SITUAZIONE ATTUALE
Nel mese di luglio si sono riscontrati due omicidi per hakmarrje, tutti e due compiuti per motivi riconducibili a questioni e rivendicazioni personali, in una zona compresa tra Tirana e Durazzo. Per quanto riguarda omicidi per gjakmarrja, non si sono verificati casi in Albania ma uno nel vicino Kossovo.
Infatti a Gjakova, una cittadina a 20 Km dal confine con l’Albania, sono morte due persone, precisamente zio e nipote di 40 e 14 anni. Il movente del duplice omicidio sarebbe riconducibile ad una vera e propria “presa del sangue” compiuta da un membro di una famiglia rivale. Constatiamo con preoccupazione che quest’omicidio per gjakmarrje non è un caso isolato, assassini compiuti per questo motivo si sono verificati a partire dall’inizio dell’anno con insolita frequenza considerato che erano anni che non avvenivano omicidi per “presa del sangue” in Kossovo.
CONDISIVIONE E LAVORO
Conclusa la Marcia per la Pace svoltasi negli ultimi 10 giorni di giugno, il mese di luglio ha vissuto la ripresa delle attività quotidiane come le visite alle famiglie, gli accompagnamenti in carcere e ad alcuni ragazzini presso i campi estivi, le attività con i ragazzi e con le donne.
Abbiamo cercato di portare i passi compiuti durante la marcia dentro le case delle famiglie in vendetta e sotto vendetta che siamo andati a trovare. Raccontare della voglia di cambiamento incontrata negli albanesi lungo il cammino è stata un'occasione per portare una speranza ancora più forte alle famiglie, molte delle quali avevano seguito in televisione le tappe della marcia. Abbiamo donato loro la bandana simbolo della marcia che porta la parola “Pajtimi”, riconciliazione, ed il libro scritto da don Lush Gjergji, figura importante nella storia della riconciliazione kosovara, che racconta la biografia dei veri eroi del nostro tempo come Martin Luther King e madre Teresa. Speriamo che questi importanti spunti di riflessione portino frutti di pace nella storia di queste famiglie.
Inoltre, abbiamo conosciuto tre nuove situazioni di conflitto, tre famiglie coinvolte nelle vendette del sangue che risiedono nelle zone di Tropoja, Scutari e Tirana. Siamo in una fase conoscitiva di queste famiglie per capire come poter meglio aiutarle e sostenere i loro processi di riconciliazione.
Ci hanno piacevolmente sorpreso alcuni risultati tangibili ed immediati della Marcia per la Pace: una fitta rassegna stampa – nazionale e internazionale – sull’avvenimento e l’apertura ad alcuni incontri istituzionali; vi è stato l’incontro con il Nunzio Apostolico dell’Albania Monsignor Ramiro Moliner Inglés, che ha confermato la fruttuosa collaborazione con la Chiesa cattolica per la lotta al fenomeno della vendetta di sangue. Nello stesso giorno abbiamo incontrato anche il Presidente della Repubblica d’Albania, Bujar Nishani, il quale ha affermato che la gjakmarrja, essendo un problema complesso, va affrontato attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori sociali; ha inoltre sostenuto con convinzione l’importanza di una cooperazione sempre più stretta tra Stato e società civile, proprio a partire dal volontariato. Quanto alla legge n. 9389, di cui è garante – oggetto della richiesta del nostro appello durante la Marcia – attende i relativi decreti attuativi per diventare applicabile e creare così l’organo di coordinamento nella lotta al fenomeno. A tale proposito il Presidente ha invitato Operazione Colomba ad essere presente agli incontri, quando avranno inizio le tavole rotonde. Un punto in comune emerso dai colloqui con il Presidente e il Nunzio è stata l’insistenza sulla necessità di impegnarsi a diffondere un’educazione al valore della vita sin dall’infanzia, in modo che le persone interiorizzino quanto il valore della vita sia più importante e forte di qualsiasi provocazione.
A fine mese, in occasione della preparazione del viaggio in Albania di una delegazione internazionale per approfondire il tema delle “vendette di sangue”, siamo stati interpellati dall’Unione Europea.
La rappresentante della missione dell’UE sul campo, Heike Gerstbrein, è venuta a trovarci a Scutari insieme ad un collega della sede di Tirana, per confrontarsi con noi su dimensioni ed entità del fenomeno. Infine, ha chiesto pragmaticamente quali sono secondo noi le possibili azioni da intraprendere nell’immediato per superare il fenomeno della gjakmarrja; in risposta, abbiamo esposto quali sono secondo noi le priorità: attenzione alle vittime – intese come membri delle famiglie in vendetta e che devono emettere vendetta –, inserimento di forme di risarcimento civile per la perdita di un familiare, sostegno effettivo ai processi di riconciliazione.
A Scutari, una delle tappe più importanti della Marcia, non abbiamo smesso di sensibilizzare la società civile.
Infatti, durante la manifestazione mensile del 12, abbiamo voluto dare un rimando del cammino per la pace: abbiamo coinvolto i passanti nella lettura dei messaggi lasciati dagli albanesi incontrati durante la marcia, da Bajram Curri fino a Tirana, e scoperto che il messaggio che li ha maggiormente colpiti è “più forte è colui che perdona che colui che vendica”.
Abbiamo coinvolto ragazzi e donne in vendetta in due eventi ricreativi e speciali questo mese; abbiamo organizzato una gita per le donne al santuario di Sant’Eufemia dove, secondo la tradizione, scorre un'acqua miracolosa da quando vi è passato Sant’Antonio. Le donne hanno avuto occasione di parlare del valore della vita con Suor Prena, che ha suscitato una riflessione su temi importanti quali l’amore e la libertà di agire, anche all’interno delle proprie famiglie. La gita ha dato spazio alle donne per conversare tra loro e per vivere una giornata serena in un bellissimo luogo con i propri figli.
Con il gruppo ragazzi, desideroso di ritrovarsi, ci siamo divertiti in una partita di calcetto trascorrendo due ore di allegria insieme.
Come ogni mese ci siamo recati a Tropoja per qualche giorno, per visitare alcune famiglie che seguiamo in quella zona e preparare il campo estivo che si terrà a metà agosto. A tal proposito, abbiamo incontrato le suore e il sindaco dei luoghi dove svolgeremo le attività per prendere accordi sulle modalità. Per quest’anno l’obiettivo è di riproporre l’animazione nelle aree di Raja e Zona B – dove ormai abbiamo contatti consolidati – e iniziare a lavorare sui temi della riconciliazione nel comune di Lekbibaj, per coinvolgere attivamente tutta la comunità, in modo che si crei un clima di solidarietà e coesione sociale.
Infine, tutto questo è stato argomento di racconto a un gruppo di giovani di Bologna, che sono venuti a farci visita in occasione di un viaggio di una settimana, volto all’animazione del campo estivo “Fuori le mura”, organizzato per i bambini ed i ragazzi provenienti dalle aree più povere della città di Scutari.
VOLONTARI
Durante il mese di luglio il gruppo dei volontari si è notevolmente allargato o rimpicciolito a seconda dei vari spostamenti. Le volontarie in Servizio Civile (nel progetto Caschi Bianchi) sono rientrate in Italia per una formazione di 10 giorni organizzata dal Servizio Civile Nazionale. Ci ha sostenuto con la sua presenza per un paio di settimane Franco, che in Italia da tempo è volontario di Operazione Colomba. Sara B. si è fermata dopo la marcia e come lei anche Francesca che è rientrata in Italia a metà luglio; Alessio, invece, è tornato in Albania (dopo esserci stato da poco): altri prodigi di questo importante progetto!



