SITUAZIONE ATTUALE
In questo mese si sono verificati, con una costanza preoccupante, omicidi ed episodi di violenza particolarmente cruenti. Il numero degli omicidi, compiuti per i più svariati motivi, non sembra mostrare segnali di diminuzione anzi è in continua crescita. Lo ripetiamo da mesi ormai, siamo in una vera e propria emergenza sociale che continua a mietere vittime di ogni età, sesso e condizione.
La violenza non sembra arrestarsi neanche di fronte all’inasprimento legislativo avvenuto negli ultimi tempi che prevede condanne più severe per coloro che commettono omicidi e atti cruenti.
La violenza sociale sembra diventata un’amara abituale da affrontare con rassegnazione.
D’altra parte, scarsa sembra l’attenzione e l’intervento delle istituzioni su questi temi che al contrario mostrano più preoccupazione per questioni di carattere politico, considerando anche l’approssimarsi delle elezioni.
A metà del mese è stato arrestato, al Porto di Durazzo, mentre cercava di recarsi in Italia, uno dei tre ricercati per il duplice omicidio (per motivi di vendetta) avvenuto nel giugno del 2012. Gli omicidi in questione avevano colpito una famiglia che seguiamo da vicino e che ha scosso l’opinione pubblica perché tra le vittime c’è stata una ragazza di 17 anni. Speriamo che questo arresto porti ad un nuovo impulso nelle indagini e possa portare alla cattura degli altri due sospettati che ancora sono latitanti.
Sul tema dell’asilo politico per motivi di vendetta, in quest’ultimo periodo non ci sono novità particolari a parte il crescente e continuo numero di persone che per motivi, appunto, come vendetta, povertà, emarginazione... cercano in tutti modi di lasciare il Paese sia in maniera legale che illegale.
CONDIVISIONE E LAVORO
In questo mese abbiamo visitato parecchie famiglie sia a Scutari che a Tropoje. In tal modo si continua il lavoro di facilitazione ai processi di riconciliazione e la creazione di indispensabili legami di fiducia. Nello specifico abbiamo concentrato l’attenzione su un paio di famiglie affinché maturino la possibilità del perdono. Inoltre, in occasione delle feste pasquali, abbiamo deciso di stare più vicino a coloro che hanno perso un familiare per vendetta.
Molteplici sono state le visite mediche domiciliari con la dottoressa, che da diverso tempo ormai segue le nostre famiglie, e gli accompagnamenti in ospedale e in carcere.
Si sono svolti 2 incontri del “gruppo donne” che a cadenza quindicinale si riuniscono nella nostra casa. Il gruppo, ormai sempre più affiatato e propositivo, si sta concentrando sull’individuazione di modalità e possibilità di cambiamento a partire dalla concretezza della quotidianità. Negli ultimi incontri si è presentata l’esperienza di donne che sono state fonte di cambiamento nella loro vita e per gli altri.
Il “gruppo ragazzi” si è riunito spesso per delle partite di calcetto e per ascoltare alcune esperienze significative come quella di Sokol che ha raccontato la sua storia e il lavoro interiore che ha svolto per l’elaborazione del conflitto vissuto nel suo Paese, il Kossovo. Il racconto ha suscitato la vivace attenzione di tutti. I ragazzi si sono interrogati sulle possibilità che potrebbero avere per raccontare la loro esperienza di persone che vivono il conflitto tra famiglie e che toglie loro la possibilità di vivere liberamente.
L’obiettivo dei prossimi incontri sarà quello di continuare a mostrare e far sperimentare alternative concrete di cambiamento a partire dall’esperienza di persone che hanno scelto di essere protagoniste della propria vita nonostante le condizioni in cui si sono trovate a vivere, (come un conflitto, una guerra), situazioni fortemente opprimenti e distruttive.
In questo periodo si sta valutando la sperimentazione di un “gruppo uomini” delle famiglie in vendetta. A partire dal rapporto personale e individuale instaurato, si cercherà di proporre alcune attività concrete che portino alla costruzione di un gruppo.
La metodologia sarà quella utilizzata anche per la costruzione del gruppo ragazzi e donne: personalizzazione dell’intervento, condivisione diretta e dal basso, centralità della relazione, flessibilità e concretezza, esposizione in prima persona da parte dei volontari, fiducia nel potenziale umano.
Il coordinamento delle associazioni impegnate nel lavoro con le famiglie in vendetta continua attraverso la progettazione di una manifestazione comune contro il fenomeno delle vendette di sangue da realizzarsi il prossimo giugno. Inoltre, si sta lavorando all’interno del coordinamento per il consolidamento del gruppo di lavoro.
Continua l’incontro personale con uomini e donne impegnate individualmente sul fronte della riconciliazione (come preti e suore) per cercare un coordinamento di forze e l’instaurazione di collaborazioni fattive e incisive.
Si è svolta nel centro di Scutari, come il 12 di ogni mese, la manifestazione di sensibilizzazione sul fenomeno delle vendetta. Si è colta l’occasione della recente festa delle donne per mettere in evidenza come i veri uomini e le vere donne si misurino dalla grandezza del loro cuore e dalla capacità di perdonare e non di coltivare odio e rancore. All’interno della manifestazione è partita la campagna “5000 firme per la vita” che ha come obiettivo la sottoscrizione di una petizione che, a partire dall’impegno personale a non usare la violenza in caso di conflitto, chiede l’aiuto dello Stato e delle Istituzioni a realizzare questo impegno personale. L’obiettivo è quello di raccogliere 5000 firme entro il mese di agosto per poterle presentare ai media e alle istituzioni governative e non. L’iniziativa, prevalentemente simbolica, ha l’intento di rimettere al centro della discussione sociale e politica il tema delle vendette di sangue, per sollecitare una maggiore attenzione al problema.
A questo scopo, oltre le manifestazioni mensili, periodicamente si organizzeranno una serie di eventi per al raccolta firme non solo a Scutari ma anche a Tirana, Lezha e diversi villaggi limitrofi. Si pensa a coinvolgere anche diverse parrocchie per incentivare un impegno comunitario. Il successo e l’entusiasmo finora raccolto ci fa ben sperare sulla riuscita della campagna.
VOLONTARI
In questo mese oltre a Giulia, Laura e Marcello, abbiamo avuto la presenza e l’aiuto di Tommaso e Alice che, arrivati i primi di Marzo, si fermeranno con noi fino a metà maggio. Agli inizi del mese ci hanno salutato Mila e Matteo che dopo tre settimane passate insieme hanno fatto ritorno in Italia. Li ringraziamo per l’aiuto offerto e l’entusiasmo mostrato nelle attività. Come sempre l’aiuto dei volontari locali è stato fondamentale e per questo ricordiamo i contributi di Francesca K, Dario B., Sokol, Denis G che con il loro impegno e la loro costanza hanno reso possibile lo svolgimento di molte attività.



