Gennaio 2012

SITUAZIONE ATTUALE

La situazione in Albania a gennaio è stata abbastanza tranquilla. Ricordiamo solo un fatto di cronaca: a metà gennaio è stata bruciata la casa di un uomo che, un anno fa, aveva ucciso due fratelli per vendetta. L’uomo era appena uscito di prigione; per fortuna nessuno è rimasto ferito o ucciso.
Un anno fa, il 21 gennaio, venivano uccisi 4 manifestanti dalla polizia durante una manifestazione contro il governo organizzata dal partito socialista all’opposizione. A distanza di un anno l’indagine non ha portato ad alcuna condanna. Questa notizia sembra sia passata piuttosto inosservata dai quotidiani locali.
Il Vescovo di Sapa, Luciani (regione che comprende la città di Lezhe e Tropoja) ha proclamato il 2012 come anno giubilare in occasione del 950esimo anniversario della fondazione della Diocesi di Sapa. In quest’occasione ha intenzione di proclamare una riconciliazione generale delle famiglie in vendetta in quella zona. Nel kanun è prevista la proclamazione di una riconciliazione generale, ossia la fine delle faide in una zona. Anche in Kossovo è stato avviato negli anni novanta un processo di questo genere (seppur con delle contraddizioni) ed ha notevolmente ridotto il fenomeno. A metà febbraio avremo un colloquio con lui.  
Condivisione e lavoro
Abbiamo festeggiato l'arrivo del nuovo anno insieme ad alcuni ragazzi sotto vendetta. Il cenone si è svolto nella nostra casa e visto l’alto numero di persone e il poco tempo a disposizione per la cucina si è deciso per una pizza. Sono seguiti giochi di società e tanta allegria. Verso la mezzanotte ci siamo uniti alla festa organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e abbiamo partecipato alla gara di ballo. La serata, oltre ad essere stata divertente, è stata molto importante per rafforzare il rapporto tra noi e i ragazzi e per dimostrare loro che non sono soli.
L'8 gennaio abbiamo aderito alla marcia della Pace organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio, la partecipazione è stata inaspettatamente numerosa. Siamo partiti dalla cattedrale e abbiamo marciato per tutto il centro della città.
Il 12 gennaio abbiamo organizzato e partecipato alla manifestazione silenziosa contro le vendette di sangue. Questa volta non pioveva e, anche se eravamo pochi a partecipare, abbiamo destato l’attenzione di molti passanti. Non siamo passati inosservati!
Abbiamo notato che le Associazioni con cui collaboriamo non credono molto nelle manifestazioni silenziose come modo di sensibilizzare la società civile contro le vendette di sangue ma, piuttosto che rimanere inermi, abbiamo deciso di andare avanti anche da soli!
Il 21 gennaio è stata organizzata un’altra Tavola Rotonda con le associazioni che si occupano di vendette di sangue. È stata l’occasione per conoscere una nuova associazione che ha sede a Tirana e che si occupa di riconciliare le famiglie in vendetta.
Abbiamo ricominciato un'azione di monitoraggio delle famiglie nell’area di Scutari con l’obiettivo di riprendere i contatti, conoscere famiglie nuove e raggiungere una maggiore comprensione della loro storia di vendetta. A Scutari alcune famiglie in vendetta ci chiedono di andare ad incontrare la famiglia rivale per riavviare un dialogo seppur indiretto.
Anche a gennaio siamo stati qualche giorno a Tropoja e abbiamo incontrato tutte le famiglie che già conosciamo. In questo periodo vorremmo concentrare la nostra attenzione su una famiglia che ci ha chiesto di aiutarla a dialogare con la famiglia con cui è in vendetta. Non è facile riuscire a reperire i membri della famiglia avversaria che “contano” cioè che possono decidere se riconciliare o se perpetuare la vendetta. Ci scontriamo con tante porte chiuse in faccia e spesso passiamo intere giornate a cercare l’abitazione di queste persone, cerchiamo di non scoraggiarci sapendo che questi processi sono lunghi e faticosi!
Siamo poi tornati a Tropoja una seconda volta questo mese. C’è stata un’emergenza: un ragazzo che conoscevamo bene è stato ucciso per una questione di proprietà terriere. La preoccupazione più grande è che il ‘consiglio degli anziani’ (in realtà composto da tutti i membri maschi adulti) della famiglia possa decidere per emettere vendetta. Chiamati dal parroco missionario abbiamo fatto le condoglianze alla famiglia ed abbiamo colto l’occasione per lanciare qualche messaggio sull’importanza di non rispondere al male con altro male. La famiglia è rimasta in silenzio ad ascoltare senza sbilanciarsi. Ringraziamo di cuore don Antonio, parroco della regione di Tropoja, che ci ha reso partecipi, e non solo osservatori, di questa vicenda familiare.
Il corso di teatro tenuto da Simone, a cui partecipano anche ragazzi (e alcuni bambini) sotto vendetta, prosegue e ormai siamo alla vigilia della prima.
Abbiamo iniziato un’attività che programmavamo da tempo con le donne sotto vendetta: ogni mercoledì raduniamo a casa alcune donne per affrontare con loro temi caldi come i conflitti, le violenze e le vendette.  La prima volta è andata molto bene.
Nel Kanun le donne sono viste come “otri da riempire” ma in verità sono le fondamenta stesse delle famiglie. Sono loro, in assenza o nella chiusura degli uomini, che si occupano della totalità dei bisogni della famiglia. Abbiamo avviato questo momento perché abbiamo verificato che queste donne hanno bisogno di un loro spazio per sentirsi libere di pensare, parlare e sfogarsi così come sentire il sostegno di altre donne che hanno vissuto esperienze simili. Inoltre, con il tempo, speriamo di arrivare a ragionare e condividere direttamente il tema delle vendette rielaborando la loro situazione e cercando di trovare soluzioni di riconciliazione.
Con i ragazzi sotto vendetta, per ora, siamo riusciti a organizzare un incontro in cui abbiamo visto il film “The millionaire”. L’obiettivo è di creare un momento (a cadenza settimanale) di incontro e confronto fra ragazzi “chiusi” sull’esempio di quelli che sono stati i gruppi studio in Kossovo.
Per ora siamo ancora nella fase iniziale e le attività non sono ancora direttamente collegabili al problema delle vendette.
A questo primo incontro i ragazzi hanno partecipano con entusiasmo.  
Volontari
Questo mese oltre a Marcello, Laura, Patty, Elisa, Valentina e Angelo sono venuti a trovarci Stefano, Corrado e Agnese. Ringraziamo Franceska e Dario per il contributo prezioso che ci danno sempre: Dario nell’attività con i ragazzi e Franceska con le donne!