SITUAZIONE ATTUALE
La situazione generale nel mese di aprile non rileva grandi novità.
Uno degli argomenti più discussi è stato l’annuncio del primo gay pride albanese previsto per il 17 maggio. In particolare la polemica si è scatenata a seguito delle dichiarazioni del vice ministro della difesa Ekrem Spahiu secondo il quale “questi (i gay) vanno presi a legnate.” Il dibattito che ne è seguito ha portato alla luce quanto l’omosessualità sia ancora un tabù in Albania e quanto la strada per un’accettazione e un’integrazione sia in salita. Per quanto riguarda le vendette di sangue si registrano ancora omicidi.
Molti sono anche gli episodi di violenza legati ai confini terrieri, l’ultimo di cui siamo a conoscenza si è svolto nel villaggio di Hajmel: due famiglie vantavano il diritto di proprietà dello stesso terreno (il primo risalente al periodo pre-comunista e il secondo risalente agli anni novanta)... la disputa si è conclusa con due morti.
Un altro caso molto discusso nei dintorni di Scutari (villaggio di Kodel) è stato il tentato omicidio di una moglie che ha preso ad accettate il marito.
CONDIVISIONE E LAVORO
Il mese di aprile è stato un mese intenso e pieno di emozioni. Abbiamo svolto numerose visite alle famiglie che seguiamo.
L’impressione è che il nostro rapporto con loro cresca di giorno in giorno e che diventi sempre più profondo.
Alcune famiglie ci hanno raccontato nei dettagli le loro storie e ci hanno chiesto di intervenire per una possibile risoluzione del conflitto.
Con altre famiglie la strada è ancora lunga ma la fiducia nei nostri confronti sembra aumentare grazie anche ad alcuni strumenti come gli accompagnamenti e le attività ricreative con donne e ragazzi.
A proposito dell’attività con le donne, questo mese abbiamo fatto due incontri. Il primo è stato caratterizzato dalla presenza e dai racconti di una ragazza kosovara che da tempo conosce e collabora con Operazione Colomba. Sentire l’esperienza di Lavdie, i racconti della guerra in Kossovo e il modo in cui lei ha affrontato e superato il dolore, è stato un momento molto arricchente per tutte noi.
Le donne si sono dimostrate attente e curiose.
Il secondo incontro è stato, invece, più giocoso: abbiamo creato delle cornici per le fotografie fatte negli incontri precedenti.
Tutto ciò viene fatto nell’ottica di costruire un gruppo coeso in modo da poter preparare il terreno ad una rielaborazione dei loro vissuti.
Per quanto riguarda i ragazzi, invece, ci siamo principalmente concentrati sulle prove del flash mob, previsto per il 9 maggio.
I ragazzi sono entusiasti e stanno stringendo amicizia con gli altri partecipanti.
La loro capacità di mettersi in gioco ballando e divertendosi è incredibile e ci fa capire quanto il percorso intrapreso sia quello giusto.
Quando iniziammo il corso teatrale, più di un anno fa, erano timidi ed impacciati mentre ora sono un gruppo dinamico che non perde occasione per socializzare.
Nell’ottica di trovare uno spazio di espressione e di svago anche per gli uomini sotto vendetta, abbiamo partecipato ad una giornata formativa, organizzata da LVIA, sull’orticoltura.
Durante questa giornata gli uomini si sono confidati e confrontati con noi.
Il risultato è stato un accrescimento del nostro rapporto.
Inoltre, alla fine della giornata, sono stati distribuiti semi e piantine in modo da orientare le famiglie a piantare alimenti utili alla loro sussistenza e ad un’idonea dieta alimentare. Anche questo mese alcuni di noi si sono recati a Tropoja dove sta continuando il nostro lavoro con le famiglie in vendetta di sangue e, contemporaneamente, con le famiglie che devono emettere vendetta. Sono state giornate molto impegnative, soprattutto emotivamente.
Il viaggio verso Tropoja era carico di speranza e di notizie. Infatti, nei giorni precedenti alla partenza, eravamo riusciti ad incontrare alcuni membri di una delle famiglie che potrebbero emettere vendetta. Il contatto con entrambe le famiglie coinvolte nel conflitto ha aperto strade inaspettate che ci hanno permesso di lanciare alcuni segni di un possibile riavvicinamento tra le parti.
Inoltre il viaggio a Tropoja ha rafforzato la volontà di creare quest’estate un progetto di animazione estiva che prevederebbe il coinvolgimento dell’equipe di Operazione Colomba in Albania, degli animatori di Progetto Colomba e di alcuni animatori kossovari insieme ai ragazzini in vendetta o ai ragazzi appartenenti alle fasce più disagiate che abitano nella zona.
Per quanto riguarda la sensibilizzazione della società civile, anche il 12 di questo mese si è svolta la manifestazione silenziosa nel centro di Scutari.
All’intero del cerchio avevamo messo un pacchetto di sigarette gigante con la scritta “la Gjakmarrja uccide”; inoltre ogni quarto d’ora leggevamo dei nomi fittizi di persone morte per Gjakmarrja.
Abbiamo suscitato molta curiosità nei passanti e c’è stata anche qualche timida partecipazione.
VOLONTARI
Il mese di aprile è stato particolarmente ricco grazie alla presenza di alcune persone speciali.
Ringraziamo Anna e la sua determinazione e le auguriamo una buona esperienza in Palestina!
Ringraziamo Francesca che ci ha dato davvero un grosso aiuto nella preparazione della manifestazione silenziosa.
Ringraziamo Sara e la sua energia. I suoi sorrisi sono stati una ventata di novità per noi e per le famiglie che seguiamo.
Un grazie gigantesco anche a Lavdie e Sokol che sono venuti dal Kossovo per aiutarci e supportarci e che da subito si sono fatti amare.
Infine, come sempre, grazie a Vjollca e Francesca per il loro grande aiuto nel gruppo delle donne e al sempre disponibile Benny.



