SITUAZIONE ATTUALE
Dall’inizio dell’anno si contano almeno una ventina di vittime e di uccisioni a causa di hakmarrje (per questioni personali, di proprietà, di onore) e gjakmarrja (letteralmente “presa del sangue”). Questi sono i casi conclamati, si ha ragione di pensare che siano maggiori i casi di “presa del sangue”. Infatti spesso avvengono degli omicidi che pubblicamente non emergono come compiuti per vendetta di sangue ma di fatto lo sono.
Data la complessità del fenomeno e le sue caratteristiche di totale arbitrarietà e soggettività non risulta immediata l’individuazione del vero movente per il quale tali crimini sono commessi.
Rimane positiva, rispetto agli anni precedenti, l’attenzione da parte dei media ai casi di gjakamrrje e hakmarrje che non minimizzano il fenomeno ma in modo sempre più frequente lo fanno emergere.
Nel mese di giugno c'è stato anche un omicidio a Durazzo per hakmarrje, per motivi riconducibili a litigi per questioni personali. Inoltre si sono verificati 4 casi di giakmarrje in cui sono rimaste uccise quattro persone e ferite due. Questi episodi sono accaduti tra Scutari, Tirana e Durazzo.
CONDISIVIONE E LAVORO
A giugno sono continuate con regolarità le visite alle famiglie, con un’attenzione particolare alle persone che si trovano nella condizione di dover emettere vendetta. Come nei mesi precedenti, si sono svolti alcuni accompagnamenti in carcere, ed è stato fornito supporto sanitario a qualche componente delle famiglie che seguiamo.
Al novero delle famiglie di cui già ci occupiamo, presto probabilmente se ne aggiungeranno altre, che ci hanno contattato di recente durante la Marcia Internazionale per la Pace in Albania (vedi sotto); infatti, in occasione degli incontri svolti durante le tappe città per città, alcuni membri di famiglie in vendetta si sono rivolte ai volontari dell'equipe di Operazione Colomba per informarsi sul tipo di attività che svolgiamo. Nelle prossime settimane ci siamo proposti di recarci in visita presso di loro.
Si sono concluse le attività del gruppo ragazzi con una gita al lago, durante la quale tutti hanno avuto l’occasione di esprimersi in merito alla Marcia e di formulare qualche domanda destinata al “box video” da realizzare in itinere.
Dinanzi al video sulla riconciliazione “Pajtimi”, realizzato per la marcia e che ha colpito molto tutti, un ragazzo del gruppo ne ha sottolineato il significato profondo, dicendo che “è un video per persone che hanno sentimenti”. Durante la Marcia, nella tappa di Scutari, uno dei partecipanti ha effettivamente realizzato alcune interviste secondo le modalità concordate, riuscendo a seguire tutti i suggerimenti ricevuti negli incontri del gruppo ragazzi.
Per quanto riguarda le iniziative di sensibilizzazione, anche questo mese si è tenuta la consueta manifestazione nel centro di Scutari in ricordo delle vittime di “vendetta di sangue” e per la promozione del pajtimi (riconciliazione). Ci siamo concentrati sul coinvolgimento della cittadinanza in preparazione dell’evento della Marcia, chiedendo ai partecipanti di incollare una figurina di carta su una grande mappa dell’Albania, a simboleggiare un popolo che si muove effettivamente lungo tutto il Paese. Abbiamo colto l’occasione per invitare tutti i presenti alla Marcia, distribuendo il volantino con il programma specifico degli eventi della tappa di Scutari. Molte persone si sono fermate per scambiare qualche idea con noi, sia sul significato del gesto simbolico proposto, sia sul fenomeno della gjakmarrja.
Oltre alla manifestazione, dal 22 giugno al 1 luglio si è svolta la Marcia “Un popolo si muove per la Pace, contro le vendette di sangue”!
