Maggio 2015

SITUAZIONE ATTUALE

In Albania, nel mese di maggio, si sono verificati alcuni episodi di hakmarrje, che hanno portato all’omicidio di un uomo e al ferimento di altri, per motivi diversi, quali la proprietà della terra e l’onore. E' stato riscontrato un caso di conflitto intra-familiare, un evento particolarmente insolito nell’ambito del fenomeno della vendetta, come tradizionalmente inteso; infatti, secondo il Kanun, non possono sorgere conflitti per gjakmarrje all’interno del medesimo fis (clan familiare). Tuttavia è avvenuto un fratricidio, dovuto a motivi di proprietà, dando così origine a un’ulteriore degenerazione del fenomeno della vendetta di sangue. Ha avuto molta eco sui media albanesi il caso di un omicidio per gjakmarrje ad opera di un cittadino italiano, che ha sparato a tre persone, uccidendole, nel centro di Tirana. Dalle prime indagini, pare che si sia trattato di una vendetta in risposta ad un omicidio avvenuto nei Paesi Bassi, a Rotterdam, nell’ambito di un regolamento di conti per il traffico di droga, tra due clan familiari albanesi. Sembra che il cittadino italiano sia stato coinvolto come esecutore materiale dell’omicidio, ma che i motivi originari dello scontro a fuoco risalgano a un conflitto antecedente.    
È inoltre avvenuto un caso di vendetta di sangue anche all’estero. A Vienna, un conflitto tra cittadini kosovari di etnia albanese, ha causato la morte di un uomo e il ferimento di altri due, per ragioni legate a questioni aperte da anni tra due famiglie.
Sulla stampa nazionale ha fatto notizia anche l’intervento dell’ambasciatore del Regno Unito alla conferenza organizzata presso l’Università di Scutari ‘Luigj Gurakuqi’. Nicholas Cannon, infatti, ha espresso la propria preoccupazione alla vice-ministro degli Interni, Elona Gjebrea, per le numerose richieste di asilo provenienti dall’Albania per problemi di gjakmarrje nei confronti del suo Paese, sottolineando che gran parte di esse sono infondate e pretestuose, e nascondono il traffico di esseri umani.

