di alcuni grossisti albanesi che li distribuiscono, a loro volta, sul mercato italiano a dei prezzi che variano dai 10 ai 15 euro. Il dossier però conteneva il cognome di una famiglia sotto vendetta e una foto di un minore di un altra famiglia. Ciò è stato ripreso dai media albanesi e ha provocato paura nella famiglie coinvolte, in quanto hanno temuto di perdere definitivamente il lavoro e di essere riconosciuti dalla famiglia rivale che ha emesso vendetta. Tutto questo, per fortuna, ha avuto conseguenze negative ridotte e, a quanto sembra, la situazione sembra essersi tranquillizzata.
In occasione del 10 dicembre, “Giornata Mondiale dei Diritti Umani” noi e altre sette associazioni albanesi abbiamo reso pubblica una dichiarazione congiunta per poter richiamare l’attenzione della società civile locale sul tema dei diritti umani e di come la pratica delle vendette di sangue compromettano, per molte persone, l’accesso ai diritti fondamentali dell’uomo quali istruzione, sicurezza e libertà di movimento. La dichiarazione è passata su qualche televisione locale.
Il testo integrale della dichiarazione si puo' leggere qui.
Il 12 dicembre siamo nuovamente scesi in piazza, assieme ad altre associazioni, per la manifestazione silenziosa che vede una partecipazione sempre più numerosa da parte della gente comune.
Foto della manifestazione sono a questo link
Il diario dalla manifestazione invece è qui
Durante il mese abbiamo partecipato anche ad alcune giornate di animazione per bambini e ragazzi organizzate dall'associazione Ambasciatori di Pace rivolte ai giovanindei villaggi di Lezha e dintorni dove sono stati coinvolti anche bambini e ragazzi di famiglie in vendetta di sangue.
Si è continuato il monitoraggio e la visita alle famiglie che seguiamo, in modo da intensificare il rapporto con loro.
Ci stiamo muovendo per conoscere i parenti di una famiglia che ha emesso vendetta e che detiene l'autorità di decidere se perdonare o meno l'altra famiglia. La famiglia sotto vendetta ci chiede con insistenza, da tempo, un intervento in tal senso e stiamo cercando di muoverci in questa direzione anche se incontriamo numerosi ostacoli.
Continua l'attività di teatro con alcuni ragazzi, è un occasione davvero importante perché ci permette di conoscerli meglio e di porre solide basi per creare prossimamente un gruppo studio che rifletta sul fenomeno delle vendette di sangue e sia opportunità per esprimere le emozioni e i sentimenti legati alla condizione di auto reclusione o di minaccia provocata dall'essere in vendetta. Abbiamo condiviso le feste (San Nicola, Natale e Capodanno) con alcune famiglie e ragazzi sotto vendetta: in alcuni casi siamo andati a cena dalle famiglie, in altri abbiamo ospitato noi i ragazzi.
Continua la collaborazione con l’Associazione Jo Gjakmarrja Po Jeta che abbiamo introdotto in diverse famiglie. Quest’Associazione ha fornito alle famiglie nel periodo natalizio un supporto umanitario: un “pacco dono” con aiuti concreti (cibo, giochi per i bambini,…).

VOLONTARI

La prima settimana di dicembre è rientrato in Albania Marcello e lo stesso giorno Chiara, che ha passato un mese con noi, è tornata a casa. Il 15 anche Gabriella, dopo tre mesi, è ritornata nella sua amata Lecce. Abbiamo salutato Tatiana (il Casco Bianco) alla fine di dicembre sperando che possa tornare presto a trovarci.
Ringraziamo di cuore anche gli altri caschi Bianchi: Gennaro, Yuri, Chiara e Chiara che hanno dato il loro contributo al progetto di Operazione Colomba. Ante, un ragazzo croato che sta passando un periodo in Comunità, sta collaborando con noi qualche giorno alla settimana. Siamo una squadra finalmente grande: Laura, Marcello, Angelo, Valentina e Patty.
I nostri tre baldi caschi bianchi, ormai arrivati da un mese e mezzo si stanno inserendo con entusiasmo nella vita del progetto dando una marcia in più al lavoro con le famiglie e alla sensibilizzazione del territorio.
A fine dicembre è venuta a farci visita anche Alice, la ragazza di Angelo. Tra le visite ci sono da menzionare anche quella di Fabrizio che mancava da marzo e dell’ex casco bianco nonché volontaria Valentina V. Grazie di cuore a chi dedica un pezzettino della propria vita con noi e con le famiglie, dandoci l'occasione continua di migliorare e progettare il futuro con entusiasmo e passione. Come sempre passa tanta gente da casa colomba, sia albanesi che italiani, e questa è un'occasione importante per testimoniare e parlare del nostro lavoro condividendo gioie e fatiche.