L’evento, che ha toccato una decina di città e molti villaggi, ha avuto grande successo e molta eco anche nei media locali e nazionali albanesi. Grazie a questa attività, abbiamo suscitato il pubblico interesse sul tema della gjakmarrja e un coinvolgimento attivo di molti gruppi locali sul territorio. Infatti ogni tappa ha visto la partecipazione di singoli o gruppi parrocchiali o associativi in loco, grazie ai quali la Marcia è stata davvero una condivisione di intenti e azioni tra cittadini albanesi e volontari internazionali.
Abbiamo calcolato che durante la marcia circa diecimila persone siano state raggiunte da un messaggio di Pace e riconciliazione: c’è stato chi ha letto un volantino che parlava di perdono, chi ha ascoltato le testimonianze di pace dei volontari di Operazione Colomba o di don Lush Gjergji, chi ha dedicato un paio d’ore all’ascolto di una persona che ha scelto la riconciliazione invece della vendetta, chi si è lasciato coinvolgere dalle parole degli artisti locali che hanno veicolato un messaggio di Pace attraverso la poesia e la musica, chi ha partecipato attivamente alle conferenze tenute da Padre Gianfranco Testa...
Lungo i 130 km percorsi a piedi dalla marcia (foto), siamo stati affiancati da bambini festanti che hanno ballato – per e con noi – secondo le tradizioni locali; da sindaci e amministrazioni comunali che hanno voluto credere nella nostra iniziativa e hanno partecipato a tutte le attività organizzate; da rappresentanti delle organizzazioni internazionali che desideravano camminare insieme a noi per dare il proprio contributo; dagli esponenti più importanti della Chiesa cattolica e del clero musulmano, che, benedicendo la Marcia, sono anche intervenuti durante le singole tappe con parole di Pace; da alcuni rappresentanti delle istituzioni politiche del Paese, che si sono impegnati personalmente a sottoscrivere l’appello per l’implementazione della Legge del 2005 per l’istituzione del Consiglio di Coordinamento per la lotta alla gjakmarrja.
Da qui, dai risultati raggiunti con la Marcia e dai molti messaggi di solidarietà e sostegno ricevuti, Operazione Colomba riparte per elevare ulteriormente il dibattito pubblico sulle vendette di sangue nel Paese e per far sentire che il popolo albanese vuole eliminare definitivamente questo fenomeno. L’appuntamento ora è con le Istituzioni nazionali e internazionali, alle quali chiederemo di agire concretamente, secondo gli impegni presi durante la Marcia.
VOLONTARI
Nel mese di giugno il gruppo stabile dei volontari di Operazione Colomba in Albania si è arricchito della presenza di Jean Emile, che si è messo a disposizione per l’ultimazione dei preparativi della marcia. Per la partecipazione vera e propria alla marcia, inoltre, si sono aggiunti molti volontari di Operazione Colomba, sia dalla sede che dagli altri progetti: Agnese, Alberto, Alessandra, Alessio, Andreas, Antonio, Consuelo, Corrado, Cosma, Domenico, Eleonora, Elizabeta, Emilio, Fabrizio, Francesca K., Francesca R., Giulia A., Giulia Z., Laura, Lorenzo, Marco, Pasquale, Sara B., Susanna, nonché Annalisa, Irene, Patrizia e Samantha, che svolgono il Servizio Civile (Caschi Bianchi) presso la Comunità Papa Giovanni XXIII, e tre rappresentanti del servizio Obiezione e Pace della Co,unità Papa Giovanni XXIII: Daniele, Manuela e Rosa. E’ stato con noi per tutto il tempo della marcia anche Padre Gianfranco Testa, preziosa presenza per i laboratori sul perdono che ha svolto nelle numerose tappe della manifestazione. Infine ha preso parte alla tappa di Tirana anche Paolo Ramonda, Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha portato la voce dell’intera Associazione al popolo albanese. A tutti rivolgiamo un vivo ringraziamento per l’entusiasmo con il quale hanno accolto la proposta e la disponibilità con cui si sono dedicati alle diverse attività organizzate. Tra essi, Francesca R., Giulia Z. – co-referente del progetto – e Sara B. si fermeranno in Albania per il periodo estivo.