CONDIVISIONE E LAVORO

Le attività di maggio sono state impegnative per i volontari di Operazione Colomba, che anche questo mese hanno continuato il lavoro con le famiglie. In particolare, si è lavorato con maggiore intensità su alcuni conflitti molto accesi, che in questo periodo vengono monitorati più assiduamente. Uno degli strumenti utilizzato è stato la presentazione di alcune testimonianze dirette di Pace e Riconciliazione durante gli incontri. A tale proposito, è venuto nuovamente a trovare il progetto Padre Gianfranco Testa, che ha visitato alcune famiglie, sottolineando il valore della vita, in particolare con alcune persone che si trovano nella situazione di dover decidere se emettere vendetta o meno. Inoltre, ha portato la propria testimonianza Giovanni Ricci, che ha perso il padre durante un attentato terroristico quando era ancora adolescente, e che ha scelto di intraprendere un percorso di riconciliazione con la persona che ha commesso quell’omicidio. Con entrambi i testimoni si sono svolti incontri molto toccanti, che hanno coinvolto emotivamente tutti i partecipanti, rendendo ancora più incisivo e profondo il messaggio di pace che si è portato presso le famiglie vittime del fenomeno della gjakmarrje.  
All’inizio del mese, è stato organizzato un incontro del Gruppo Donne, attraverso un pellegrinaggio presso il santuario di S. Antonio di Laç, in occasione di uno dei tredici martedì prima del 13 giugno - festività molto sentita in tutta l’Albania. La quasi totalità delle donne delle famiglie che seguiamo ha partecipato all’incontro, durante il quale i volontari hanno narrato la storia di due donne che nella loro vita hanno sofferto molto ma hanno scelto di percorrere la via della Pace, abbandonando il rancore che provavano.  
Il Gruppo Ragazzi ha proseguito il proprio impegno questo mese, presentando il cortometraggio che li vede protagonisti presso una classe di 16-17enni di una scuola superiore di Scutari. La presentazione si è svolta in due incontri: il primo di visione del film e di introduzione all’attività di Operazione Colomba in Albania e del gruppo dei ragazzi; mentre il secondo di dibattito sul tema della vendetta di sangue con gli alunni della scuola. Entrambi gli incontri sono stati molto apprezzati dagli studenti, i quali hanno intavolato una discussione vivace e proficua con i ragazzi del gruppo e con i volontari. Al termine del secondo incontro, alcune studentesse hanno richiesto maggiori informazioni per poter partecipare alle attività del progetto. Inoltre, anche il Gruppo Ragazzi ha incontrato i testimoni di pace che hanno arricchito l'esperienza di Operazione Colomba in Albania, traendone un incentivo a continuare il proprio percorso.
Nel mese di maggio i volontari hanno accompagnato una famiglia a trovare i propri parenti detenuti presso il carcere di Shenkoll.
Come ogni mese, il 12 maggio i volontari di Operazione Colomba hanno coinvolto la popolazione di Scutari nella consueta Manifestazione mensile contro le vendette di sangue. Prendendo spunto dal proverbio albanese “Gur gur behet kalaja / Pietra su pietra si fa il castello”, si è fatto seguito con il messaggio “Mesazh mesazh arritet falja / Messaggio su messaggio si arriva al perdono”, sottolineando che da Scutari inizia la Riconciliazione. Ai partecipanti è stato chiesto di lasciare un messaggio di Pace e Riconciliazione, scrivendo sulle pietre di un simbolico muro di carta. Complessivamente sono stati distribuiti circa 400 volantini ai passanti e ben 124 persone hanno voluto lasciare un messaggio di speranza.
Anche a maggio, i volontari si sono recati a Tropoja per qualche giorno, dove sono riusciti ad incontrare alcune famiglie; nelle montagne, dato il maggiore isolamento, la situazione delle famiglie vittime di vendetta è forse più difficile, ed è molto forte il retaggio del Kanun. Si sono riallacciati i contatti con una famiglia che non si frequentava da tempo, e si è cercato di riprendere la strada della riconciliazione attraverso il contatto con alcuni membri di una famiglia che vive divisa tra Tropoja e Tirana, dilaniata da un conflitto interno, in aggiunta a quello esterno. Inoltre, in occasione della celebrazione delle messe domenicali, è stato presentato il Campo estivo del prossimo agosto, che si svolgerà per il quarto anno consecutivo in alcune località della regione di Tropoja, in collaborazione con il parroco e le suore della zona.
Operazione Colomba è stata invitata dall’associazione Ambasciatori di Pace all’evento annuale in cui viene presentata la loro attività, svolta nelle scuole durante i mesi precedenti. Il tema di quest’anno è stato l’uguaglianza di genere. In un pomeriggio i ragazzi delle scuole coinvolte hanno saputo affrontare e rappresentare in modo innovativo un argomento così attuale e delicato per la società albanese.   

Parte importante delle attività del progetto è stata la prosecuzione della campagna di sensibilizzazione a carattere nazionale “Un popolo contro le vendette di sangue”, in relazione alle elezioni amministrative del giugno 2015. Pertanto, i volontari hanno redatto alcune domande da inviare a tutti i candidati sul fenomeno nell’area in cui si candidano, chiedendo un impegno concreto per contrastare le vendette di sangue. Inoltre, in alcune delle zone in cui questa problematica è più diffusa (Scutari, Tirana, Tropoja), i volontari hanno organizzato la sottoposizione delle domande ai candidati attraverso un’intervista registrata.


VOLONTARI

Nel mese di maggio è arrivata una nuova volontaria, Annalisa, che con la sua allegria ha portato nuova energia in casa Colomba. E’ ritornato dopo il mese di stacco Giacomo, volontario di lungo periodo, che pian piano si è reintegrato nel progetto con l’entusiasmo che lo contraddistingue. La presenza di Giulia, coreferente del progetto dall’Italia, di Sara, volontaria di lungo periodo e di Giacomo V., volontario di breve periodo, ha contribuito sempre più a creare un clima di stabilità, armonia ed equilibrio nonostante il periodo particolarmente impegnativo.
Tra i volontari di questo mese, vanno ringraziate le studentesse del convitto delle suore di Ravasco, che hanno dato un importante contributo alla buona riuscita della Manifestazione mensile, nonché i giovani del Gruppo Ragazzi, ormai presenza attiva e costante nelle attività del progetto. Un ringraziamento speciale va a Francesca K., che da anni supporta tutte le attività di sensibilizzazione condotte da Operazione Colomba.